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Domenica I di Quaresima (C)
Mezzolara, 17 febbraio 2013


Nei quaranta giorni della Quaresima, iniziata mercoledì scorso, siamo chiamati a passare da una vita, da un modo di vivere contrario o non pienamente conforme alla legge di Dio ad un modo di vivere conforme alla nostra vocazione battesimale.

Se viviamo con serietà questo passaggio, entreremo in una condizione di combattimento contro tendenze presenti nella nostra persona, e ben radicate in essa. Non solo, ma anche la persona di Satana cerca di introdursi nella nostra coscienza, per persuaderci, prendendo spunto da quelle tendenze, a rimanere nella condizione in cui ci troviamo; a non obbedire alla Parola del Signore.

E’ per tutto questo che la Chiesa all’inizio di ogni Quaresima, ci fa meditare su uno degli episodi più oscuri della vita di Gesù, narrato – come avete sentito – dal Vangelo nel modo seguente: "Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano e fu condotto dalla Spirito nel deserto dove, per quaranta giorni, fu tentato dal diavolo".

 

1. Che cosa significa "fu tentato dal diavolo"? Durante il battesimo ricevuto al Giordano, Gesù prende umanamente coscienza della sua missione redentiva; prendere coscienza di essere inviato a compiere la visita decisiva di Dio al suo popolo.

Prima di proseguire nella nostra riflessione, ricordiamoci per un momento di un’esperienza che tutti noi facciamo. Quando entriamo nel nostro stato di vita – per noi sacerdoti, quando riceviamo l’ordinazione; per voi sposi, quando vi sposate – pensiamo al futuro che ci aspetta; facciamo anche programmi per il nostro futuro. Riprendiamo subito il testo evangelico. Quando Gesù, durante il suo battesimo si sente dire da Padre celeste: "tu sei il mio Figlio", Egli prende piena coscienza della sua missione, e comincia a pensare come programmarla, come realizzarla. E’ in questo momento che il Satana si intromette. Egli vuole che Gesù non compia la sua missione percorrendo la via che il Padre gli traccia, ma una via contraria.

Il Satana cerca di raggiungere questo scopo servendosi di immagini, aspettative, speranze che il popolo in cui Gesù stava per iniziare la sua missione, nutriva.

Esse erano fondamentalmente due. L’inviato di Dio doveva dare un segno miracoloso dal cielo per indicare la sua presenza fra gli uomini; l’inviato di Dio avrebbe dovuto possedere un dominio politico su tutta la terra, per la gloria di Israele.

Se voi ora rileggete attentamente il racconto evangelico, vi renderete conto che le tre proposte del Satana vanno in questa direzione. Il segno miracolistico della trasformazione delle pietre in pane, e il buttarsi pubblicamente giù dalla torre più alta del tempio senza farsi male, sono i segni spettacolari suggeriti da Satana per indicare la presenza dell’inviato di Dio. Il conseguimento di un potere e di una gloria che si dispiegano su tutta la terra, promessi da Satana a Gesù avrebbe realizzato il regno di Dio e di Israele.

In una parola: Satana spinge Gesù a realizzare la sua missione ricorrendo ai mezzi che sono propri della potenza e del successo umano. Spinge Gesù su una via di successo.

Come reagisce Gesù? Egli, avrete notato, non si mette a discutere col Satana. Semplicemente oppone alle proposte del diavolo la parola di Dio. E’ come se Gesù dicesse al Satana: "questa è la tua proposta di vita; ma Dio mi fa una proposta contraria. Fine della discussione!".

Gesù in profondità si fa obbediente al Padre, e lascia che sia il Padre a parlare e a disporre di lui.

Satana continuerà a tentare Gesù durante tutta la vita pubblica del Signore, servendosi perfino di Pietro [cfr. Lc 11,14-23]. Ma fino alla fine, Gesù seguirà la volontà del Padre, obbediente fino alla morte, e alla morte di croce.

 

2. Cari fratelli e sorelle, Gesù nostro capo era unito misteriosamente a ciascuno di noi. In Lui anche noi eravamo tentati; in Lui noi abbiamo la forza di vincere.

Considerate che le tentazioni a cui siamo sottoposti ogni giorno riprendono nella loro sostanza le tentazioni di Gesù. A che cosa, in fondo, ci sospinge il Satana? A vivere non secondo la volontà e la Legge del Signore, ma contro di essa. Egli mira a persuaderci che noi sappiamo veramente quale è il vero bene della nostra persona, non il Signore. E che quindi noi siamo autorizzati a stabilire ciò che è bene e ciò che è male per l’uomo.

Cari fratelli e sorelle, il mistero della tentazione di Gesù è prima di tutto un grande insegnamento. Gesù ci insegna che la nostra vera beatitudine consiste nel vivere secondo la Legge del Signore, secondo la sua Parola.

Ma Gesù subendo la tentazione, non ci dona solamente un insegnamento fondamentale, Gesù subendo la tentazione "è diventato capace di compatire le nostre infermità, essendo stato lui stesso provato" [cfr. Eb 2, 17-18]. Egli quindi ci dona la forza per vincere la tentazione del Satana e per riposizionarci nell’obbedienza della Parola di Dio.

Iniziamo dunque con profondo fervore il nostro cammino quaresimale, perché ci convertiamo veramente al Signore.