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V DOMENICA DI PASQUA
Genitori in cammino - Cattedrale
13 maggio 2001

1. "Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e anche Dio è stato glorificato in Lui". Siamo nel Cenacolo, l’ultima sera della vita terrena di Gesù. Guida è uscito a compiere il suo tradimento. E’ come se Gesù avesse interamente superato quel profondo turbamento che aveva preso il suo animo di fronte alla morte: è come se la vedesse già dietro di sé. In questa prospettiva, Egli esclama: "Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato", ed anche noi, carissimi fratelli e sorelle, dobbiamo porci in questa stessa prospettiva: dentro allo splendore della gloria di Cristo crocefisso risuscitato. E dire con Lui: "Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e anche Dio è stato glorificato in Lui". Ma che cosa significano precisamente queste parole?

Quando la S. Scrittura parla di "glorificazione" intende parlare di quell’azione compiuta da Dio stesso mediante la quale Egli si rivela, si manifesta nel suo mistero. Dicendo che Dio si è glorificato in Cristo, il Vangelo intende dire che in Cristo Dio ha rivelato Se stesso, rivelando il suo disegno o progetto di salvezza nei confronti dell’uomo. Quale è questo disegno o progetto? La decisione di rendere gli uomini partecipi della stessa vita divina. Dio glorifica se stesso in Cristo, perché attraverso di Lui ed in Lui tutti gli uomini possono partecipare alla stessa vita di Dio. Gesù elevato da terra attirerà a Sé tutti gli uomini [Gv 13,22]. "Il suo ritorno al Padre trascina con sé i discepoli, presenti e futuri, nel movimento incessante di comunione con Dio, che fino ad allora era proprio del solo Figlio. In questo stesso modo si realizza la riunione nell’unità che Dio aveva di mira con l’opera affidata al Figlio Unigenito. Dio stesso si glorifica nel Figlio dell’uomo rivelando, attraverso di Lui, di essere Amore". [X.L.–Dufour, Lettura del Vangelo secondo Giovanni III, San Paolo ed., Milano 1995, pag. 69].

Veramente, noi che celebriamo in questi giorni il mistero della Risurrezione del Signore, possiamo dire: "Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e anche Dio è stato glorificato in Lui".

2. "Vidi … la città santa, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo, da Dio". Il risultato dell’opera che Cristo ha compiuto è descritto da queste parole che abbiamo ascoltato nella seconda lettura. Viene costituita fra le persone umane una nuova unità. Nuova: essa non è dovuta a vincoli naturali. Viene dal cielo: è opera cioè del Padre che costruisce come una città santa fatta dai discepoli del Signore.

Quanto dura questa comunione creata in Cristo? Noi tutti sappiamo, e voi carissimi "Genitori in cammino" lo sapete in modo unico, che l’unica e vera nemica dell’unione fra le persone è la morte. Essa rompe il vincolo anche dell’amore e ti dà quel senso di vuoto dovuto all’assenza della persona amata. Ma continuiamo ad ascoltare la parola di Dio: "Ecco la dimora di Dio con gli uomini. Egli dimorerà tra di loro", non sono soli gli uomini uniti fra loro: è Dio che dimora tra di loro. E’ Lui, il Padre, che in Cristo fa di noi una vera comunità mediante il vincolo dello Spirito Santo. E quale sarà allora la conseguenza? "non ci sarà più la morte". Il regno della morte è stato distrutto: la comunione, il vincolo che ci unisce fra noi e coi nostro defunti, coi vostri figli, non è distrutto dalla morte. Essi sono con voi, e voi siete con loro. E’ questa la stupenda esperienza che stiamo vivendo.

Il Padre si è glorificato nel Figlio quando lo ha risuscitato dai morti, perché la gloria di Dio è che l’uomo viva: "non ci sarà più la morte".

Non è necessario ed è fonte di inganni pensare e ricorrere a particolari riti per essere nella comunione coi nostri morti: lo siamo già perché in Cristo siamo vincolati da un Amore che è più forte della morte.

Cristo glorificato vive con i segni della passione nello splendore della sua risurrezione, ed afferma così in ogni momento il suo potere sulla morte. Della sua vittoria noi già da ora siamo partecipi perché riceviamo il suo Corpo ed il suo Sangue immortali.