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46° Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni
S. Messa nel corso della quale due seminaristi verranno istituiti Accoliti
Cattedrale di S. Pietro, 3 maggio 2009


1. "Io sono il buon pastore". Quando Gesù presenta Se stesso come "il buon pastore", riprende una lunga tradizione presente nella fede di Israele. In essa Dio medesimo era pensato ed invocato come il proprio pastore. E questo pensiero infondeva nel popolo un senso di grande consolazione e fiducia, di cui è testimone anche il salmo che abbiamo appena pregato: "Ti rendo grazie, o Signore … perché sei stato la mia salvezza". Gesù ha la coscienza di essere il vero pastore che rende visibile la cura che Dio stesso si prende di ogni uomo.

Che cosa significa per Gesù essere "il buon pastore"? Almeno tre cose, chiaramente suggerite dal testo evangelico.

La prima: "il buon pastore offre la vita per le pecore". Quest’offerta della vita separa nettamente il vero pastore dal mercenario. Questi non si pone al servizio delle pecore, ma al contrario le usa per la sua propria utilità. Non serve, ma se ne serve. E quindi il pericolo della vita lo fa fuggire.

È chiaro a quale evento della sua vita Gesù fa riferimento: al dono di Se stesso sulla Croce. La cura che Gesù si prende del suo gregge si realizza sulla Croce; e quindi per ogni porzione del suo gregge, per noi oggi, ogni volta che celebriamo l’Eucaristia, memoriale della sua passione.

La seconda: "conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, come il Padre conosce me ed io conosco il Padre". Poc’anzi Gesù aveva sottolineato il fatto che al mercenario "non appartengono le pecore", come al buon pastore. Ora il Signore ci spiega di che natura è l’appartenenza del gregge a Lui, buon Pastore.

Trattasi di una conoscenza. La formula dell’alleanza era sinteticamente la seguente: "Io sono il vostro Dio – voi siete il mio popolo". L’uno è dell’altro in una profonda reciprocità di mutua conoscenza. Siamo conosciuti dal Signore, non gli siamo ignoti; ed Egli si rivela, mostra il suo volto ai suoi discepoli.

Ma Gesù aggiunge qualcosa di molto profondo "come il Padre conosce me ed io conosco il Padre". La reciproca conoscenza fra noi e Gesù si radica nella vita trinitaria, e si intreccia con essa. Il Padre conosce Gesù non separatamente dal suo gregge: in Gesù e con Gesù Egli conosce ciascuno di noi. E ciascuno di noi partecipa della conoscenza che Gesù ha del Padre che Egli ci ha rivelato. La nostra vita è dunque radicata in Dio medesimo.

La terza: "e diventeranno un solo gregge e un solo pastore". Gesù non è solo il pastore di Israele. Egli è venuto per ogni popolo, per ogni uomo. Nessuna nazione, nessuna persona è estranea al gregge di Cristo, alla sua Chiesa. Tutto è stato creato per mezzo di Lui ed in vista di Lui, e dunque tutti sono chiamati a formare in Lui un solo gregge.

2. Cari fratelli e sorelle, oggi la Chiesa sparsa in tutto il mondo prega per le vocazioni sacerdotali e religiose. Vede cioè nella luce dell’unico Pastore coloro che sono chiamati a rendere perpetuamente visibile ed attuale la presenza del "buon Pastore che offre la sua vita".

La considerazione del legame fra il Pastore ed i pastori costringe noi pastori, in primo luogo, a specchiarsi in questa pagina evangelica per verificare la conformità della nostra vita e del nostro ministero a Gesù buon Pastore. Ci costringe a fare davanti a voi, cari fedeli, un profondo esame di coscienza, secondo almeno tre grandi domande.

Siamo pastori che offrono la vita per voi, senza nessun risparmio, guidati solo dall’amore che non conosce limiti nel dono, come è significato dal nostro celibato? Il rapporto che il ministero istituisce fra noi pastori e voi fedeli, è ultimamente finalizzato non al nostro piccolo io, ma ad introdurvi dentro la vita stessa di Dio? La nostra cura pastorale è veramente orientata ad ogni uomo e a tutto l’uomo, con una particolare preferenza solo per chi è più povero, debole, oppresso, umiliato?

Cari fedeli, pregate per noi perché la nostra miseria sia quotidianamente vinta dall’amore di Cristo; il nostro cuore sia a misura del dono di Cristo per voi.

Oggi questo amore di Cristo verso la sua Chiesa di Bologna si manifesta nel fatto che due giovani che fra poco istituirò accoliti, continuano il loro cammino verso il sacerdozio. Pregate per loro; pregate per il nostro Seminario: Signore, manda operai nella tua messe.