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VEGLIA I SABATO QUARESIMA
Cattedrale, 24 febbraio 2007


1. Cari fedeli, cari catecumeni, la Chiesa è una grande maestra. Attraverso gesti molto semplici essa ci trasmette sublimi misteri.

Fra poco noi tutti celebreremo il Rito dell’elezione o della Iscrizione del nome. Voi catecumeni sarete ufficialmente, pubblicamente chiamati ed ammessi, dopo l’ultima dovuta preparazione, ai sacramenti del Battesimo, della Confermazione e dell’Eucarestia. E voi vi registrerete sul "Libro della vita".

Che senso ha tutto questo? Ce lo ha svelato S. Cromazio Vescovo di Aquileia nella seconda lettura: è un invito a nozze; è un invito ad un banchetto nuziale. Sono le nozze che il Figlio di Dio vuole celebrare colla nostra persona poiché vuole unirci a Sé fino al punto di renderci in Lui figli del Padre, partecipi della natura divina. Queste nozze sono celebrate nel banchetto eucaristico, poiché "il calice della benedizione è comunione col sangue di Cristo, e il pane che noi spezziamo è comunione con il corpo di Cristo" [cfr. 1Cor 10,16]. Questa sera, carissimi catecumeni, si manifesta e viene pubblicamente confermata la vostra divina elezione: voi siete stati chiamati a partecipare a così grandi misteri.

I vostri nomi, cari catecumeni, saranno scritti su un libro. È questo uno dei simboli più potenti del linguaggio cristiano: il Libro della vita. È consuetudine che per ricordarci meglio che cosa dobbiamo fare, lo scriviamo. Si chiama agenda, cioè – letteralmente – le cose da fare. Anche ciascuno di voi, cari catecumeni, questa sera viene scritto nel cuore del Padre perché egli si ricorderà sempre di voi, di che cosa deve fare nei vostri confronti; rendervi conformi al suo Figlio unigenito ed introdurvi nella sua vita beata. Come dice l’Apostolo Paolo: "… il fondamento gettato da Dio sta saldo e porta questo sigillo: il Signore conosce i suoi" [2 Tim 2,19].

2. Noi già battezzati ed iniziati ai santi Misteri siamo ricondotti da questi santi segni all’origine della nostra esistenza cristiana; siamo aiutati a rinnovarne la memoria, all’inizio del nostro cammino di conversione.

Siamo stati eletti in Cristo e conosciuti dal Signore; siamo già stati piantati, come il fico della parabola evangelica, nel terreno della Chiesa; siamo già stati nutriti dalla parola del Signore e dai santi sacramenti. In una parola: siamo già nell’alleanza col Signore. Quale è allora la conseguenza? Riascoltiamo la parola di Dio: "Poiché il Signore nostro Dio ha fatto uscire noi e i padri nostri dal paese d’Egitto …". Miei cari fedeli, questa Parola ci insegna la logica di ogni vita cristiana: "poiché … perciò". Ciò che Dio ha fatto per noi in Cristo, ciò che Dio ha fatto di noi in Cristo esige che la nostra libertà si ponga al servizio del Signore.

Iniziamo questo itinerario quaresimale con intimo fervore dello spirito, perché possiamo partecipare degnamente al banchetto nuziale e siamo fedeli all’Alleanza che Dio in Cristo ha sancito con ciascuno di noi.