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FESTA DI SAN MICHELE
Patrono della PS
Chiesa del SS. Salvatore, 29 settembre 2006


1. "Ma essi lo hanno vinto per mezzo del sangue dell’Agnello e grazie alla testimonianza del loro martirio". La solenne memoria del vostro patrono ci introduce, guidati dalla parola di Dio, dentro al "mistero" più profondo della nostra storia quotidiana: il mistero della lotta che si svolge in essa, dello scontro che avviene in essa fra l’instaurarsi del "regno del nostro Dio e la potenza del suo Cristo" e le potenze del male che hanno nella persona di Satana – raffigurato dal simbolo del drago – il loro stratega. E’ "mistero" poiché lo scontro avviene in primo luogo nel cuore di ogni persona: nella sua coscienza morale e nella sua libertà. E’ "mistero" poiché lo scontro avviene attraverso la costruzione di due culture [due città, dice Agostino] che si intersecano e si incrociano in modo tale che solo il giudizio ultimo del Signore saprà definitivamente separarle. I due luoghi dello scontro, il "cuore" dell’uomo e la "cultura" prodotta dall’uomo, sono profondamente connessi.

Ma celebrando oggi il vostro Patrono, la parola di Dio ci dice chi è colui che combatte contro le potenze del male e come le ha vinte: "essi lo hanno vinto per mezzo del sangue dell’Agnello e grazie alla testimonianza del loro martirio: perché hanno disprezzato la vita fino a morire". La passione di Cristo e la sua risurrezione sono state il momento decisivo in cui "l’accusatore dei nostri fratelli, colui che li accusava davanti al nostro Dio giorno e notte", è stato precipitato: è stata vinta la potenza del male. Partecipando e beneficando dell’inesauribile energia di vita donataci dal sangue di Cristo, i cristiani che a Lui si uniscono, ne rendono presente la forza vittoriosa in ogni luogo e tempo, mediante la loro testimonianza, che può esigere anche la morte fisica. E’ questa la modalità propria della vittoria di Cristo e del suo discepolo: è mediante il dono della loro vita che i cristiani vincono il male, prolungando nella loro offerta l’offerta dell’Agnello.

Scopriamo allora il significato profondo delle parole di Gesù: "che giova all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi si perde o rovina se stesso?". Il Satana aveva detto al Cristo: "Ti darò tutta questa potenza e la gloria di questi regni, perché è stata messa nelle mie mani e io la do a chi voglio. Se ti prostri davanti a me tutto sarà tuo" [Lc 4,6-7]. Quindi, per guadagnare il mondo occorre prostrarsi al Satana: prostrazione che comporta la perdita di se stessi.

E’ nella negazione della verità di sé stessi che il Satana vince, pur dandoci l’impressione di una riuscita nella vita di questo mondo. E’ nella testimonianza all’intangibile verità dell’uomo [quel "se stesso" di cui parla Gesù] che il discepolo di Gesù, pur morendo, vince, poiché egli sconfessa come falso ogni valore che si pretendesse attribuire a ciò che è obiettivamente male, anche se storicamente efficace e socialmente utile o "politicamente corretto", come si dice oggi. Ogni compromesso circa la verità dell’uomo equivale a darla vinta a chi di fatto si propone la morte dell’uomo: "essi lo hanno vinto per mezzo del sangue dell’Agnello e della testimonianza del loro martirio".

2. La pagina dell’Apocalisse che abbiamo appena ascoltata e meditato offre l’interpretazione più profonda del vostro servizio e lavoro quotidiano.

Anche voi siete pienamente, quotidianamente dentro a quello scontro fra la costruzione di una città a misura della dignità di ogni uomo e la costruzione di una città basata sulla prepotenza; dentro allo scontro fra la forza della giustizia e la giustizia della forza.

Il contributo che voi date ogni giorno alla costruzione di una convivenza giusta è sostanziato di difesa del debole che non possiede altra forza che quella della legge di Dio e degli uomini; di opposizione di chi – per dirla col poeta - "fu prodezza il numero,/ cui fu ragion l’offesa". Ed è anche un contributo cui non manca la testimonianza del sangue.

Noi oggi celebriamo questa Eucarestia perché il Divino Sacrificio vi sostenga nel vostro nobile servizio.