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COME CRISTO HA AMATO LA CHIESA
Catechesi agli sposi - Reggio Calabria 2 giugno 1997

Lettura: Ef. 5,22-33

La pagina biblica costituisce il vertice della rivelazione cristiana sul matrimonio. Essa si collega esplicitamente con il principio di questa stessa rivelazione. E così in questa pagina, lo Spirito Santo apre agli sposi i tesori di tutto il progetto divino sul matrimonio.

Data la ricchezza di questa pagina, dobbiamo procedere nella nostra catechesi abbastanza lentamente, cercando prima di individuare i vari momenti di essa e poi di raccoglierli in sintesi.

1. Notiamo subito che in essa si parla di tre matrimoni o unioni matrimoniali. Si parla del vostro matrimonio, cioè della vita quotidiana vissuta dagli sposi, come siete voi. Si parla del primo matrimonio celebrato nella storia della umanità, quello descritto nel libro della Genesi al capitolo secondo. Di questo primo matrimonio, considerato esattamente nel processo di unificazione nel corpo vissuto dai due sposi, si dice che è un "grande mistero". Infine si parla di un altro matrimonio, ancora più "misterioso"; quello di Cristo che si unisce alla Chiesa ed unisce a Sé la Chiesa.

Allora, sorge subito dentro di noi una domanda: che rapporto esiste fra questi tre matrimoni? Tutta la grandezza del vostro matrimonio dipende dalla risposta a questa domanda: la quotidiana, stupita riscoperta della bellezza del vostro amore coniugale e della sua santità dipende da una percezione sempre più profonda di questo rapporto.

Ad una lettura ancora superficiale sembra che il rapporto fra il vostro matrimonio e il matrimonio fra Cristo e la Chiesa sia un rapporto di semplice imitazione (cfr. per es. i vv. 22-24). In sostanza, l’unione di Cristo colla Chiesa e reciprocamente è un modello della vostra unione. In realtà, ad una lettura appena un po’ più attenta si vede subito che concepire il rapporto solamente in questo modo, è sostanzialmente errato. Una sola osservazione: il "come" che ricorre tante volte in questo testo, non significa solo "nel modo in cui", ma anche "a causa del fatto che ...": il marito deve amare la sposa non solo "nel modo con cui...", ma "a causa del fatto che" Cristo ha amato la Chiesa. Riflettendo su questo significato, allora uno conclude: "dunque, se l’amore di Cristo verso la Chiesa è causa , motivo, ragione, e non solo modello, del mio amore verso mia moglie, allora comincio a sospettare che ci sia un rapporto (fra l’amore verso mia moglie e l’amore di Cristo) più intimo, più profondo". Quale? lasciamo per il momento inevasa la domanda, e vediamo quale rapporto esiste fra il matrimonio originario e quello di Cristo con la Chiesa.

Lo Spirito Santo indica in maniera suggestiva questo rapporto: siamo molto attenti! In primo luogo, Egli descrive il matrimonio originario non in un modo qualsiasi. Lo descrive in quanto processo di unificazione fra l’uomo e la donna, unificazione che avviene nel e mediante il corpo, e di una tale profondità da formare dei due una sola carne. Fermiamoci un momento a meditare su questa descrizione: è fatta dallo stesso Spirito Santo!

Qui il matrimonio non è descritto, per così dire, nel suo aspetto statico: esso è descritto nel suo divenire, nel suo dinamismo. E’ descritto come un processo che parte da due e termina in una "sola carne": è un processo che va dalla dualità all’unità. E’ appunto un processo di unificazione (= unitatis-factio).

Non solo, ma questa unificazione avviene nella, passa attraverso la persona umana in quanto carne, corpi. Cioè: è una unificazione che implica la dimensione corporea della persona. Vedremo poi che cosa comporta questa implicazione.

