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Domenica XXII per Annum (C)
Villa Pallavicini, 1 settembre 2013


Il nostro Maestro divino oggi ci istruisce circa quella educazione e purificazione del cuore, senza la quale non apparteniamo pienamente a Lui.

La sua istruzione ha due temi, per così dire. Ci illumina circa la "strategia" che dobbiamo seguire nel dominio delle nostra inclinazioni naturali.

1. Primo tema. Proviamo a seguire un consiglio che grandi maestri dello spirito ci danno, se vogliamo avere una vera intelligenza spirituale della pagina evangelica. Proviamo ad immaginarci a tavola con Gesù, vicino a Lui. Egli ci dice: "ma guarda, guarda come tutti cercano di accaparrarsi i primi posti! Non pensano che il padrone di casa può avere già stabilito chi li deve occupare".

Cari fratelli e sorelle, proviamo a sentire; chiediamo a Gesù di "sentire il disgusto" da Lui provato di fronte a quella scena: la ricerca dei primi posti.

La cosa si ripeté nella vita di Gesù un’altra volta, durante un altro banchetto: l’ultima cena. Ascoltate che cosa accadde: "Sorse anche una discussione chi di loro poteva essere considerato il più grande" [Lc 22, 24]. E non era la prima volta che succedeva fra gli Apostoli [cfr. Mt 18, 1-5].

Ma in quel banchetto Gesù non si accontenta di dire una parola. Passa ai fatti, per spiegare chi è il più grande. Ascoltiamo: "Gesù sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio tornava, si alzò da tavola, depose le vesti…e cominciò a lavare i piedi dei discepoli" [Gv 13, 3.4]. Ecco, che cosa significa essere il più grande! Cari fratelli e sorelle, chiediamo a nostro Signore che ci faccia vedere la nostra stupidità quando cerchiamo i primi posti. La stupidità di non accontentarci di essere conosciuti, onorati ed amati dal Padre, ma di aver bisogno anche di segni di onore, grandezza davanti agli uomini. Alla luce del Vangelo di oggi, la "pazzia" dei Santi è la sapienza di Dio.

Al Papa che per la terza, quarta volta offriva a san Filippo Neri il cardinalato, il santo risposte: "preferisco il Paradiso". Sant'Ignazio negli Esercizi Spirituali esorta ad un colloquio con Nostra Signora perché il suo Figlio ci scelga a "sopportare obbrobri e ingiustizie, per più imitarlo in essi" [Es. Spir. 147]. Ascoltiamo anche san Francesco: "Vedeva che alcuni desideravano ardentemente le cariche dell’Ordine, delle quali si rendevano indegni, oltre al resto, anche per la sola ambizione di governare. E diceva che questi non erano frati minori" [Vita Seconda di Tommaso da Celano 145]. L’ambizione dei chierici è la peggiore piaga della Chiesa.

2. Secondo tema: donare senza aspettare ricompensa. Gesù ci esorta alla gratuità pura.

Cari fratelli e sorelle, anche questa "lezione" di Gesù ci conduce al centro di tutta la sua opera di salvezza: il Vangelo della grazia.

Il Signore ci ha amati di un amore preveniente: "chi gli ha dato qualcosa per primo si che abbia a riceverne il contraccambio?" [Rom 11, 35]. Il Signore ci ha amati di un amore misericordioso: "per questa grazia siete salvi mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio; né viene dalle opere, perché nessuno possa vantarsene" [Ef 2, 8-9]. Tutta l’economia della salvezza è lo splendore della grazia di Dio in Cristo Gesù.

Cari fratelli e sorelle, questo richiamo di Gesù è una vera chiave interpretativa dalla situazione, della condizione in cui ci troviamo.

Il paradigma fondamentale secondo cui sono pensate e vissute le fondamentali esperienze della vita, è lo scambio. L’individuo ha relazioni; ne ha spesso anche cura con particolare attenzione, ma sono relazioni funzionali, strumentali. Sono appunto materia di scambio, oggetto di calcolo e di commercio.

Pensate a come viene considerato il lavoro umano. Pensate come viene considerato il matrimonio: un contratto fra due egoismi alla ricerca della propria felicità individuale, che ha come condizione basilare che fra il dare e l’avere ci sia almeno parità.

Provate a guardare la società in cui viviamo, mentre fate risuonare dentro di voi la parola di Gesù: "e sarai beato perché non hanno da ricambiare". E concludere che la proposta cristina è scomparsa dalla coscienza europea.

Ed allora? Se improvvisamente si spegne la luce nella stanza in cui ci troviamo, non è discutendo sulle varie teorie fisiche sulla luce che essa si riaccende.

Dentro a questa società dove è scomparsa la luce cristiana, continuate a riaccenderla ogni giorno colla vostra testimonianza.