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Comunicazione sulle prossime elezioni regionali al Consiglio Presbiterale Diocesano
6 aprile 2000

1. Esiste un vero e proprio dovere di partecipare col proprio voto. Per una ragione "strutturale": è un dovere di giustizia cooperare al bene comune, alla costruzione di un sociale umano più rispettoso della dignità della persona. Per "ragioni congiunturali": la Regione diventa sempre più importante nella gestione della cosa pubblica; si deve far di tutto perché si guarisca dalla crescente disaffezione della persona verso la configurazione politica della società umana.

2. Il giudizio chi votare, per essere ragionevole, deve essere un giudizio regolato da criteri razionali. I più importanti nella situazione attuale sono almeno i tre criteri seguenti.

  1. Libertà dell’educazione. Trascrivo quanto dissi nella Lettera alla donna: "La responsabilità della scelta educativa compete ai genitori, non allo Stato. La questione della parità effettiva scolastica è centrale, e chiedo a tutti di farla diventare il criterio fondamentale di giudizio ad ogni elezione politica ed amministrativa" (18)
  2. Politica familiare. Si deve superare la tendenza legislativa ed amministrativa, oggi prevalente, ad intervenire a favore di "individui" singolarmente presi o intesi come componenti di "collettivi statistici" [bambini, anziani …]. La persona non è un individuo: è dentro al complesso delle relazioni familiari. La famiglia è soggetto come tale di diritti (cfr. per es. Lettera alla donna n° 18) che non devono essere estesi ad ogni sorta di relazioni interpersonali [per es. libere convivenze, convivenze omosessuali].

Più concretamente: favorire coi mezzi propri della pubblica amministrazione la formazione di nuove famiglie; riconoscimento effettivo di valenza pubblica alle varie forme in cui si esprime il servizio all’infanzia [asili-nido, scuole materne]; aiuto effettivo dato ai momenti e luoghi educativi per la gioventù [per es. oratori, gruppi estivi (grest) …].

  1. Difesa di alcuni fondamentali diritti dell’uomo: diritto alle cure sanitarie di base senza eccessive incomodi per persone particolarmente bisognose [per es. anziani]; diritto di avere un lavoro che consenta un onesto sostentamento alla propria famiglia che si intende fondare o già costituita.

3. Se mettendo in atto questi criteri si giunge alla conclusione che nessuna forza politica rispetta interamente quei beni della persona di cui i criteri esprimono l’esigenza, si dovrà sostenere quella forza politica e/o quelle persone che a proprio motivato giudizio li rispettano maggiormente. Il perfezionismo, sempre irragionevole, lo è soprattutto in politica.

4. Se i sacerdoti sono richiesti dai fedeli di un consiglio, si attengano ai tre punti precedenti, con due precisazioni: non indichino mai quale formazione politica né quale persona votare; non parlino mai di questa problematica nella predicazione liturgica.