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Seconda Domenica di Pasqua
Bologna – San Paolo Maggiore, 6 aprile 2013


1. Cari fratelli e sorelle, una grande maestro del pensiero cristiano, San Massimo il Confessore, scrive che tutto lo scorrere del tempo può essere diviso in due soli periodi. Nel primo periodo accade l’umanizzazione [l’incarnazione] di Dio, e si conclude colla Risurrezione del Signore; nel secondo periodo accade la divinizzazione dell’uomo e si concluderà colla fine, quando Dio sarà tutto in tutti [cfr. Questioni a Talassio 22; SCh 529, pagg. 263-267].

Abbiamo sentito che cosa Gesù risorto ci ha detto nella seconda lettura: "Non temere. Io sono il Primo e l’Ultimo e il vivente. Io ero morto, ma ora vivo per sempre e ho potere sopra la morte e sopra gli inferi".

"Non temere", Egli ci dice. Siamo infatti continuamente tentati di pensare che la storia, la vicenda umana, dopo la Risurrezione di Gesù continui come se nulla fosse accaduto. Di pensare che in realtà dentro alle nostre giornate operi non il potere del Risorto sulla morte e sugli inferi, ma il potere della morte e del Principe di questo mondo.

Cari amici, la pagina evangelica ci rivela che questo modo di pensare è sbagliato; che questo timore è privo di fondamento. Per quale ragione? Riascoltiamo il Vangelo.

"Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse: ricevete lo Spirito Santo". Nel secondo periodo della storia umana, quello che noi stiamo vivendo, il Signore risorto esercita il suo potere sopra la morte e sopra gli inferi mediante la presenza del suo Spirito, che dona ai suoi discepoli.

Lo Spirito opera in ciascuno di noi conducendoci alla conversione; rigenerandoci nella giustizia, ed in questo modo liberandoci dal potere degli inferi.

La S. Scrittura descrive la creazione dell’uomo nel modo seguente: "Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente" [Gen 2,7]. L’apostolo Paolo, riprendendo questo testo, scrive: "Il primo uomo, Adamo, divenne un essere vivente; ma l’ultimo Adamo divenne spirito vivificante" [1Cor 15,45]. Gesù risorto – l’ultimo Adamo – diventa sorgente dello Spirito, che crea di nuovo la nostra persona, e la divinizza. Inizia la nuova creazione.

Questo mondo, le costruzioni culturali umane, apparentemente così solide, così stabili nella loro decisione di fare senza Dio; i vari imperi finanziari, politici, della comunicazione di massa, sono in realtà già scossi alla radice dallo Spirito del Signore risorto. E "le cose che possono essere scosse son destinate a passare, in quanto cose create, perché rimangono quelle che sono incrollabili" [Eb 12,27].

 

2. In questo contesto, quale è la missione del sacerdote, la tua missione? La stessa di Gesù: "come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi".

Ancora una volta l’apostolo Paolo ci aiuta a capire profondamente queste parole di Gesù.

L’apostolo, confrontando la prima alleanza, quella sinaitica, colla Nuova Alleanza, scrive: "[Dio] ci ha resi ministri adatti di una Nuova Alleanza, non della lettera ma dello Spirito, perché la lettera uccide, lo Spirito dà vita" [2 Cor 3,6]. Mediante l’imposizione delle mie mani diventerai partecipe del "ministero dello Spirito", perché in nome del Signore risorto sarai capace di donarlo all’uomo, per la remissione dei suoi peccati. "A chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi".

L’evento sacramentale che stiamo celebrando, trasformi intimamente la tua persona, perché tu tenendo sempre fisso lo sguardo su Gesù possa "riflettere come in uno specchio la gloria del Signore, e venga trasformato in Lui, secondo l’azione del suo Spirito" [cfr. 2 Cor 3,18]. Gesù, fra poco, aliterà su di te il suo Spirito, per farti in Lui costruttore mite, forte, e paziente della nuova creazione.