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S. Messa per l’annuale ricorrenza della “Virgo Fidelis”
Comando regionale dei Carabinieri, 21 novembre 2015


La Chiesa ho voluto che l’Arma dei carabinieri fosse sotto la protezione della Madre di Dio venerata come Virgo Fidelis. Come donna fedele. In questo modo è stato confermato ed assicurato nell’Arma quel bene umano, la fedeltà appunto, che fin dall’inizio ne è stata la cifra: fedele nei secoli. Consentitemi di proporvi alcune semplici riflessioni al riguardo.

1. Fedeltà significa in primo luogo custodia di beni umani particolarmente preziosi. Qual è il bene umano più prezioso che noi possediamo? La nostra umanità. E’ la nostra principale ricchezza. E l’appartenenza ad una cultura come la nostra, una civiltà che ha fatto dell’umanesimo – della custodia, difesa, sviluppo dell’humanitas – la sua caratteristica, aumenta ulteriormente la nostra responsabilità.

Quando siamo fedeli alla nostra umanità o per contrario la rinneghiamo e tradiamo? C’è una pagina del Vangelo che costituisce la più chiara risposta a questa domanda: la parabola del buon samaritano. E’ nota a voi tutti. Perché di fronte ad un uomo gravemente ferito, due religiosi tirano dritto e guardano da un’altra parte? Perché a questi due uomini non bastava che il ferito fosse semplicemente uomo. Doveva possedere qualche altra qualità: essere della stessa religione, o dello stesso popolo, e così via.

La più grave infedeltà alla propria umanità accade ogni volta che perdiamo la consapevolezza di appartenere alla stessa umanità, la consapevolezza della prossimità di ogni uomo ad ogni uomo. I tragici fatti di Parigi ci hanno mostrato a quali efferatezze si può arrivare quando si oscura o si perde questa consapevolezza.

Cari militari dell’Arma, nel vostro lavoro quotidiano siete spesso testimoni dello sperpero di umanità, della dilapidazione di questo patrimonio. In forma più o meno gravi. La vostra vocazione è precisamente quella di essere i difensori dell’umanità di ogni uomo. A voi è affidata la custodia di questo bene umano. 

2. Il bene che è la nostra umanità, non è muto. Esso ha dei messaggeri che ci avvertono dei pericoli. La voce, il messaggio del bene che è la nostra umanità, è la coscienza morale della persona. 

Fedeltà significa fedeltà alla propria coscienza, costi quel costi. La coscienza non è da intendersi nel senso in cui molti oggi la intendono. Non è semplicemente opinione. E’ la voce che ci comunica in nome di Dio le esigenze fondamentali della nostra umanità. Gesù paragona la coscienza all’occhio. Quando l’occhio non vede è tutto il corpo che è nelle tenebre. 

La coscienza morale va quindi educata, va formata. Poiché nessun uomo vive in una campana di vetro, ma sotto l’influsso di molteplici fattori sia positivi che negativi, è necessario prendersi cura della coscienza morale. Mi limito, al riguardo, solo ad un accenno. Uno dei fattori che maggiormente influiscono sulla formazione della nostra coscienza è la legge, perché essa crea un costume, ed il costume è come l’abitazione – l’ethos, dicevano i greci – dell’uomo. Un sapiente pagano scrisse che dobbiamo combattere per avere buone leggi, più che per avere solide mura.

Cari militari dell’Arma, continuate ad essere di esempio al nostro popolo, per quella fedeltà al vostro dovere che ha fin dall’inizio costituito lo splendore della vostra buona fama. 

3. Un’ultima, finale riflessione. Il nostro bene più prezioso, la nostra umanità, può essere custodita, arricchita e difesa solo in una buona società. Non posso prolungarmi. Mi limito solo a dirvi quali sono i germi patogeni più pericolosi che oggi mettono a rischio il bene della società. Sono due. 

Il primo è la sottomissione del bene comune agli interessi del bene privato. Già
S. Agostino metteva in guardia dalla disgregazione operata dal primato del bene proprio nei confronti del bene comune. E’ il germe patogeno della corruzione

Il secondo è costituito oggi dalla presenza nelle nostre società di persone che si sono attribuite il diritto di decidere chi deve vivere e chi non deve vivere. E’ il germe patogeno del terrorismo

Cari militari dell’Arma, gentili Autorità presenti: il momento è grave. Dobbiamo essere realisti; ed essere ben convinti che si può negoziare su tutto, ma non sul bene che è l’humanitas di ogni persona. 

Affidiamo alla Virgo fidelis il nostro proposito di essere fedeli alla nostra umanità; alla nostra coscienza; al bene comune. Così sia.