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Solennità di san Giuseppe
Parrocchia di San Giuseppe, 19 marzo 2010


1. Cari fratelli e sorelle, la pagina evangelica appena proclamata narra l’annuncio dell’angelo a Giuseppe. Viene spontaneo accostare questa narrazione a quella dell’annuncio dell’angelo a Maria.

Anche Giuseppe, come Maria, viene introdotto da questo annuncio nel grande mistero della nostra redenzione, nel mistero dell’Incarnazione del Verbo. Ma mentre Maria vi è introdotta immediatamente, Giuseppe vi entra mediante Maria. È perché Maria è sua sposa, che a lui è rivelato il grande segreto della vita che Ella portava in grembo. Giuseppe entra nell’economia della salvezza mediante e a causa del vincolo coniugale con Maria.

La cosa, carissimi, dona molta materia di riflessione. Poiché Giuseppe entra in questo modo nell’economia salvifica, egli ne apprende subito la logica interna. Dio viene a salvarci non passando accanto alle realtà della vita umana, o toccandole solo accidentalmente. È la nostra vita in se stessa che viene redenta. Lo stato matrimoniale fu per Giuseppe la via che lo ha portato dentro al mistero divino.

Mediante Maria, Giuseppe viene collocato in un particolare rapporto, in una relazione unica con Gesù, il Verbo incarnato. Il contenuto di questa relazione è espresso dalle seguenti parole: "tu lo chiamerai Gesù". Poiché era il padre che decideva e imponeva il nome al neonato, Giuseppe esercita nei confronti del Verbo fattosi uomo la funzione paterna.

Quale grande mistero, cari amici, è questa paternità legale di Giuseppe! L’Unigenito Figlio del Padre è generato nella divinità dal Padre-Dio. Fattosi uomo, il Verbo deve imparare a vivere anche umanamente la sua divina relazione al Padre. È la figura paterna di Giuseppe che consente al Verbo fattosi uomo di tradurre umanamente la sua filiazione divina, e ve lo educa gradualmente.

Ma nel testo evangelico c’è un particolare, troppo importante per essere trascurato. L’angelo spiega a Giuseppe la ragione del nome con cui il bambino deve essere chiamato: "egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati". Dunque è un nome che Giuseppe non inventa o che non desume dai suoi antenati. È già fissato da Chi lo ha inviato nella nostra natura umana, poiché il Nome - "che è benedetto nei secoli" - esprime la missione. È dunque, quella di Giuseppe, una paternità [legale] che egli esercita nella luce di una missione – quella di Gesù – che è già stata progettata. È un legame, quello di Giuseppe con Gesù, che è abitato ed ispirato sempre dalla consapevolezza di essere al servizio dell’opera stessa di Dio: "egli… salverà il suo popolo dai suoi peccati".

2. Cari fratelli e sorelle, abbiamo meditato brevemente sulle due relazioni che circoscrivono il posto che Giuseppe occupa nella storia della nostra salvezza: padre legale di Gesù e sposo di Maria. Se volessimo però entrare un poco, con somma venerazione, nell’interiorità di Giuseppe e chiederci come egli ha vissuto questo dato oggettivo, ci troveremmo di fronte ad una vera difficoltà. Nella S. Scrittura Giuseppe non parla mai: è l’uomo del silenzio.

Tuttavia la narrazione evangelica ci mette sulla strada. Essa conclude dicendo: "… Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo". In queste poche parole è racchiuso tutto il segreto della vita interiore di Giuseppe. Egli vive la sua esistenza nell’obbedienza della fede. Il Concilio di Trento insegna che la fede è la "radice e il fondamento di tutta la nostra giustizia". Ciò è vero in grado eminente per Giuseppe: la radice che nutriva le sue scelte, ed il fondamento che dava stabilità alla sua esistenza, era la fede. E la figlia primogenita della fede è l’obbedienza alla parola di Dio: "fece come gli aveva ordinato l’angelo". Non a caso, la Chiesa ci ha presentato nella seconda lettura la figura di Abramo, il grande credente.

Cari amici, facciamo pienamente nostra la preghiera che la Chiesa metterà fra poco sulle nostre labbra e che accompagnerà le nostre offerte per il divino sacrificio: "donaci la stessa fedeltà e purezza di cuore, che animò S. Giuseppe nel servire il tuo unico Figlio, nato dalla vergine Maria". Così sia.