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IV DOMENICA DI PASQUA
6 maggio 2001

1. "Le mie pecore ascoltano la mia voce". La parola di Dio oggi ci invita ad entrare nel mistero di Cristo e della nostra relazione con Lui attraverso l’immagine del pastore. Certamente, non è immagine che oggi a noi dica molto, dal momento che l’attività pastorale è completamente scomparsa dalle nostre terre. Tuttavia se prestiamo molta attenzione alle parole che Gesù ci dice, saremo profondamente affascinati dalla realtà che Gesù vuole svelarci e donarci.

Si parla dunque del rapporto fra Gesù e i credenti in Lui. Non dimentichiamo neppure un istante che non si tratta di un rapporto generato dal ricordo di una persona del passato. Gesù non è un ricordo, è una presenza, poiché Egli è risorto e vivo nel suo vero corpo.

Di che natura è questo rapporto? Esso si fonda su una iniziativa, un dono del Risorto ai suoi credenti: "io do loro la vita eterna". Gesù è il Figlio che dall’eternità riceve la vita dal Padre [cfr. Gv 5,26], ed è venuto fra gli uomini per farli partecipi di questo dono: "io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza". [Gv 10,10]. La vita di cui parla il Risorto è la stessa vita di Dio che viene partecipata all’uomo. Grazie a tale dono, la nostra vita fisica e spirituale, anche nella sua fase terrena, acquista pienezza di valore e di significato. Noi fin da ora siamo partecipi della vita divina. Incontrando il Risorto, l’uomo entra in possesso della stessa condizione divina di eternità. Gesù ha usato anche il paragone della vite e dei tralci.

Questo rapporto con Gesù Risorto, dovuto al fatto che partecipiamo alla sua stessa vita, si realizza poi concretamente e quotidianamente nel modo con cui si realizza ogni vero rapporto fra le persone. "Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono". Quando due persone si amano, la prima espressione del loro amore è l’ascolto della persona amata: "ascoltano la mia voce". Non si tratta solo di un ascolto fisico. E’ l’ascolto attento, profondo, coinvolgente tutta la persona. Dove risuona la parola di Gesù? Nella sua Chiesa; nella nostra coscienza morale. Nella sua Chiesa: quando leggiamo la S. Scrittura, quando esse ci vengono spiegate è Cristo stesso che entra in conversazione con noi. Nella nostra coscienza morale: nell’intimo di essa risuona sempre una voce che chiama la persona a fare il bene, ad evitare il male.

Ma il rapporto col Risorto non si esaurisce nell’ascolto: "ed esse mi seguono". Nasce fra il Signore e i suoi fedeli una così intima comunione di vita, che il discepolo viene gradualmente assimilando il modo di pensare di Cristo, il suo modo di agire, i suoi sentimenti. E’ più che una imitazione esterna di un modello. E’ la condivisione della stessa vita.

La meta finale di questa sequela di Cristo è indicata nella seconda lettura: "l’Agnello … sarà il loro pastore e li guiderà alle fonti delle acque della vita".

2,1 [Apertura Visita Pastorale S. Paolo - S. Stefano]. Iniziamo oggi la Sacra Visita Pastorale. La parola di Dio che abbiamo appena meditato ci istruisce anche nel senso di questo avvenimento.

La presenza di Cristo nella sua Chiesa continua visibilmente anche attraverso i suoi pastori. Il Concilio Vaticano II insegna: "i vescovi, in modo eminente e visibile, tengono il posto dello stesso Cristo maestro, pastore e pontefice, e agiscono in sua vece". Esiste dunque un rapporto molto profondo fra i fedeli e il loro Vescovo.

Questi è chiamato a custodire integralmente ed a trasmettere vivamente "la voce di Cristo" che i fedeli devono ascoltare. In sostanza, che cosa ci è donato in questi giorni? La grazia di essere più che mai discepoli del Signore per capire che cosa ci dona e che cosa ci chiede: per essere da Lui condotti alle sorgenti della vita.

2,2 [Chiusura Visita pastorale a Mizzana e S. Cresima]. Concludiamo oggi la S. Visita pastorale amministrando il sacramento della Cresima ad alcuni vostri ragazzi.

E’ il sacramento attraverso il quale viene donata la pienezza dello Spirito Santo ai battezzati. La pagina del Vangelo sulla quale abbiamo meditato ci fa capire quale è la ragione per la quale viene a dimorare in noi lo Spirito Santo. E’ Lui che vi fa vivere in quel rapporto col Signore Risorto di cui ho parlato.

Gesù ci dona la sua vita divina attraverso il dono dello Spirito Santo; è lo Spirito Santo che apre il nostro cuore all’ascolto di ciò che ci dice il Signore; è lo Spirito Santo che ci muove interiormente alla sequela di Cristo. In una parola: quell’amicizia, quella comunione di vita fra Gesù e il discepolo che ci fa essere cristiani, è generata in noi dallo Spirito Santo.

Una conseguenza. Oggi, carissimi cresimandi, inizia [non finisce] il vostro cammino cristiano: vi è data la forza per farlo. E voi tutti, carissimi fedeli, continuate nella costruzione di una vera comunità cristiana: stringendovi sempre più a Cristo pietra angolare della Chiesa.