home
biogr.
english
español
français
Deutsch
한 국 어
1976/95
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
2003
2004
2005
2006
2007
2008
2009
2010
2011
2012
2013
2014
2015
2016
2017


Solennità della Assunzione della Beata Vergine Maria
15 agosto 2006, parco di Villa Revedin


1. "Fratelli, Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti". Miei cari fedeli, la verità della parola dell’Apostolo oggi è mostrata dal fatto che celebriamo: la Beata Vergine Maria, terminato il corso della sua vita terrena, non conobbe la corruzione ed il disfacimento del sepolcro, ma fu introdotta subito nella vita eterna anche col suo corpo.

L’Apostolo ci ha appena insegnato che Cristo risorto è "primizia di coloro che sono morti". La risurrezione di Gesù cioè non è un fatto che riguarda esclusivamente lui. Ha il carattere di un inizio: altri condivideranno la sua sorte gloriosa; ha il carattere di una causa: "poiché se a causa di un uomo venne la morte, a causa di un uomo verrà anche la risurrezione; e come tutti muoiono in Adamo, così tutti riceveranno la vita in Cristo". La prima persona a ricevere la vita in Cristo è stata la sua Madre; il primo corpo corruttibile a vestirsi di incorruttibilità ed il primo corpo mortale di immortalità [Cf. 1Cor 15,54] è stato il corpo di Maria. Oggi noi celebriamo la vittoria di Cristo risorto nel corpo glorificato di sua Madre.

È cosa giusta e bella allora che cerchiamo di capire un poco le ragioni profonde per cui Maria venne associata subito alla vittoria di Cristo Risorto sulla morte.

Se leggiamo con fede la S. Scrittura ove si parla di Maria, vediamo che essa ci presenta sempre la Madre di Cristo strettamente unita al suo Figlio. Ella "si è dedicata totalmente ………… alla persona e all’opera del suo Figlio, mettendosi al servizio del mistero della redenzione sotto di lui e con lui ………. Ella ha cooperato alla salvezza umana nella libertà della sua fede e della sua obbedienza" [Cost. dogm. Lumen gentium 56, EV 1/430]. Come dunque la Risurrezione di Gesù è il pieno compimento della nostra redenzione, così anche la cooperazione di Maria doveva concludersi colla glorificazione del suo corpo. Mai come oggi vediamo risplendere la gloria della grazia di Cristo in Maria, e mai come oggi Maria ci indica in Cristo la causa piena della nostra redenzione.

Ma c’è anche una seconda ragione che ci aiuta a penetrare il senso profondo della solennità odierna e suscita nel cuore il bisogno di lodare il Signore. Per nove mesi il corpo di Maria è stato la dimora in cui ha fisicamente vissuto la persona divina del Verbo incarnato: "nel ventre tuo si raccese l’amore", scrive il Poeta. Era dunque giusto che quel corpo in cui aveva abitato l’incorruttibile gloria di Dio non conoscesse la corruzione del peccato.

2. Le celebrazioni cristiane, miei cari fedeli, non celebrano solo la gloria di Cristo nei suoi Santi Misteri. Esse celebrano anche l’incomparabile dignità della nostra persona, e rispondono al nostro bisogno di sapere, di capire chi siamo. Possiamo allora dire che oggi la fede cristiana celebra anche la dignità del corpo umano; ci insegna la verità del nostro corpo.

L’atto redentivo di Cristo non si propone di salvare la nostra persona solamente nella sua dimensione spirituale, l’anima; esso raggiunge anche il corpo: è redenzione anche del nostro corpo. Maria è assunta in anima e corpo. Quale verità circa l’uomo ci viene così insegnata?

La persona umana non ha semplicemente un corpo; è anche il suo corpo. La persona umana quindi è una persona corporale ed il corpo è un corpo personale. Esso quindi non è semplicemente un ordinato assemblaggio di cellule, un organismo vivente: è la nostra persona stessa. Quando abbracciamo un amico, non abbracciamo un corpo, ma la persona dell’amico; quando guardiamo un corpo, è una persona che vediamo.

Miei cari fedeli, perché vi dico queste cose? Perché nel mondo in cui viviamo c’è un bisogno enorme di vedere la dignità personale del corpo umano. Un approccio esclusivamente scientifico e tecnologico al corpo umano porta devastazione nella dignità della persona. Questi approcci, se e quando diventano esclusivi, conducono infatti a considerare il corpo come "un materiale" a disposizione di tecniche manipolatorie. Non si è chiesto di poter produrre embrioni umani per estrarre da essi cellule staminali? Ma non è neppure necessario riferirci a sofisticati procedimenti di laboratorio. Il corpo della donna non è forse usato per vendere prodotti di ogni genere? La nobilitazione dell’uso puramente ludico della propria sessualità non è un altro indice dell’incapacità di vedere nel corpo la stessa persona?

Miei cari fedeli, forse vi chiederete: ma perché in una solennità che è tutta luce il nostro Arcivescovo parla di queste cose? Avete ragione in un certo senso. Ma la prima lettura – avete sentito – parla di uno scontro violento fra la "donna vestita di sole" e un enorme "drago rosso". La verità, la bellezza che Cristo dona in pienezza ai suoi fedeli è insidiata quotidianamente, ed io desidero che tutta la vostra persona – corpo ed anima – sia splendente della grazia di Cristo nella sua sublime dignità.

Maria oggi risplende a noi come segno di sicura speranza. Partiamo dunque da questa celebrazione coll’intima certezza di fede che "Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti".