home
biogr.
english
español
français
Deutsch
한 국 어
1976/95
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
2003
2004
2005
2006
2007
2008
2009
2010
2011
2012
2013
2014
2015
2016
2017
Comitato "Cardinale Carlo Caffarra"


Venerdì Santo
Via Crucis lungo via dell’Osservanza
3 aprile 2015


Cari fratelli e sorelle, abbiamo accompagnato nella fede il percorso di Gesù dal tribunale di Pilato alla sua sepoltura: abbiamo percorso con Lui la Via Crucis. Ci troviamo nella condizione di quelle persone di cui parla il Vangelo: «tutte le folle che erano accorse… ripensando a quanto era accaduto, se ne tornavano a casa percuotendosi il petto» [Lc 23, 48].


1. «Ripensando a quanto era accaduto». Forse siamo abitualmente attratti da altri pensieri. Ma questa sera, dopo aver percorso la Via Crucis, non possiamo non “ripensare a quanto è accaduto”.

Che cosa, cari amici? Un giusto messo a morte ingiustamente? Certamente. Ma qualcuno potrebbe pensare: “ancora uno; la serie dei giusti umiliati ed oppressi fino alla morte è continuata fino ad oggi”. Oppure qualcuno potrebbe pensare, dopo aver percorso la Via Crucis: “ancora una volta ho visto un esercizio corrotto del potere: un governatore che per viltà condanna chi sa innocente; sacerdoti preoccupati di non essere deposti del potere romano”.

Ma se tornando a casa e ripensando a quanto è accaduto, ci limitassimo a questi pensieri, non ripenseremmo veramente a quanto è accaduto.

Che cosa, cari amici? Che Dio si è preso talmente cura dell’uomo da condividere la nostra natura e condizione umana, fino a morire. S. Paolo usa una parola che lascia attoniti e come storditi: «svuotò Se stesso». Ha rinunciato alla sua Gloria divina ed è sceso nelle oscurità del nostro morire.

Guardando il Crocefisso, Gesù di Nazareth sulla Croce, nella fede diciamo: “Lui è Dio; ecco fino a che punto Dio ha deciso di essermi vicino. Non sarò più solo; anche nel momento della morte”.

La Via Crucis è l’ultima tappa della condivisione da parte di Dio della nostra condizione umana; è l’itinerario di Dio dentro la condizione umana.


2. «Ripensando a quanto era accaduto, se ne tornavano percuotendosi il petto». E’ questo il gesto proprio di chi prende coscienza dei propri errori, dei propri peccati.

Pensando a questo gesto, scopriamo che l’itinerario di Dio dentro la condizione umana è l’indicazione dell’itinerario dell’uomo verso l’uomo. La rivelazione che Dio ha fatto di Se stesso sulla croce e la Redenzione cercano di prendere forma nelle carni e nel sangue di ogni persona umana; di riprodursi nel nostro vivere quotidiano. 

La Croce ha abbattuto il muro di separazione che era frammezzo, cioè l’inimicizia [cfr. Ef 2, 14]. L’itinerario dell’uomo verso l’uomo deve abbattere ogni muro di separazione che è frammezzo.

Quanti muri di separazione! Muri di separazione fra gli sposi; muri di separazione fra i cittadini della stessa città; muri di separazione fra le generazioni dei padri e la generazione dei figli; muri di separazione fra chi è straniero e chi è di casa; muri di separazione fra popoli e nazioni.

Itinerario di Dio verso l’uomo – itinerario dell’uomo verso l’uomo. L’uno è radicato nell’altro: a quale profondità abbiamo posto le radici del nostro vivere? «Veniamo al mondo/simili ad un cespuglio che può ardere come il roveto di Mosè/ oppure inaridirsi» [K. Woytjla].

I sentieri che ci portano gli uni verso gli altri vanno sempre riaperti perché non tornino a chiudersi, finché non siano dritti. 

Via Crucis: itinerario di Dio verso l’uomo – itinerario dell’uomo verso l’uomo. Legati, come le due braccia della Croce. Dentro al cuore. Amen.