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V DOMENICA DI PASQUA [A]
S. Giuseppe – S. Bartolomeo 28 aprile 2002

1. "Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede in me". Questa celebrazione, durante la quale riceverete la S. Cresima, segna una tappa importante nella vostra vita: essa vi costituisce discepoli del Signore, capaci di testimoniarlo pubblicamente. La parola dunque con cui il Signore inizia il suo dialogo con voi è particolarmente adeguata: "non sia turbato il vostro cuore", Egli vi dice. Carissimi ragazzi, state per uscire dalla vostra infanzia e state per entrare in una vita di maggiore responsabilità. Se vorrete essere fedeli a ciò che oggi ricevete; anzi, se volete essere uomini veri, incontrerete ogni genere di difficoltà: "non sia turbato il vostro cuore", vi dice il Signore. Perché? "abbiate fede in Dio e abbiate fede in me": ponete cioè da questo momento la vostra persona nelle mani di Gesù, donandovi e legandovi a Lui. Iniziate veramente da oggi una compagnia con Cristo!

In questa compagnia voi supererete e farete svanire da voi ogni paura, perché ascolterete questa parole di Gesù: "io vado a prepararvi un posto, ritornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove sono io". E’ in questo momento che Gesù, dopo avervi preparato un posto, ritorna e vi prende con sé, perché siate anche voi dove è Lui.

In che senso e perché? Egli viene ora a voi attraverso il dono che vi sta facendo del suo Spirito per prendervi con Sé: per inserirvi dentro alla sua amicizia; farvi essere dov’è Lui stesso. Egli aveva detto: "io, quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me" [Gv 12,32]. Attraverso questa celebrazione, Gesù vi attirerà tutti a sé, unendovi a Lui mediante il dono dello Spirito. E quindi capite bene perché l’apostolo Pietro nella seconda lettura vi ha appena detto: "carissimi, stringetevi a Cristo, pietra viva".

Vedete dunque quale grande avvenimento sta accadendo ora nella vostra persona!

2. Possiamo dire che da questo momento in poi si aprono davanti a voi come due strade: siete ad un bivio. L’una vi conduce sempre di più dentro alla compagnia con Cristo e quindi ad essere dove è Lui; l’altra invece vi porta fuori da questa compagnia, lontano da Lui.

Quale è la prima strada? È la stessa domanda fatta a Gesù da Tommaso. "Io sono la via", gli risponde Gesù, ed aggiunge "la verità e la vita". Gesù è la via perché è la verità. Egli cioè colla sua parola ci introduce sempre di più in quella vita vera di cui è la sorgente. Allora voi capire che dovete continuare ad istituirvi nella vostra fede attraverso la frequenza al catechismo, che dovete essere fedeli all’incontro festivo col Signore nell’Eucarestia: poiché Gesù è la luce venuta nel mondo. Egli è la via seguendo la quale, voi avrete una vita vera. "Io sono la via, la verità, la vita" ha detto il Signore.

Carissimi ragazzi, dal modo con cui questo avvenimento che state vivendo entrerà nella vostra esistenza, voi vivrete una vita infelice o felice. Se appena fuori di qui, dimenticherete tutto, allora avete imboccato la strada che vi farà vivere una vita sbagliata. Se invece ricevendo lo Spirito Santo, seguirete la via che Cristo vi indica attraverso la comunità cristiana, allora sarete beati. Lasciatevi attirare da Cristo; lasciatevi prendere da Lui: sarete così dove è Lui.