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PRIMA VEGLIA DI QUARESIMA
Rito della elezione dei catecumeni
Cattedrale S. Pietro
28 febbraio 2004

1. "Il Signore tuo Dio ti ha scelto per essere il suo popolo privilegiato fra tutti i popoli che sono sulla terra". Carissimi catecumeni, questa sera mediante la Chiesa prenderete coscienza di un grande mistero che sta all’origine della vostra vita. La parola di Dio dice a ciascuno di voi: "il Signore tuo Dio ti ha scelto". Ti ha scelto! Sei stato "eletto" dal Signore.

Non c’era ancora l’universo; "ci ha scelti prima della creazione del mondo, per essere santi ed immacolati al suo cospetto nella carità" [Ef 1,4]. Nessuno di noi esiste per caso o per una oscura necessità. Fin dall’eternità ciascuno è stato pensato e voluto, scelto per partecipare in Cristo alla stessa vita divina. Sentirete colle vostre orecchie, carissimi catecumeni, la chiamata divina fra pochi istanti, "perché l’ammissione [ai sacramenti dell’iniziazione cristiana], fatta dalla Chiesa, si fonda sulla elezione o scelta operata da Dio, nel cui nome la Chiesa agisce" [Ordo initiationis christianae 22; EV 4/1370].

Carissimi fedeli tutti, vedendo questi vostri fratelli e sorelle che da questa sera si chiameranno "eletti", noi scopriamo la vera risposta alle due domande più serie che possiamo porci: da dove vengo? a che cosa sono destinato? Non siamo l’escrescenza di un tutto informe, orme sulla sabbia che il mare fa e disfa senza ragione: ciascuno esiste perché Dio lo ha voluto; ciascuno è destinato alla beatitudine eterna.

La celebrazione del rito dell’elezione dice a ciascuno di noi la verità intera su noi stessi, e ci svela la nostra infinita dignità. L’uomo che vuole comprendere se stesso fino in fondo, non secondo criteri e misure inadeguate, questa sera ha la possibilità di farlo, appropriandosi consapevolmente della realtà della divina elezione.

Lo stupore di fronte alla dignità della nostra persona cresce se riascoltiamo la parola di Dio: "il Signore si è legato a voi e vi ha scelti, non perché siete più numerosi di tutti gli altri popoli, ma perché il Signore vi ama". L’elezione del Signore a vostro, a nostro riguardo non ha nessuna spiegazione all’infuori della gratuità di un amore che basta a se stesso. Essa, l’elezione, non è condizionata dalla nostra risposta; essa permane per sempre. Il Signore mantiene per sempre il giuramento fatto a ciascuno di noi in Cristo Gesù: in Lui ogni promessa si è adempiuta una volta per sempre [cfr. 2 Cor 1,19-20].

La celebrazione del rito dell’elezione dice a ciascuno di noi la verità sul mistero di Dio, ci rivela il volto di Dio. Il nostro Dio è un Dio che si prende cura dell’uomo; che è fedele per sempre al suo amore, a quell’amore che egli ci ha donato fin dall’eternità.

2. Carissimi catecumeni, fra poco vi sarà fatta una domanda: "volete essere ammessi ai sacramenti di Cristo?", poi il vostro nome sarà iscritto nel libro degli eletti.

Questo semplice gesto esprime la decisione più grande che ciascuno di noi, che ogni uomo può compiere: corrispondere all’amore di Dio che ci ha scelti "per essere il suo popolo privilegiato". Pensate alla grandezza della nostra libertà. Essa non sceglie solamente fra un bene limitato o un altro. La nostra libertà, la nostra persona mediante essa è posta davanti a Dio: sceglie Dio stesso. "Riconoscete dunque che il Signore vostro Dio è Dio, il Dio fedele che mantiene la sua alleanza e benevolenza".

Né poteva essere diversamente. All’amore gratuito di Dio che elegge si può solo rispondere liberamente: o accogliendolo o rifiutandolo. Da questa sera inizia per voi catecumeni una storia singolare: la storia del vostro amore con Dio in Cristo. Quella "storia d’amore" dentro la quale ciascuno di noi è già inserito.

Dopo questa risposta fondamentale che voi catecumeni date questa sera, che anche noi con voi ripetiamo con cuore penitente, deve farsi più intensa la vostra e nostra preparazione spirituale alla Pasqua. Preparazione intesa "a purificare il cuore e la mente con una revisione della propria vita e con la penitenza e a illuminarli con una più profonda conoscenza di Cristo salvatore" [Ordo … 25, cit. 1373].

Concludo dunque con le parole appena ascoltate di S. Cirillo: "entrasti, fosti creduto degno; fu registrato il tuo nome… Hai quaranta giorni per convertirti e tutta la comodità di spogliarti, lavarti, rivestirti ed entrare".