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Carità e carismi
Veglia di Pentecoste
Cattedrale di S. Pietro
14 maggio 2005


1. "Ora voi siete corpo di Cristo e sue membra, ciascuno per la sua parte". Carissimi fratelli e sorelle, mi rivolgo a voi questa sera colle parole di S. Paolo: "voi siete il Corpo di Cristo e sue membra, ciascuno per la sua parte". Siete davanti al corpo sacramentale del Signore; esso genera il suo corpo mistico che siete voi.

Chiamandovi così, l’Apostolo vi rivela quale è la vostra collocazione nell’universo, il luogo della vostra dimora. Voi siete stati collocati dal Padre nello "spazio di influenza" del Signore Risorto; voi dimorate in Cristo e Cristo dimora in voi. E pertanto è in voi – che siete il suo Corpo – che Cristo termina di rivelarsi; è in voi che egli si prolunga, si rende presente nella nostra città, si comunica e tende a raggiungere la sua misura perfetta. Essere infatti membra di questo corpo che è la Chiesa ed essere membra di Cristo è una cosa sola.

Indicandovi quale è la vostra collocazione nell’universo ed il luogo della vostra dimora, l’apostolo vi dice anche la verità decisiva circa la vostra persona e il vostro destino.

L’uomo, ogni persona umana, ognuno di voi non è entrato nell’universo dell’essere per caso, affidato esclusivamente alla mera progettazione della propria libertà, collocato in un’originaria neutralità nei confronti di qualsiasi realizzazione di se stesso. La vita non è un teatro in cui ciascuno sceglie prima di entrare in scena, quale parte recitare. Noi siamo stati pensati dal Padre dentro un rapporto: il rapporto con Cristo. È questo rapporto che definisce la nostra persona e ne determina il destino eterno: "voi siete corpo di Cristo e sue membra, ciascuno per la sua parte".

S. Agostino diceva ai suoi catecumeni: "Quando voi riceverete la comunione, vi si dirà: il Corpo di Cristo, e voi rispondete: Amen. Ma voi stessi dovete formare il Corpo di Cristo. È dunque il mistero di voi stessi che voi andate a ricevere" [Sermone 272]. Voi ora siete in adorazione davanti al Corpo di Cristo; è dunque davanti al mistero di voi stessi che voi ora siete. Infatti "il calice della benedizione che noi benediciamo, non è forse comunione con il sangue di Cristo? E il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il corpo di Cristo? Poiché c’è un solo pane, noi, pur essendo molti, siamo un corpo solo: tutti infatti partecipiamo dell’unico pane" [1Cor 10,16-17]. Ricevendo Cristo nell’Eucarestia, noi ci uniamo a Lui in tutta verità, ed in Lui ci uniamo a ciascuno di coloro con cui Egli si unisce o è già unito. "Pertanto comunicarsi in queste realtà sante, in queste "sancta" la cui sostanza è, per la fede, il corpo proprio di Cristo, è comunicare con tutti i "santi", quei "santi" che sono membri della Chiesa, qui e ovunque" [L. Bouyer, La Chiesa di Dio, Cittadella Ed., Assisi 1971, pag. 347].

2. Carissimi fratelli e sorelle, abbiamo ascoltato la pagina di Paolo sulla carità: l’inno alla carità.

Una cosa colpisce subito. Il termine "carità" è usato senza nessuna specificazione; l’apostolo non dice di quale carità di parli. Quella divina o quella umana? Di Dio verso l’uomo, dell’uomo verso Dio e/o verso l’uomo? Il termine connota quindi un’idea, un concetto generico, un ideale a cui tendere?

Niente di più alieno dal mondo biblico. È l’amore che si svela in tutta la storia della salvezza. È insieme l’Amore del Padre, che si è incarnato nel Figlio divenuto uomo, che si estende ad ogni uomo mediante il dono dello Spirito Santo, e che penetrando nei rapporti umani li ricostruisce eli rigenera. "E la Chiesa, la Chiesa di Dio della nuova ed eterna Alleanza … è precisamente la comunità tra gli uomini dell’ "amore di Dio effuso nei nostri cuore dallo Spirito Santo che ci è stato dato… è la comunità umana dell’agape divina, dell’amore del Padre comunicato agli uomini dal Figlio suo nello Spirito" [L. Bouyer, La Chiesa … cit. pag. 300 e 301].

