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Quinta Veglia di Quaresima
Cattedrale, 12 marzo 2005

1. Carissimi catecumeni, è grande il dono che questa sera riceverete: la preghiera del Signore, che "è veramente la sintesi di tutto il Vangelo" [Tertulliano].

Per comprendere la preziosità di questo dono, dovete riflettere attentamente sulla trasformazione che il santo battesimo che riceverete, opera definitivamente in voi. Esso trasforma realmente tutta la vostra persona assimilandola a Cristo Gesù, nel senso che voi diventerete partecipi della sua stessa figliazione divina. Il santo battesimo quindi vi introduce in un rapporto col Padre assolutamente nuovo, inserendovi dentro allo stesso rapporto che Gesù vive col Padre. Scrivendo ai Galati, l’Apostolo dice: "quanti siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo" [3,27]. Immersi nel battesimo, voi sarete uniti a chi è vero Figlio di Dio, Cristo Gesù, e diventerete anche voi in Lui figli adottivi del Padre; in forza della vostra incorporazione a Lui, voi siete adottati dal Padre come figli.

Si può dire che quanto è accaduto al Giordano durante il battesimo di Gesù, accadrà a ciascuno di voi nella notte santa di Pasqua. Come il Padre disse: "tu sei mio figlio", così su ciascuno di voi durante il vostro battesimo il Padre dirà: "da questo momento e per sempre, tu sei mio figlio/mia figlia". Nella notte di Pasqua voi sarete creati di nuovo, diventerete una nuova creatura.

Carissimi catecumeni, "quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente!". [1Gv 3,1].

Poiché dunque il battesimo cambia radicalmente la vostra condizione, voi dovrete da quel momento "parlare con Dio", cioè pregare, nel modo conveniente al vostro nuovo essere. "Un giorno" narra il Vangelo "Gesù si trovava in un luogo a pregare e quando ebbe finito uno dei discepoli disse: Signore insegnaci a pregare" [Lc 11,1]. Noi possiamo imparare a pregare solo da Gesù. Essendo Egli il Figlio unigenito e noi figli solamente in Lui, Lui solo sa come si parla col Padre e che cosa si deve dirgli ;e solo Lui ce lo può insegnare.

Egli lo fa in due modi strettamente connessi. Prima di tutto insegnandoci le parole che dobbiamo rivolgere al Padre: "sia santificato il tuo nome …". Certamente possiamo articolarne altre, materialmente diverse da queste. La Chiesa stessa lo fa, ma questo è legittimo purché il contenuto non sia diverso. Scrive S. Tommaso: "La preghiera del Padre nostro è perfettissima… Nella Preghiera del Signore non solo vengono domandate tutte le cose che possiamo rettamente desiderare, ma anche nell’ordine in cui devono essere desiderate, cosicché questa preghiera non solo insegna a chiedere, ma plasma anche tutti i nostri affetti " [2,2, q.83, a.9 c].

Ma Gesù ci insegna a pregare soprattutto in un altro modo. Egli assieme alle parole da dire, ci dona anche lo Spirito Santo "che grida: Abbà Padre" [Gal 4,6]. È lo Spirito Santo del Signore che nel battesimo, cari catecumeni, opererà la vostra rigenerazione e la vostra adorazione a figli. In forza della sua presenza, non solamente Cristo vive in noi e voi in Cristo, ma siete associati alla preghiera stessa di Cristo. Uniti a Cristo, Lui continua in voi la sua preghiera al Padre: in Cristo, mossi dallo Spirito Santo, voi pregate dicendo: "Padre nostro, che sei nei cieli…". Che cosa grande è la preghiera cristiana! Essa fa risuonare sulla terra lo stesso dialogo che c’è fra le tre divine Persone. Nella preghiera cristiana l’universo raggiunge la sua perfezione.

2. Carissimi fedeli, consentitemi di rivolgere anche a voi una parola di esortazione.

Non perdete mai la coscienza della dignità della preghiera cristiana: della vostra preghiera. Il dono inscindibile delle Parole del Signore e dello Spirito Santo che le vivifica nel vostro cuore, sia sempre custodito da voi con una preghiera costante, umile, fiduciosa. È l’unica attività che il Signore ci ha raccomandato di compiere incessantemente. Sentite che cosa un grande Padre della Chiesa diceva ai suoi fedeli: "È possibile, anche al mercato o durante una passeggiata solitaria, fare una frequente e fervorosa preghiera. È possibile pure nel vostro negozio, sia mentre comprate sia mentre vendete, o anche mentre cucinate" [S. Giovanni Crisostomo].

Carissimi catecumeni e carissimi fedeli, le ricchezze della preghiera cristiana sono incomparabili. Essa ha avuto il suo inizio ed il suo compimento in Cristo. Ed è stato Lui stesso ad insegnare ai suoi discepoli a pregare chiamando Dio "Padre". Essi non pregano da soli, poiché Cristo mediante il suo Spirito continua a pregare in essi dicendo: "Padre".

È questa l’originalità della preghiera cristiana: i cristiani, figli nel Figlio, si rivolgono al Padre in unione con Cristo, nell’unità dello Spirito Santo.