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Lettera aperta a tutti i Sindaci dell’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio

Egregio Signor Sindaco,

nella sessione ordinaria del Consiglio Presbiterale da me convocata e presieduta nel giorno 6 febbraio u.s. abbiamo riflettuto con grande preoccupazione sul fenomeno dei morti per incidenti stradali che quasi giornalmente, purtroppo, si succedono nella nostra provincia.

Conoscendo sia la sua grande sensibilità umana sia l’alto compito istituzionale a cui gli abitanti del suo Municipio l’hanno eletto, ci è sembrato opportuno sottoporle alcune considerazioni.

La gravità del fenomeno degli incidenti stradali che causano morti e feriti ha raggiunto ormai livelli insopportabili in una società civile. Nel pensare alla morte di tante persone anche in giovane età, non bisogna neppure dimenticare gli effetti devastanti che tante tragedie causano nelle famiglie: effetti molto spesso irreparabili.

Siamo consapevoli che le responsabilità sono molteplici né intendiamo accusare nessuno. Vogliamo solo offrire il nostro contributo a tutti coloro che hanno responsabilità circa il traffico stradale.

In primo luogo pensiamo che si tratti di un problema la cui soluzione vada cercata innanzitutto in un forte impegno educativo, in primo luogo nei confronti dei giovani; e poiché è a questo livello che la comunità cristiana è chiamata soprattutto ad impegnarsi, da parte nostra intendiamo fare oggetto di molta cura questo tema.

Ma ci sia anche permesso di chiedere, tramite Lei Signor Sindaco, a chi ne ha a vario titolo la responsabilità, una grande cura delle strade, in quanto ogni disattenzione o disimpegno nell’espletamento di questa responsabilità potrebbe causare gravi perdite di vite umane.

Inoltre chiediamo e ci attendiamo una severa cura nella prevenzione e nella punizione dei comportamenti illegali nell’uso della strada. E che si compiano rigorosi controlli sul rispetto degli orari nei pubblici locali e sulla vendita di bevande alcoliche ai minorenni.

La stima del valore assoluto di ogni vita umana, che la comunità cristiana condivide con ogni uomo di buona volontà e di retta ragione, ci dà la certezza che questo nostro appello non cadrà nel vuoto.

Assicurando, come ci chiede l’Apostolo Paolo, continua preghiera per il suo alto e difficile servizio alla comunità civile, le porgiamo i più distinti ossequi.

Ferrara, 6 febbraio 2003

+ Carlo Caffarra Arcivescovo, con il suo Consiglio Presbiterale