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Comitato "Cardinale Carlo Caffarra"


«Super-man»
Litterae communionis, aprile 1985


1. La tragedia dell’uomo ebbe inizio quando egli prestò fede ad una menzogna: “Egli sa che quando ne mangerete diventerete come Dei, cono scendo il bene ed il male”. La menzogna che inoculò nel cuore dell’uomo il sospetto che Dio è invidioso dell’uomo e, dunque, nemico della sua grandezza: il sospetto che colpisce nel cuore l’Alleanza con Dio. La grande bugia satanica era veramente frutto di una intelligenza sovrumana. Essa, infatti, faceva appello, per divenire credibile, alla verità più profonda dell’uomo: il suo essere “a immagine e somiglianza di Dio”, il suo essere chiamato a divenire partecipe della stessa vita di Dio. Su questa base, la bugia poteva essere ritenuta una verità. Da una parte, l’uomo esperimenta di “superare infinitamente l’uomo” (come scrisse Pascal; il “naturale desiderio di vedere Dio” di cui parla san Tommaso d’Aquino) e, dall’altra, in quanto e perché è creatura, l’uomo non può che attendere come dono il suo compimento, il compimento del suo infinito desiderio. E in questo sta tutto il paradosso dell’esistenza umana: non poter essere se stesso che per grazia, una “necessità” che si affida ad una“gratuità” (come ben vide Agostino, nella sua lotta senza fine contro il pelagianesimo). La grande bugia satanica spezzò questa dialettica, facendo credere che non per e in grazia dell’Amore di Dio l’uomo poteva essere “simile a Dio”, “partecipe della divina natura”, ma solo per se stesso e da se stesso. Facendo credere che era meglio affidarsi all’uomo che a Dio. L’uomo doveva essere ad immagine dell’uomo. Ogni intrinseco riferimento a Dio doveva essere reciso.

 

2. La grande menzogna satanica non abbandonò più la coscienza dell’uomo, anche se non mancarono mai uomini che — di solito rimasti grandi solitari — la smascherarono. E non solo questa fu la missione dei profeti biblici (“chi come Dio?” era il grido del profeta Elia), ma Dio non lasciò del tutto privi neanche i pagani di questa lucida profezia. Come non ricordare, in questo contesto, lo scontro fra Socrate ed i sofisti? fra chi affermava che l’uomo è la misura di tutte le cose e chi affermava che non dall’uomo dipende lo stabilire ciò che è vero e ciò che è falso, ciò che è bene e ciò che è male. Ma, la fine del profeta è sempre la stessa: la sua eliminazione (spesso anche fisica), poiché di lui il mondo creato dalla menzogna satanica non è degno. “La luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvagie” (Gv. 3, 19). Ma, a mio umile giudizio, la grande menzogna satanica che genera il super-man, ha ottenuto la sua più grande vittoria nel e con l’immanentismo moderno e contemporaneo, al quale è intrinseco — necessariamente connesso — non tanto l’ateismo, ma l’anti-teismo. L’ateismo non è più una conclusione, ma un postulato: come ben vide Nietzsche (e ne impazzì).
La svolta immanentistica investe la struttura stessa del pensare e del volere umano: muta la definizione stessa della persona umana. Usando una terminologia un po’ tecnica, questa svolta, infatti, consiste, in primo luogo, nell’affermazione del primato della coscienza nei confronti dell’essere, per cui la verità non trova più il suo ultimo fondamento in una realtà cui la coscienza si adegua, ma nel giudizio della coscienza stessa, senza ulteriori riferimenti. Insomma, è vero ciò che penso sia vero e semplicemente perché penso sia vero. Non il Vero misura il pensiero, ma il pensiero misura il Vero. Le conseguenze di questa ri-definizione del pensiero umano sono molteplici. La prima è che non è più possibile parlare di bene e di male, ma solo di ciò che ciascuno ritiene essere bene o male. E, pertanto, al la fine, diventa inutile dare un “giudizio” sulle varie proposte etiche: inutile, perché impossibile. Impossibile, poiché manca — avendolo negato in partenza — un criterio di discernimento che si imponga alla coscienza di ciascuno, dal momento che supremo criterio è il giudizio della coscienza stessa. Il “caso serio” dell’etica è semplicemente distrutto, al di sotto della retorica sofistica. Ci si dovrà accontentare del “consenso sociale sui valori etici”: il che è come parlare, in questo contesto, di circolo quadrato. E così la grande menzogna satanica ha raggiunto la sua vittoria completa: ha terminato di partorire il super-man, l’uomo divenuto come Dio, poiché decide ciò che è bene e ciò che è male.

 

3. “Gli fu data la chiave del pozzo dell’Abisso; egli aprì il pozzo dell’Abisso e salì dal pozzo un fumo come il fumo di una grande fornace, che oscurò il sole e l’atmosfera” (Ap. 9, 2). Fu san Tommaso a scrivere che è più facile arrivare alla verità partendo dall’errore, che partendo dalla confusione. E la confusione ora ha oscurato anche il sole e l’atmosfera, poiché ha oscurato la luce stessa dell’intelletto umano. “Come tutti gli uomini desiderano naturalmente conoscere la verità, così vi è in essi un desiderio naturale di fuggire gli errori... Tra gli altri errori, il più sconveniente sembra essere quello sull’intelletto”. (San Tommaso d’Aquino, L’unità dell’intelletto. Contro gli averroisti, I). Il super-man, partorito dalla menzogna satanica, è un uomo che deve mentire a se stesso su se stesso. Deve rimuovere dalla sua attenzione ogni fatto che lo richiama alla verità della sua contingenza. Forse nessun filosofo meglio di Nietzsche ha messo in risalto questa situazione esistenziale di super-man, quando nel frammento Excelsior (285) della Gaia Scienza descrive a chi ha voluto fare senza Dio quale sarà la sua esistenza:

«Non pregherai mai più, non adorerai mai più, non riposerai mai più in una fiducia senza fine — è questo che ti neghi: fermare il passo davanti ad un’ultima saggezza, a un ultimo bene, a un’ultima potenza, e togliere i finimenti ai cavalli dei tuoi pensieri — non c’è un assiduo custode e amico per le tue sette solitudini — tu vivi senza la vista delle montagne, che portano neve sulla cima e ardori nel cuore — non esiste per te nessuno a retribuirti e a correggerti in ultimo appello — non esiste più nessuna ragione in ciò che accade, nessun amore in ciò che ti accadrà — più non si dischiude al tuo cuore un asilo di pace, in cui ci sia soltanto da trovare e non più da cercare, ti stai difendendo contro una qualsiasi ultima pace, tu vuoi l’eterno ritorno di guerra e pace: uomo della rinuncia, in ogni cosa tu vuoi rinunciare? Chi te ne darà la forza? Nessuno ancora ebbe questa forza!».

“Non esiste più nessuna ragione in ciò che accade, nessun amore in ciò che accadrà”: questa è la definizione di super-man. Nessuna ragione, nessun amore in ciò che è. Fino a quando presteremo fede alla menzogna satanica? la cosa di cui abbiamo più bisogno — più dell’aria che respiriamo, più del pane che mangiamo — è di profeti che smascherano questa menzogna: ma di essi il mondo non è degno.