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SALUTO AL SINDACO DI FERRARA
4 novembre 1995

Egregio Signor Sindaco,
La ringrazio sentitamente delle parole bene auguranti con cui ha voluto accogliermi in questa città, che fra pochi momenti diventerà anche la mia città. Le voglio anche subito manifestare tutta la mia gratitudine per quanto l’Amministrazione Municipale ha fatto perché in questo giorno, così importante per la vita della nostra gente, tutto riuscisse nel migliore dei modi. Attraverso la sua persona, voglio anche far giungere il mio più profondo ringraziamento a tutti gli Organismi pubblici che con lei hanno cooperato.
Eccomi qui, con la sola intenzione e con il solo desiderio di svolgere il mio ministero pastorale, nel più assoluto rispetto della competenza di ogni autorità legittimamente costituita, memore di quanto la Parola di Dio insegna a noi credenti : “Ciascuno sia sottomesso alle autorità costituite, poiché non c’è autorità se non da Dio” (Rom. 13,1).
Non ho nessun potere,  né lo voglio avere, se non quello che mi viene dalla missione affidatami da Dio stesso, di annunciare puramente e semplicemente il Vangelo di Cristo alla coscienza di ogni uomo, “con sincerità e come mossi da Dio, sotto il Suo sguardo” (2Cor. 2,17), senza mercanteggiare mai la Sua Parola. Non ho nessuna pretesa  da avanzare, se non quella che mi sia concesso di fare il servitore a tutti, per guadagnare tutti a Cristo.
Prego il Signore perché possa realizzarsi tra noi una vera cooperazione, nel completo rispetto delle proprie competenze, consapevole come sono che da tale cooperazione non potrà che venire ogni bene per il nostro popolo. Se infatti, ben distinte sono e devono rimanere la finalità del ministero episcopale e la finalità dell’autorità civile, ordinato l’uno alla salvezza eterna della persona e l’altra al benessere temporale, è indubbio che ambedue riguardano il bene della identica e stessa persona umana. Quella persona umana i cui diritti fondamentali la nostra Costituzione riconosce e garantisce, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua maturazione (Cfr Art. 2). Poiché l’uomo, ciascuna persona che vive in questa nostra stupenda città, la sua dignità incomparabile, i suoi diritti fondamentali durante tutto l’arco della sua esistenza dal concepimento fino alla morte naturale, devono essere la nostra preoccupazione fondamentale, il nostro incondizionato interesse.
Anch’io, come dirò fra poco nella Cattedrale, cercherò di privilegiare nel mio ministero pastorale, con l’aiuto di Dio, i giovani e l’istituto matrimoniale e familiare. I giovani, perché possano “varcare la soglia della speranza”; l’istituto matrimoniale e familiare, perché possa sempre costituirsi e realizzarsi quotidianamente secondo la sua originaria verità, bontà, e bellezza.
Le assicuro infine Signor Sindaco, come già dissi a lei e a tutte le Autorità presenti nella Cattedrale di Fidenza la sera del ventun Ottobre scorso, di non dimenticare mai l’esortazione dell’apostolo Paolo: “Ti raccomando dunque, prima di tutto che si facciano domande, suppliche, preghiere... per tutti quelli che stanno al potere, perché possiamo trascorrere una vita calma e tranquilla, con tutta pietà e dignità” (1Tim.2,1-2). Una vita calma e tranquilla, con dignità : così sia veramente per tutti, in questa amata città e Arcidiocesi.