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Convegno dell’Azione Cattolica Italiana nel 140° anniversario della fondazione
Castel S. Pietro Terme, 29 settembre 2007


1. "Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago". La S. Scrittura, miei cari fratelli e sorelle, non ci è donata per soddisfare la nostra curiosità. Che cosa la Parola di Dio vuole dirci, narrandoci un fatto che non è accaduto sulla terra, ma in cielo e prima ancora della fondazione del mondo? Che esiste una persona creata e puramente spirituale, "colui che chiamiamo il diavolo e satana", che possiede un immenso potere di seduzione. Così potente da ingannare colla sua falsità un terzo degli angeli, e da "sedurre tutta la terra".

Egli ha sedotto gli angeli; mediante Eva ha sedotto Adamo; ha sedotto Davide inducendolo a censire gli Israeliti [cfr. 1Cro 21,1]; ha cercato di sedurre anche Cristo direttamente o servendosi di Pietro; cercherà di sedurre i discepoli di Cristo, "quelli che osservano i comandamenti di Dio e sono in possesso della testimonianza di Gesù".

Pur mutando nella forma, la seduzione satanica ha sempre lo stesso contenuto: separare l’uomo da Dio inducendolo ad una vita contro la volontà divina. La strategia che segue per ottenere questo risultato è di convincere l’uomo che una vita vissuta nella disobbedienza alla divina volontà è migliore di quella vissuta nell’obbedienza. In una parola: nella verità di Dio mette la sua falsità. Miei cari fratelli e sorelle, come diventa importante l’esortazione di Pietro: "Siate temperanti, vigilate. Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente va in giro cercando chi divorare" [1Pt 5,8].

Ma è all’interno di questo avvenimento oscuro che risuona "una gran voce dal cielo". L’origine celeste di questa voce garantisce l’assoluta verità del suo contenuto: "ora si è compiuta la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio e la potenza del suo Cristo". Ora, dice la voce celeste, indicando un istante preciso in cui accade il seguente avvenimento: "è stato precipitato l’accusatore dei nostri fratelli, colui che li accusava davanti al nostro Dio giorno e notte". Ora, quando? Nel momento in cui sulla Croce, facendo di Se stesso un sacrificio gradito a Dio, colla sua obbedienza fino alla morte, Cristo ha sconfitto e distrutto la seduzione di Satana. È in quel momento che il potere di Satana di sedurre tutta la terra cessa di essere invincibile. In quel momento infatti dal costato di Cristo sgorgano sangue ed acqua: i santi sacramenti della Chiesa mediante i quali siamo stati liberati dal potere delle tenebre e trasferiti nel Regno del suo Figlio diletto [cfr. Col 1,13].

Davanti a Dio non c’è più colui che accusava giorno e notte l’uomo, ma Gesù, "sempre vivo ad intercedere per noi".

2. "Essi lo hanno vinto per mezzo del sangue dell’Agnello e grazie alla testimonianza del loro martirio; poiché hanno disprezzato la vita fino a morire". Miei cari fratelli e sorelle, la Parola di Dio non è un anestetico datoci perché non sentiamo i dolori della nostra condizione personale e sociale. Essa infatti ci avverte che "il diavolo è precipitato sopra di noi" "pieno di grande furore, sapendo che gli resta poco tempo".

Nel cielo fu Michele coi suoi angeli a vincere la seduzione di Satana. Sulla terra sono i martiri che vincono, poiché essi combattono "per mezzo del sangue dell’Agnello".

Nel martirio dei suoi discepoli si continua la testimonianza di Cristo. È una sola testimonianza: è un solo martirio; è un solo sacrificio. Quando il discepolo spezzasse questa continuità, quando la sua testimonianza non fosse più quella di Cristo, il discepolo o prima o poi viene vinto e sedotto. È da questa verità che deve iniziare ogni nostra programmazione pastorale, ogni nostro impegno nel mondo.

Perché la testimonianza di Cristo nel suo discepolo ha sempre il carattere di martirio? Perché inevitabilmente essa si scontra colla "mentalità di questo secolo" [cfr. Rom 12,1-2]. Chi volesse evitare una tale condizione dovrebbe o sottoscrivere compromessi o ritirarsi in una interiorità illusoria. In ambedue i casi, la continuità fra la testimonianza di Gesù e quella del discepolo sarebbe interrotta.

Quali sono i punti in cui questa continuità oggi è maggiormente insidiata, in cui i discepoli rischiano maggiormente di perdere "il possesso della testimonianza di Gesù"?

Mi sembra che siano almeno tre, che emergono già chiaramente dal confronto fra la creazione originaria dell’uomo e della donna narrata nel secondo capitolo della Genesi, e la prima originaria seduzione, archetipo di ogni seduzione, narrata nel terzo.

- La verità circa la persona umana, insidiata da una progressiva de-gradazione ontologica ed assiologia. La detronizzazione dell’uomo, pensato sempre più come un fortuito risultato di processi naturali, alla quale oggi assistiamo, è una delle grandi seduzioni.

- La verità circa il rapporto uomo-donna nella sua forma originaria matrimoniale. La disistima dell’amore coniugale cui oggi assistiamo, è l’altra grande seduzione che cerca di trasformare la verità di Dio nella falsità dell’uomo.

- La verità circa il sociale umano. Esso oggi è sempre più pensato prescindendo dalla o negando l’esistenza del bene umano comune, e quindi o come coesistenza regolamentata di opposti egoismi o come fragile miracolo della fortuita convergenza di opposti interessi. È la terza grande seduzione.

"Ma essi lo hanno vinto per mezzo del sangue dell’Agnello e grazie alla testimonianza del loro martirio". È l’augurio che vi faccio nel Signore: vincete per mezzo del sangue dell’Agnello e grazie alla testimonianza del vostro martirio. Che Gesù vi custodisca sempre nel possesso della sua testimonianza.