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Consegna del "Direttorio post sinodale" ai membri dell’Assemblea del Piccolo Sinodo della montagna
Borgonuovo di Pontecchio Marconi, 15 ottobre 2011


1. Al termine del cammino che abbiamo percorso col Piccolo Sinodo possiamo e dobbiamo fare nostre le parole dell’Apostolo: "O profondità della ricchezza, della sapienza e della scienza di Dio! Quanto sono imperscrutabili i suoi giudizi e inaccessibili le sue vie!".

Ciò che suscita nel cuore di Paolo questo grido di stupore; ciò che costringe la sua mente, tesa a capire, ad arrendersi di fronte ai giudizi di Dio, è il progetto di salvezza. In particolare, la collocazione al suo interno del popolo di Israele. L’Apostolo contempla rapito i "giudizi di Dio" e le sue "vie".

Il termine "giudizio" non ha un significato giudiziario; denota le decisioni operative di Dio: la realizzazione del suo progetto salvifico. È l’operare di Dio dentro alla nostra vicenda tribolata: le sue "vie". "È come se nella storia camminasse Dio stesso e gli avvenimenti fossero semplicemente segni rivelatori del suo passaggio" [R. Penna, Lettera ai Romani, II, EDB, 2006, 393]. Sono proprio questi comportamenti di Dio che, nella loro inaccessibile profondità, suscitano l’adorante stupore del credente.

2. Ogni giorno noi siamo partecipi dei giudizi di Dio, siamo sulle sue vie e testimoni della presenza di Dio dentro la nostra storia. E questa presenza ha un nome: la Chiesa.

La Chiesa infatti è la testimone permanente del Signore risorto; è la sua Presenza ineliminabile; è il luogo dove la potenza vivificante dello Spirito opera la nuova creazione in Cristo. Come non esclamare con Paolo: "o profondità della ricchezza…"?

Dio compie il suo progetto dentro e attraverso le nostre Comunità poiché in esse è presente ed operante il mistero della Chiesa. Lasciamoci guidare dalla santa audacia della fede. Non pensiamo che il Signore possa compiere solo ciò che noi siamo in grado di comprendere. "Infatti, chi mai ha potuto conoscere il pensiero del Signore?". "La santa Chiesa ha due vite: una nel tempo, l’altra nell’eternità" [S. Gregorio M. Omelie su Ezechiele I, II, 10; PL 76, 1060]. Non separiamole mai: se lo facciamo, abbiamo imboccato la via della morte.

L’esperienza che abbiamo fatto col Piccolo Sinodo è stata l’esperienza della Chiesa. Forse potevamo essere tentati di vivere semplicemente momenti di riflessione e di condivisione … per fare meglio funzionare l’azienda. "Quanto sono inaccessibili le sue vie!". Dio ha camminato con noi. E ha voluto rivelarci il suo disegno attraverso anche le nostre discussioni.

Ora metto nelle vostre mani il frutto di tutto questo: il Direttorio post-sinodale. Leggetelo nelle vostre comunità; meditatelo assieme. Vostra preoccupazione non sia prima di tutto verificare se la vostra proposta è presente od assente. Prendete con fede questo Direttorio. Ora il cammino è tracciato.

3. L’inizio, o meglio la ripresa del nostro cammino è illuminata dalla grande parola dell’Apostolo: "da Lui, grazie a Lui e per Lui …". È Dio che in Cristo mediante la potenza dello Spirito è il primo ed ultimo riferimento delle vicende storico-salvifiche. È un’empietà dimenticare questo. E come dice il Talmud babilonese: "Chi prolunga l’Amen, gli saranno prolungati i giorni e gli anni".