Di questo processo di unificazione che accade nel matrimonio originario, lo Spirito Santo dice che è "un mistero grande". Grande qui non significa molto oscuro, molto fitto: significa importante. Mistero non significa qualcosa di difficile da capire. Nella lettera agli Efesini, la parola mistero denota il divino progetto di salvezza, pensato fin dalla eternità ed ora rivelato in Cristo. Esso è la nostra Chiesa (cfr. 3,6-7). Allora che cosa dice lo Spirito Santo? Il matrimonio originario, cioè il processo di unificazione dei due in una sola carne, è un evento grande. Ma non in qualsiasi senso. Nel senso che esso è "in un qualche modo" la ri-produzione anticipata, visibile, dal rapporto fra Cristo e la Chiesa . Questo rapporto (che è il Mistero) è anticipatamente reso visibile nell’unificazione degli sposi che diventano "una sola carne".

Fermiamoci un istante e domandiamoci: ma ci rendiamo veramente conto della portata, del peso, di gloria, di splendore, di grazia racchiuso in queste parole? Il matrimonio considerato nella sua originaria verità, il matrimonio nel concreto vissuto degli sposi, nella sua carnale visibilità è la realizzazione anticipata del Mistero nascosto da Dio nei secoli. E’ la rivelazione originaria di questo Mistero, in quanto è in rapporto, è orientata al rapporto Cristo-Chiesa. Gli sposi, nel loro unirsi, sono il sacramento originario, nel senso che essi trasmettono efficacemente nel mondo visibile il mistero invisibile nascosto in Dio dall’eternità. E questo è il mistero della Verità e dell’Amore, il mistero della vita divina alla quale l’uomo è chiamato. Ma in forza di che cosa, il matrimonio originario ha in sé questa capacità stupenda? Non da se stesso, ma in quanto è in rapporto intrinseco al rapporto Cristo-Chiesa. E quale è questo rapporto? Siamo arrivati ancora alla stessa domanda. Ma ancora una volta non possiamo iniziare subito a rispondere, poiché prima dobbiamo chiarire un altro punto.

Ho parlato di "matrimonio originario". E’ questo che lo Spirito Santo mette in relazione a Cristo-Chiesa, esplicitamente. Ed il nostro matrimonio? voi direte. Il matrimonio di cui parla la Genesi al cap. 2° ed Ef. 5,31 è il matrimonio nella sua originaria verità: quale, possiamo dire, è stato pensato e voluto da Dio. E’ il matrimonio nello stato di giustizia originaria. Esso allora non è più il matrimonio di oggi, il vostro matrimonio? Si, e no. Sì: quando Dio unisce l’uomo e la donna, li unisce nel matrimonio come Egli lo ha pensato e come è descritto nella Genesi. Gesù dice: come è "al principio". E pertanto ogni tentativo dell’uomo di cambiare il matrimonio, di "creare" una idea ed una prassi di matrimonio diverse da quelle, sono vani e menzogne: il matrimonio così costruito è un se-dicente matrimonio. Dunque, tutto ciò che lo Spirito Santo dice del "matrimonio originario" lo dice del vostro matrimonio: di ogni matrimonio, del matrimonio di Giovanni con Anna devo dire che è "un grande Mistero" in quanto il loro unirsi è in intrinseco rapporto coll’unirsi di Cristo colla Chiesa. No: il matrimonio oggi porta il segno del peccato. Esso è decaduto dalla sua giustizia originaria: la vostra esperienza quotidiana ve lo dice. Questa "caduta" non è la corruzione totale del matrimonio, in quanto esso era già stato pensato, nel momento della creazione, in rapporto al sacrifico redentivo di Cristo e da Lui salvato.

Facciamo una sosta nella nostra meditazione-catechesi, per raccogliere i risultati fin qui raggiunti.

- Esiste un rapporto fra il matrimonio vostro ed il "matrimonio" fra Cristo e la Chiesa. E’ un rapporto che non può essere inteso solo come "imitazione di un modello".

- Esiste un rapporto fra il matrimonio originario ed il matrimonio fra Cristo e la Chiesa. E’ un rapporto che consiste nel fatto che il primo rende visibile il Mistero nascosto.

- Il matrimonio vostro è quel matrimonio di cui parla la Genesi e che si trova in quel particolare rapporto con Cristo-Chiesa. Quale rapporto? Ora finalmente siamo in grado di rispondere. Siamo nel "centro" della Rivelazione cristiana sul matrimonio.

