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XXII DOMENICA PER ANNUM (B)
Seminario, 30 agosto 2009


1. Cari fratelli e sorelle, la Parola di Dio oggi ci invita "al cuore". È un invito a considerare la condizione del nostro cuore come il fattore decisivo della nostra relazione con Dio. Certamente è questo un invito che percorre tutta la predicazione profetica, ma sulla bocca del Signore risuona con particolare forza.

È il caso di ricordare appena che il "cuore" nel vocabolario biblico indica la persona considerata dal punto di vista del centro motore del suo pensare, giudicare ad agire. È la sorgente da cui scaturisce tutta la vita della persona.

La parola di Gesù ci richiama al fatto che la vera purificazione, santificazione della nostra persona consiste nella purificazione del cuore. La vicinanza dell’uomo a Dio o è in primo luogo vicinanza del cuore o non è vicinanza. Il primo e fondamentale culto che gli dobbiamo, deve nascere dal cuore.

La purificazione del cuore è sempre stata quindi uno dei temi principali dell’insegnamento di tutti i grandi maestri della vita spirituale, ad iniziare dai Padri del deserto.

La condizione fondamentale è la custodia del cuore: il fare attenzione ai pensieri che chiedono di dimorare in esso. È una vera e propria disciplina interiore, di cui l’esercizio quotidiano dell’esame di coscienza è l’espressione più importante.

2. Tuttavia cari fratelli, ciò che purifica il cuore – ci viene insegnato nella prima lettura – è l’ascolto e l’assimilazione profonda della Parola di Dio.

È mediante l’assimilazione della Parola, che la persona lascia progressivamente il suo modo di pensare e di valutare, e si conforma sempre più profondamente al modo di pensare divino. "Non aggiungerete nulla a ciò che io vi comando e non ne toglierete nulla". Ogni parola di Dio è preziosa e va accolta.

Cari fratelli e sorelle, amate la Parola di Dio. Dedicate ogni giorno al suo ascolto e alla sua meditazione un congruo tempo. Solo così il vostro cuore si purificherà sempre più profondamente, e sarete "santificati nella verità". E quindi – come ci ha detto il Salmo – potremo abitare nella tenda del Signore.

3. "Quale grande nazione ha la divinità così vicina a sé, come il Signore nostro Dio è vicino a noi ogni volta che lo invochiamo?". È questo il frutto più prezioso della purificazione del cuore: la vicinanza di Dio, l’intimità con Lui.

Ed infatti Mosè pone la ragione di questa vicinanza nel fatto che la Parola di Dio, la sua divina istruzione, sia osservata.

Ma l’esperienza del popolo è stata che proprio questa divina istruzione, la legge di Dio, era occasione di lontananza di Dio dal suo popolo. Esso infatti non obbediva alla Parola, ed il suo cuore era estraneo.

Il profeta Geremia ci rivela che questo sarà il dono specifico della Nuova Alleanza: la legge di Dio sarà scritta nel cuore, poiché – aggiungerà Ezechiele – lo stesso Spirito di Dio verrà nel cuore dell’uomo.

Ecco, la grande meditazione sulla purificazione del cuore si chiude. È mediante il dono del suo Spirito, che Dio stesso purificherà i nostri cuori. È il dono dello Spirito Santo il centro della Nuova ed eterna Alleanza. San Serafino di Sarov giungerà quindi a dire che tutto lo scopo della vita cristiana è di preparare l’uomo a ricevere il dono dello Spirito.

Preghiamo dunque con la Chiesa: Veni, Sancte Spiritus … flecte quod est rigidum; rege quod est devium.