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Vespri della Domenica in albis
Poggio Grande, 15 aprile 2012


Carissimi fratelli e sorelle, con questa solenne celebrazione dei Secondi Vespri della Domenica in Albis iniziamo nel vostro Vicariato l’anno di preparazione alla Festa diocesana della Famiglia del 2013. La Parola di Dio che abbiamo ascoltato è veramente luce che può e deve guidare i nostri passi verso quella festa. Che cosa ci ha detto lo Spirito Santo?

  1. Egli in primo luogo ci ha parlato del Cristo, della sua opera redentiva tesa ad "eliminare i peccati"; a che "i suoi nemici vengano posti come sgabello ai suoi piedi".
  2. Esiste infatti un legame profondo fra queste due oscure realtà. Il peccato infatti spezza il legame della creazione intera con la Sapienza e l’Amore dai quali ha avuto origine. È vero che il peccato è un atto della persona umana. Tuttavia, poiché essa costituisce l’anello di congiunzione fra l’intera creazione e Dio creatore, quando l’anello è spezzato – e questo è il peccato – tutta la creazione è abbandonata a se stessa.

    Comincia ad aver origine una creazione, un mondo diverso da come era stato pensato da Dio, una sorta di anti – creazione. La S. Scrittura ci istruisce quasi in ogni pagina su questo.

    Al Creatore e Signore della vera creazione si sostituisce il "principe di questo mondo", e "tutto in mondo giace sotto il potere del maligno" [1Gv 5,19b].

    Il Verbo incarnandosi è venuto ad abitare dentro a questo mondo oscuro, sbagliato. La sua missione era quella di perdonare i peccati; "è apparso per distruggere le opere del diavolo" [1 Gv 3, 8]; per cacciare fuori il principe di questo mondo: Satana e i suoi demoni; per offrire in sacrificio per la remissione dei peccati il suo corpo ed il suo sangue.

    La sua fatica redentiva è compiuta, e può ora "stare seduto per sempre alla destra di Dio", "e aspetta ormai che i suoi nemici vengano posti come sgabello ai suoi piedi".

  3. Ma lo Spirito Santo oggi ha detto alla Chiesa un’altra cosa davvero straordinaria, nella pagina evangelica che è stata proclamata durante la celebrazione dell’Eucaristia.
  4. La missione redentiva che è esclusiva del Figlio incarnato, è delegata alla Chiesa: "a chi rimetterete i peccati, saranno rimessi".

    "Rimettere i peccati vuol dire eliminarli, ed eliminare il peccato dal mondo è redimerlo, vincere ogni morte e rendere possibile la risurrezione dei morti, promuovere gli uomini e le donne della storia, trasfigurando il loro corpo al di là della morte" [F. Rossi de Gasperis, Sentieri di vita, 3, Paoline, Milano 2010, 546].

    Rimettere i peccati vuol dire "cacciare fuori il principe di questo mondo, e liberarlo dal suo potere". Vuol dire riportare la persona ed il mondo in cui vive, alla loro originaria bontà e verità.

    Tutto questo è stato realizzato in radice dall’unica oblazione del Cristo. Ed Egli ha abilitato la Chiesa ad attuarlo per ogni uomo ed ogni donna,in ogni tempo ed ogni luogo.

  5. Sicuramente le parole di Gesù dette nel Cenacolo agli apostoli si riferivano al potere sacramentale loro dato, e che esercitano nel Sacramento della confessione [cfr. DS 1670].

Ma non dovete limitare il senso delle parole di Gesù a questo. Quelle parole riguardano tutta la missione della Chiesa: è tutta la Chiesa che è resa capace di "eliminare il peccato del mondo".

Cari sposi, anche a voi è stata data questa missione e questo potere. Come? Nel sacramento del matrimonio che avete celebrato e ricevuto.

Una delle strutture, uno dei pilastri portanti della creazione è il rapporto coniugale fra uomo e donna. Su questo i primi due capitoli della Genesi non lasciano dubbi. Quel rapporto è l’archetipo di ogni rapporto sociale; è destinatario della speciale benedizione di Dio.

Il peccato e il Satana che lo ha ispirato, hanno rovinato questo rapporto, ed in esso la creazione. Una rovina che ora, ai nostri giorni, ha raggiunto il culmine, perché è stato sbeffeggiato e provocato lo stesso Dio Creatore. In che modo? equiparando al matrimonio da Lui pensato, voluto e benedetto ad unioni che con esso non hanno nulla in comune; cambiandone perfino la struttura stessa.

Voi, cari sposi, colla santità del vostro matrimonio siete coloro che eliminano il peccato commesso contro di esso; fate recedere il potere di Satana dalla vita familiare e quindi dalla creazione.

Gesù, per rendere capace la Chiesa di eliminare il peccato, le ha fatto il dono dello Spirito. Per rendervi capaci di riportare il matrimonio alla santità della sua prima origine, vi ha donato lo Spirito santo mediante il rito sacramentale.

Camminate dunque nello Spirito e libererete voi ed il mondo in cui vivete, dal potere del peccato.