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S. Messa esequiale per don Ottimo Galliani
Ravalle, 30 ottobre 2002

1. "Ma Gesù, dando un forte grido, spirò". La morte di Cristo sulla croce è il momento in cui è stata redenta la nostra morte: "morendo ha distrutto la nostra morte, e risorgendo ha ridato a noi la vita", dice un testo liturgico.

Al momento della morte di Cristo, come avete sentito, "il velo del tempio si squarciò in due, dall’alto al basso". La separazione fra l’uomo e Dio viene tolta, e mediante la sua morte Cristo ha introdotto l’uomo nella piena comunione di vita con Dio.

Carissimi fedeli, ogni volta che noi celebriamo il funerale di un nostro fratello o sorella, nella sua morte, noi vediamo in un certo senso "ripetersi" la morte di Cristo, nella quale ognuno di noi è stato battezzato. Ripetersi la morte di Cristo: se moriamo nella grazia di Dio, mediante la distruzione di questa dimora terrena, siamo introdotti nella dimora eterna. Veramente "preziosa agli occhi del Signore è la morte dei suoi fedeli"! preziosa perché mediante essa il credente guadagna di stare alla presenza del Signore nella terra dei viventi.

"Io lo so che il mio Redentore è vivo, e che, ultimo, si ergerà sulla polvere!". Le parole di un giusto dell’antica Alleanza sulle nostre labbra, di noi che siamo nella nuova ed eterna Alleanza, acquistano un significato pieno. Il nostro Redentore, colui cioè che a causa della parentela stretta con ciascuno di noi mediante l’Incarnazione, si è obbligato a liberarci dalla nostra condizione di morte e di polvere, "si ergerà sulla polvere" e ci libera dal sepolcro. E "dopo che questa mia pelle sarà distrutta … vedrò Dio. Io lo vedrò, io stesso, e i miei occhi lo contempleranno non da straniero".

2. E’ con questa profonda fede che noi oggi, carissimi fratelli e sorelle, deponiamo nel sepolcro il corpo di don Ottimo ed accompagniamo la sua anima colla preghiera del cristiano suffragio.

Di questa fede la sua vita sacerdotale fu profondamente nutrita. Consapevole come era che senza la fede non è possibile all’uomo salvarsi, e che senza l’ascolto della parola di Dio non può esserci la fede nel cuore dell’uomo, manifestava spesso la sua intima sofferenza nel costatare l’indifferenza religiosa e la lontananza dai sacramenti di tanti fedeli affidati alle sue cure. Egli sentiva questa situazione in modo drammatico, al limite della perdita della pace dello Spirito Santo .

Carissimi fedeli di Ravalle e Porporana, è questo il grande messaggio che don Ottimo vi lascia: non lasciatevi prendere dall’indifferenza religiosa; cercate sempre una conoscenza vera della nostra santa fede; accostatevi con devozione ai sacramenti. L’esempio di una vita sacerdotale spesa con insonne fatica e sacrifici serenamente vissuti per amore sia sempre custodita nella vostra memoria.