Lo Spirito Santo in questa pagina parla non soltanto del grande mistero nascosto in Dio, ma anche - e soprattutto - del mistero che si realizza nel e per il fatto che Cristo dona se stesso sulla Croce alla Chiesa ed in questa donazione si unisce con la Chiesa: in questo evento di donazione-unificazione, accaduto sulla Croce, si compie il Mistero che era rimasto nascosto fino a quel momento.

Ora, questo Evento, sempre eucaristicamente presente, viene di volta in volta ri-prodotto nel matrimonio di ogni uomo e donna che si sposano nel Signore: riprodotto nella modalità e nella misura loro propria. L’Evento accaduto sulla Croce non è soltanto un esempio riprodotto nel comportamento degli sposi che si sforzano di imitare il modello. Il tuo matrimonio attinge dall’Evento non soltanto, non fondamentalmente, non principalmente la legge del proprio agire, ma la stessa realtà di ciò che è accaduto sulla Croce: l’autodonazione di Cristo. E’ questa auto-donazione che ti viene partecipata e si rende attuale, visibile oggi. Dobbiamo continuamente guardarci dal minimizzare questa grandezza. Il tuo matrimonio non è solo una proclamazione, un richiamo dell’Evento della Croce. Esso manifesta quell’Avvenimento in un segno che non solo lo ricorda, ma lo realizza negli sposi. Quale è questo segno in cui dimora l’auto-donazione di Cristo Crocefisso? Il divenire una sola carne, dice lo Spirito Santo.

Vorrei fermarmi un momento su questo segno. Il corpo umano non è soltanto il campo di reazioni di carattere sessuale, ma è il "mezzo" espressivo della persona, che rivela se stessa attraverso il linguaggio del corpo. Attraverso questo misterioso linguaggio, l’uomo e la donna sono chiamati ad esprimere se stessi. Nei gesti e nelle reazioni, per mezzo di tutto il dinamismo, reciprocamente condizionato, della tensione e del godimento - la cui diretta sorgente è il corpo nella sua mascolinità e femminilità, il corpo nella sua azione ed interazione - attraverso questo, parla l’uomo, la persona. E’ questo linguaggio che è qualcosa di più della semplice reattività sessuale, che rende gli sposi segno reale di ciò che è accaduto sulla Croce.

2. Penso già alla reazione che può sorgere dentro di voi, che è la reazione tipica attraverso cui il Satana questocerca di chiudere il cuore degli sposi alla Parola dello Spirito Santo: "questa è tutta poesia! la realtà è ben diversa". E’ il disprezzo che l’uomo e la donna hanno di se stessi, non ritenendosi degni di essere chiamati a tale dignità: o per debolezza, o per disperazione. Quale realtà è ben diversa? Quella creata dal peccato? Certamente! E questa sarebbe la realtà, mentre una diversa da questa sarebbe illusione? Cioè: il mondo vero è quello del peccato? Qui si rivela la vera natura del Satana: quella di accusare l’uomo. Qui si rivela la prima conseguenza che capita in chi si lascia convincere da questa accusa: "è vero; non sono nulla e quindi sono destinato al nulla".

Come vincere questa tentazione (oggi assai diffusa nella cultura contemporanea)? Al modo con cui Cristo ha vinto la tentazione: l’ascolto della Parola di Dio, ascolto continuo, indefesso, insonne.

Ma può sorgere dentro di voi un’altra reazione, altra reazione tipica attraverso cui il Satana cerca di chiudere il cuore alla Parola di Dio. E’ quella di pensare, udita la Parola, che la cosa più importante sia ora di sforzarmi di imitare la carità di Cristo. E’ la tentazione di ridurre il dono a una imposizione, la grazia ad una legge: è il "veleno pelagiano". Chi incomincia così è già perduto!

Come vincere questa tentazione? Nell’umiltà di chi sa che l’amore coniugale è un dono che ti viene fatto; che la tua libertà è chiamata ad acconsentire a questo dono.

Ho finito. Alla fonte della vostra vita coniugale sta lo Spirito del Signore Risorto, che vi rende partecipe dell’Amore stesso che Egli ha inspirato al Cristo, conducendolo al dono di Sé sulla Croce. L’amore coniugale è la "vita dello Spirito" (cfr. Gal. 5,25): in Lui troverete la vostra unità, che vi rende sacramenti viventi dell’Amore di Cristo. E vi amerete "come Cristo ha amato la Chiesa".