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VEGLIA II SABATO DI QUARESIMA
Cattedrale, 3 marzo 2007


Miei cari catecumeni, oggi la Chiesa compie il gesto di consegnarvi il Simbolo della sua fede. Da questo momento essa vi riconoscerà come sue membra elette perché condividete la sua stessa fede: siete credenti nella, con la e come la Chiesa. Il Catechismo della Chiesa Cattolica dice: "è innanzitutto la Chiesa che crede, e che oggi regge, nutre e sostiene la mia fede. È innanzi tutto la Chiesa che, ovunque, confessa il Signore, e con essa ed in essa, anche noi siamo trascinati e condotti a confessare" [n° 168].

Voi quindi da questa sera potete e dovete dire: "io credo" e ugualmente "noi crediamo". Che cosa? "noi crediamo tutto ciò che è contenuto nella Parola di Dio, scritta o tramandata, e che la Chiesa propone a credere come divinamente rivelata" [Paolo VI, Credo del Popolo di Dio 20, EV].

1. Molto presto la Chiesa ha voluto riassumere in forma essenziale e breve la sua fede. Questa formulazione, questo riassunto si chiama "Simbolo degli Apostoli", ed è composto di dodici proposizioni. Ma considerato con maggiore profondità è composto di tre parti solamente. Esse corrispondono, carissimi catecumeni, alle tre divine Persone nel cui nome voi sarete battezzati, secondo il comando di Gesù: "andate ed ammaestrate tutte le nazioni battezzandole nel nome del Padre e del Figlio dello Spirito Santo" [Mt 28,19].

Da questa semplice considerazione siamo condotti alla comprensione di una cosa molto importante. La fede, cari catecumeni, che la Chiesa questa sera vi consegna non è una dottrina religiosa astratta alla quale vi chiede di consentire. Essa è radicata nel fatto del vostro battesimo. Ed il battesimo è l’incontro decisivo di Dio con la vostra persona; è la stipulazione dell’alleanza infrangibile del suo Mistero colla vostra libertà; è l’inserzione della vostra persona dentro la grande famiglia di Dio. La fede che voi professate, racchiusa tutta nel Simbolo che voi ricevete, è dunque la narrazione delle grandi opere di salvezza che Dio il Padre, Dio il Figlio, Dio lo Spirito Santo ha compiuto e compie per ciascuno di voi nella Chiesa.

Questa stupenda storia di amore ha come tre grandi capitoli, si svolge in tre grandi momenti corrispondenti alle tre parti in cui si struttura il Simbolo della fede.

Il primo atto della storia della nostra salvezza è l’atto creativo di Dio. Noi crediamo in Dio Padre Onnipotente creatore del cielo e della terra. Miei cari, questa certezza è la suprema certezza della nostra vita. Noi non esistiamo per caso. All’origine di tutta la realtà non ci sta l’irrazionalità, ma la Ragione creatrice di Dio.

Il secondo atto della storia della nostra salvezza è compiuto da Gesù, il Figlio unigenito del Padre. "Chi ha visto me ha visto il Padre" [Gv 14,9], egli disse. In quale Dio noi crediamo? La seconda parte del Simbolo risponde in maniera sconvolgente. Crediamo in un Dio che "fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine …". È un Dio, quello in cui crediamo nel cui cuore dimora un amore per l’uomo così grande da condurlo a vivere con noi la nostra stessa vita.

Il terzo atto della storia della nostra salvezza, si svolge nel tempo attuale, nei giorni che stiamo vivendo. È l’opera che Dio Spirito Santo sta compiendo in mezzo a noi. Un opera di straordinaria bellezza: la Chiesa santa e cattolica. E in essa lo Spirito ci unisce guarendoci dalla nostra solitudine donandoci il perdono dei peccati.

E quale sarà l’esito finale di questa storia? "la risurrezione della carne, la vita eterna". Non siamo destinati a precipitare dentro l’abisso di un nulla eterno. Siamo destinati alla vita eterna, anche col nostro corpo: a vivere cioè della vita stessa del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Questa, miei cari catecumeni, è la nostra fede; questa è la fede della Chiesa: gloriatevi sempre di professarla.

2. Miei cari fedeli, l’itinerario catecumenale è una grande istruzione anche per noi.

Questa sera esso ci insegna l’incomparabile preziosità della fede, intesa sia come virtù personale sia Parola di Dio che la Chiesa ci propone come divinamente rivelata.

Siamo gelosamente innamorati della nostra fede non permettendo mai che essa venga insidiata nel nostro cuore dagli errori che il mondo, con inganno e seduzione, cerca di introdurre nella nostra mente. Senza la fede non è possibile piacere a Dio. Le dottrine inventate dagli uomini sono incapaci di donarci la vera salvezza: sono favole vacue. Ma chi si affida alla parola di Dio resta in eterno.