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FESTA DELLA SACRA FAMIGLIA
Parrocchia della Sacra Famiglia, 30 dicembre 2005


1. "Il Signore visitò Sara, come aveva detto, e fece come aveva promesso. Sara concepì e partorì ad Abramo un figlio nella vecchiaia, nel tempo che Dio aveva fissato". Carissimi fratelli e sorelle, come avete sentito, le prime due letture parlano di due sposi, Abramo e Sara, che non avevano avuto figli, ed ora già in età avanzata avevano perduto ogni speranza.

Ma essi ricevono una promessa: nonostante la loro tarda età, il Signore avrebbe dato loro un figlio. Abramo "credette al Signore, che glielo accreditò come giustizia"; Sara ugualmente per fede "sebbene fuori dell’età, ricevette la possibilità di diventare madre, perché ritenne fedele colui che glielo aveva promesso".

Il significato immediato di questi testi è facile da cogliere. Naturalmente incapaci di generare, Abramo e Sara diventano padre/madre per pura grazia di Dio: il figlio è un puro dono che viene fatto a loro.

Istruiti dalla parola di Dio, chiediamoci: questo è vero solo per Abramo e Sara? oppure è vero per ogni sposo e sposa? ogni figlio è sempre un puro dono fatto da Dio creatore? La risposta a questa domanda ci porta ad una intelligenza assai profonda della bellezza, della dignità, della preziosità dell’amore coniugale.

La venuta al mondo di ogni persona umana si radica certo nei processi biologici della fertilità umana, ma essi non spiegano interamente il concepimento di una nuova persona umana. In esso è implicata sempre l’azione creatrice di Dio. La venuta all’esistenza di una persona umana non è soltanto il risultato dei processi biochimici, ma è il termine diretto ed immediato di un atto creativo di Dio. Ogni persona umana riceve l’esistenza direttamente ed immediatamente da Dio stesso. E Dio vuole ogni persona come un essere fatto "a sua immagine e somiglianza"; cioè, la vuole per se stessa e non in vista di qualcosa d’altro.

Gli sposi ogni volta che generano un figlio, sono – come è accaduto a Sara - "visitati dal Signore", ed il loro amore è il tempio santo in cui Dio celebra la liturgia del suo amore creativo. La S. Scrittura ha custodito la memoria delle prime parole che la prima donna disse quando per la prima volta si accorse di essere incinta: "ho acquistato un uomo dal Signore" [Gen 4,1], disse. Il figlio, ogni figlio è un dono: fatto in primo luogo ai genitori, ma anche alla intera umanità.

2. La verità che oggi la parola di Dio ci rivela a riguardo della venuta all’esistenza di una nuova persona umana, ci libera da due errori che oggi insidiano la famiglia nel suo momento originario. Due errori che possono corrompere l’attitudine degli sposi verso il concepimento del figlio.

Se il figlio è un dono, il fatto che dall’intima unione dei due sposi possa essere concepita una nuova vita, non deve essere e non può mai essere ritenuto uno "spiacevole inconveniente" da cui liberarsi attraverso la contraccezione o perfino la sterilizzazione. La potenzialità procreativa costituisce, al contrario, un bene moralmente significativo, che comporta una particolare responsabilità dell’uomo e della donna, la responsabilità procreativa. Questa deve divenire effettiva quando non ci siano ragioni proporzionatamente gravi per non donare la vita.

Se, ancora, il figlio è un dono, nessuno possiede il diritto ad avere un figlio, a qualunque costo ed in qualunque modo. Si ha diritto ad avere "qualcosa", mai ad avere "qualcuno". Un figlio non può essere qualcosa che riempie i vuoti affettivi; che serve a spezzare solitudini senza prospettive di soluzione. In una parola: non è parte del progetto della propria felicità. E’ questa una delle ragioni per cui il ricorso alla fecondazione in vitro, in qualunque forma avvenga, è gravemente lesiva della dignità dell’uomo.

Carissimi fratelli e sorelle: il recupero della consapevolezza della verità circa la nascita di nuove persone, dettaci oggi dalla parola di Dio, è particolarmente necessaria alla nostra comunità nazionale. La Santa Famiglia di Nazareth, icona e modello di ogni famiglia umana, aiuti ogni famiglia a camminare nel suo spirito. Aiuti gli sposi e i genitori ad approfondire ed a vivere la verità del loro amore: Maria, madre del bell’amore, Giuseppe, il custode del Redentore, li accompagnino sempre nel compimento della loro sublime missione. E che ogni bambino sia sempre accolto, fin dal momento del suo concepimento, dagli sposi come un dono.