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II DOMENICA DI PASQUA
Amministrazione S. Cresima
Quartesana 22 aprile 2001

1. "Venne Gesù si fermò in mezzo a loro e disse: "Pace a voi"". Ciò che è narrato nella pagina evangelica accade ora in mezzo a noi: non è solo un avvenimento passato, ma presente. Dobbiamo allora prestare molta attenzione ad ogni particolare della pagina evangelica.

Al centro dell’avvenimento raccontato sta la persona di Gesù: Egli è presente in mezzo ai suoi discepoli. Egli è risuscitato dai morti: può venire e fermarsi in mezzo ai suoi amici perché è vivo. E’ lo stesso Gesù che due giorni prima avevano visto morire sulla croce. Perché i discepoli non avessero nessun dubbio al riguardo, Egli "mostrò loro le mani e il costato". Le mani che erano state confitte sulla croce ed il costato che era stato aperto dalla lancia del soldato.

Gesù il Signore crocefisso-risorto viene in mezzo ai suoi e si ferma con loro per compiere un atto di straordinaria importanza e fare loro il dono più grande. Ascoltiamo: "Dopo aver detto questo, alitò su di loro": questo è il gesto compiuto dal Signore. "E disse: ricevete lo Spirito Santo": ecco il dono che fa loro.

Il gesto compiuto da Gesù ha un significato molto profondo. Esso ricorda il modo con cui venne creato il primo uomo [cfr. Gen 2,7]: questi vive perché Dio alita in lui il suo soffio vitale. Gesù ricrea la persona umana donandogli la sua stessa vita: quella vita che Egli possiede in pienezza a causa della sua risurrezione.

Il gesto esprime sensibilmente un avvenimento interiore: viene donato ai discepoli lo stesso Spirito Santo. Allora voi capite che cosa è veramente accaduto la sera di Pasqua nel cenacolo: il Signore risorto facendo dono del Suo Spirito ai discepoli li rigenera ad una vita nuova e costituisce la nuova comunità.

Ma il dono comporta sempre un impegno, la grazia un compito. Gesù Risorto dice: "come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi". Ognuno dei discepoli è abilitato a compiere, a continuare la stessa missione di Gesù: ad essere suo testimone.

2. Carissimi, come vi ho detto, ciò che è narrato nel Vangelo accade ora in mezzo a noi: lo stesso avvenimento.

Al centro della nostra assemblea sta la persona di Gesù. Noi ci siamo riuniti in questa Chiesa, come i discepoli nel cenacolo, non per ricordarci di Gesù ma per incontrarlo, non per parlare di Lui solamente ma per parlare con Lui. E’ possibile incontrarlo, parlare con Lui perché Egli è Risorto e vivo ed è presente in mezzo a noi.

Ma Egli compie un gesto di straordinaria grandezza, soprattutto nei vostri confronti, carissimi ragazzi e ragazze che riceverete la S. Cresima fra poco. Gesù Risorto farà a voi lo stesso dono che ha fatto ai discepoli riuniti nel Cenacolo: vi farà dono dello Spirito Santo. C’è solo una differenza nel segno che esprime questo dono. Nel cenacolo il segno è stato il seguente: "alitò su di loro"; ora per voi il segno efficace del dono sarà l’unzione che io farò sulla vostra fronte. Diversità di segno, ma identico è il dono: lo Spirito Santo.

I discepoli ricevettero un compito; il dono dello Spirito Santo li abilitò ad una missione: "come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi". Lo stesso accade per voi: siete chiamati ad essere veri discepoli del Signore. Carissimi ragazzi e ragazze, per molti di voi il momento della Cresima, il momento in cui ricevete pienamente lo Spirito Santo, il momento in cui Cristo dice a ciascuno di voi: "io ti mando ora come mio fedele discepolo", rischia di coincidere col momento tragico in cui abbandonate la Chiesa. Forse qualche adulto con somma stoltezza vi dice: "perché vai ancora a catechismo? hai già fatto la Cresima". E così l’inizio possibile di una stupenda avventura vissuta in compagnia di Cristo, diventa l’inizio della vostra autodistruzione.

Ma voi dite con Tommaso: "mio Signore e mio Dio!". Dio cioè della mia vita; Signore cui voglio rimanere per sempre fedele perché ho visto le tue piaghe. "I discepoli gioirono al vedere il Signore", dice il testo evangelico. Sia sempre nel vostro cuore l’unica vera gioia: quella di chi "vede" il Signore e crede in Lui.