Il termine paolino è la sintesi di tutta la Rivelazione: da solo è capace di connotare tutto l’avvenimento cristiano nella sua prefigurazione, nella sua realizzazione, nel suo compimento.

3. Ma noi siamo qui questa sera per lodare il Signore risorto per il fatto che nella comunione della Chiesa, nella dimora che è il corpo di Cristo, ha fatto fiorire dalla carità indivisa alcuni carismi fondazionali che hanno generato associazioni e movimenti ecclesiali.

Essi infatti "nascono per lo più da una personalità carismatica guida, si configurano in comunità concrete, che in forza della loro origine rivivono il Vangelo nella sua interezza e senza tentennamenti riconoscono nella Chiesa la loro ragione di vita, senza di cui non potrebbero sussistere" [J. Ratzinger, Movimenti ecclesiali e loro collocazione teologica, in Communio 159, maggio-giugno 1998, pag. 80].

È nella carità dono dello Spirito Santo che le associazioni e i movimenti sono generati, perché essi sono precisamente la risposta che l’amore di Cristo dona ai bisogni dell’uomo nelle mutevoli condizioni in cui vie la Chiesa. È attraverso di essi che la carità del Padre investe le persone ricostruendo nella verità e nell’amore i loro rapporti umani. Li trasfigura perché si formi il Corpo di Cristo.

Carissimi fratelli e sorelle, l’edificazione del corpo di Cristo non è una questione di umana ingegneria istituzionale. È l’opera dello Spirito Santo che opera mediante la successione apostolica e i suoi carismi fondazionali.

Siamo qui per dire la nostra gratitudine e gioia, poiché è evidente che lo Spirito Santo è anche oggi all’opera nella nostra Chiesa di Bologna concedendole doni che la ringiovaniscono continuamente. Per dire gratitudine ai Pastori della nostra Chiesa, Vescovi e sacerdoti, che hanno sapientemente accolto questi doni. Per dire la nostra gratitudine al Signore per averci donato un Pastore come Giovanni Paolo II che nella sua docilità allo Spirito, nella sua incomparabile capacità di discernimento, ha inserito nella Chiesa i movimenti. Ma soprattutto dico grazie allo Spirito Santo per ciascuno di voi, che avendo posto mano all’aratro, non avete più guardato indietro, ma vi ponete ogni giorno al servizio del Vangelo.

SALUTO E CONGEDO

"Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni … fino agli estremi confini della terra" [At 1,8].

Partite da questa Cattedrale con questa intima certezza: la forza dello Spirito Santo che voi ricevete nella S. Eucarestia vi rende capaci di rendere testimonianza a Cristo.

Avrete ed incontrerete difficoltà. Ma non dimenticate la parola del Signore: "abbiate fiducia; io ho vinto il mondo" [Gv 16,33].

Voi giovani, crescete nella conoscenza e nell’amore di Cristo, affidandovi alla maternità della Chiesa che vi genera alla vita vera e piena, perché vi educa alla vera libertà.

Voi adulti, siate testimoni di Cristo nell’ambito del vostro lavoro, nel contesto vitale della vostra famiglia.

Viviamo un tempo nel quale sono in questione gli aspetti dirimenti del tipo di società in cui vogliamo vivere perché è messa in questione la definizione stessa della nostra umanità. Cristo è Dio fatto uomo per salvare l’uomo: state sempre dalla parte dell’uomo. Di ogni uomo: dal concepimento alla sua morte naturale. Perché "l’uomo che è metta in fuga dalle nostra coscienze l’uomo che finge di essere". Fate cessare l’immane menzogna sull’uomo in cui viviamo.