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Saluto a Sua Santità Bartolomeo I, Arcivescovo di Costantinopoli e Patriarca Ecumenico
Basilica di S. Petronio, 19 novembre 2005


Benedetto sia Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che benedice la Chiesa del suo Figlio unigenito con ogni benedizione spirituale, e consola coi suoi doni il cammino del popolo di Dio.

Gode oggi la Chiesa di Dio che è in Bologna poiché le è stato dato dalla benevolenza divina il privilegio di accogliere Vs. Santità, Arcivescovo di Costantinopoli Nuova Roma e Patriarca Ecumenico. Ci unisce infatti la fede nella Trinità santa, consustanziale ed indivisibile, e la fede nel Verbo di Dio incarnato dalla vergine Maria. Il nostro cuore è pieno di ammirazione per l’incomparabile tesoro della vostra tradizione liturgica, spirituale e teologica. È caro a questo popolo bolognese, legato da particolare devozione alla B.V. Maria di S. Luca la cui icona è giunta da Costantinopoli, considerare come sia da voi magnificata con splendidi inni ed invocazione la Ss. Theotokos.

Non possiamo però nasconderci in questo momento che la Chiesa di Bologna non esita a ritenere storico, come la non perfetta comunione costituisca una dolorosa realtà! Tuttavia, il vostro venerato Predecessore Atenagora I da una parte ed il Papa Giovanni XXIII dall’altra inizialmente, e poi Paolo VI, hanno compiuto i primi generosi e grandi passi dell’amore. Un cammino continuato da Vs. Santità e dal S. Padre Giovanni Paolo II di v. m. ed ora da Benedetto XVI. Fu per me dono singolare di Cristo buon pastore l’avere ricevuto il Pallio metropolitano durante l’ultimo incontro solenne fra Vs. Santità e Giovanni Paolo II.

Il cammino che abbiamo ancora davanti è lungo. Ma sono sicuro che in conseguenza di questa visita crescerà nel popolo di Dio che è in Bologna il desiderio della perfetta comunione; ed il desiderio più intenso genera una preghiera più insistente, poiché l’unità è dono dello Spirito Santo.

Santità, molti sono i Santi di cui abbiamo comune venerazione, in primo luogo i S. Padri della Chiesa: il nostro santo patrono Petronio fu legato presso l’imperatore a Costantinopoli. La potente intercessione dei santi sostenga la nostra umile preghiera.

Mi piace concludere con le parole dette da Vs. Santità e che risuonano anche nel mio cuore come parole dette nello Spirito: "Aspettiamo, desideriamo, sogniamo e preghiamo "per l’unione di tutti", come ci hanno insegnato i santi Padri e i Santi Concili del primo millennio cristiano. Preghiamo tutti di coadiuvarci nelle preghiere verso questa direzione".

Ed ora, Santità, vogliate benedire questo popolo.