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S. Messa di ringraziamento per la canonizzazione di Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII
Cattedrale, 29 aprile 2014


1. "Dovete rinascere dall'alto [di nuovo]". Cari fratelli e sorelle, è questo il dono che il Signore risorto fa continuamente ad ogni persona umana: il dono della ri-nascita. Ma l'uomo, ciascuno di noi, ha bisogno di "rinascere dall'alto [di nuovo]"? di essere come ri-creato, rigenerato? Sì, perché abbiamo rovinato, sfregiato l'immagine di Dio che è disegnata in ciascuno di noi fin dal principio.

Un quadro di grande valore artistico può essere sfregiato in due modi: versandovi sopra del colore estraneo oppure sporcandolo. Così avviene del bellissimo quadro dipinto dalle mani di Dio, che siamo ciascuno di noi. Lo roviniamo perché decidiamo liberamente di essere diversi da come Dio ci ha dipinti: la nostra libertà colle sue scelte tradisce la verità del nostro essere. Oppure non custodiamo l'immagine nella sua purezza: la polvere dei nostri difetti; la sporcizia delle nostre cattive abitudini.

Ma come si rinasce dall'alto [di nuovo]? La risposta che Gesù dà alla nostra domanda è la seguente: "bisogna che sia innalzato il Figlio dell'uomo, perché chiunque crede in Lui abbia la vita eterna".

Due cose dunque ci dice il nostro Redentore. "E' necessario…". Non si tratta di una necessità oscura, inspiegabile, impersonale. E' la decisione del Padre che ha tanto amato il mondo da donare il suo Figlio unigenito. "Chiunque crede in Lui…". Ecco la via che ci restituisce alla nostra originaria dignità: la fede in Gesù morto per i nostri peccati e risorto per la nostra santificazione. E' la fede che, mediante i sacramenti, ci fa rinascere dall'alto [di nuovo].

Possediamo il verbale del processo che un governatore romano, Rustico, intentò contro un giovane cristiano, Gerace. "Dove sono i tuoi genitori?", chiese il giudice. Ed il martire rispose: "Nostro vero padre è Cristo, e nostra madre è la fede in Lui". Per i primi cristiani, la fede, in quanto incontro con Dio che si rivela in Cristo, era una "madre" perché li faceva venire alla luce, generava in essi la vita divina [cfr. Francesco, Lett. Enc, Lumen fidei 5].

 

2. Alla luce di questa parola di Gesù, comprendiamo perché la Chiesa, e noi in essa, ha una grande venerazione per i Santi.

I Santi sono le persone che "sono rinate dall'alto", e pertanto suscitano in noi un'attrazione più profonda e più coinvolgente verso il Cristo, la sorgente della vita nuova.

I Santi indicano la via della nostra rinascita, e ci fanno pregustare la pienezza del nostro essere quando diventa pienamente "immagine e somiglianza di Dio". La sorgente non è il torrente, ma questo nasce continuamente da esso. Se beviamo l'acqua del torrente, beviamo l'acqua della sorgente. I Santi lasciano scorrere in se stessi e attraverso se stessi l'acqua della vita nuova che viene dalla Sorgente. E la Sorgente è il costato aperto del Cristo Crocefisso, dalla quale esce sangue ed acqua. Attraverso i Santi noi sentiamo lo sgorgare dell'acqua dalla sorgente; e ci ricordano che dobbiamo cercare la sorgente.

Cari fratelli e sorelle, S. Agostino ha scritto pagine meritatamente famose su un rischio che corre la parola umana: il rischio di non dire niente; di essere aria che esce dalla bocca senza comunicare nulla a chi ci ascolta. Gesù è stato molto severo al riguardo: ci chiederà conto di ogni parola vuota di senso.

Ci sono due "luoghi" dove questo rischio è superato: nella Liturgia della Chiesa, che custodisce la verità del dire; nella vita dei Santi, perché la loro parola trasmette l'esperienza di un incontro, l'incontro col Signore.

Una sera mi trovavo a cena da S. Giovanni Paolo II. A causa di una profonda preoccupazione che traspariva dal suo volto, non mangiò nulla. Mentre lo accompagnavo nel suo studio privato, ebbi il coraggio di dire: "perché non avete mangiato? La Chiesa ha bisogno di voi". Egli si fermò e mi guardò con uno sguardo molto severo, e mi disse: "morto un Papa, se ne fa subito un altro. La Chiesa ha bisogno solo dei Santi. Non dimenticarlo mai!".

 

3. Noi siamo raccolti questa sera per ringraziare il Signore di averci dato due Santi:

S. Giovanni XXIII e S. Giovanni Paolo II.

Non è questo il momento di tracciare il loro ritratto spirituale. Ci basti un'indicazione per ciascuno di essi.

La via attraverso la quale il Signore risorto mediante Giovanni XXIII ha richiamato tutta la Chiesa a ricercare la Sorgente che fa "rinascere dall'alto [di nuovo]", è stato il Concilio Vaticano II.

Come il Santo ci ha indicato la Sorgente del rinnovamento? Attraverso un atto di pura obbedienza allo Spirito Santo, di fronte al dubbio anche di alti responsabili del governo della Chiesa. Attraverso l'obbedienza del Santo, la Chiesa ha sentito la voce dello Spirito che le diceva: "dovete rinascere dall'alto". Ed il Concilio fu il grande evento di rinascita.

Cari fratelli e sorelle, come S. Giovanni Paolo II ci indicò la via della rinascita, il luogo dove nella "selva oscura" dell'affaccendarsi umano si trova la sorgente? Egli lo ha fatto guardando a Cristo redentore come la verità dell'uomo, e guardando l'uomo come il mendicante di Cristo. Giovanni Paolo II portava in sé e su di sé l'uomo che si sforza verso Dio e nello stesso tempo era immerso nel mistero di un Dio che ha misericordia dell'uomo fino ad assumerne natura e condizione.

 

O Signore, grazie di averci donato questi due Santi. Non privare mai la Chiesa dei tuoi Santi. Non permettere che siamo così sordi da non ascoltare in essi lo sgorgare della vita nuova dal tuo costato aperto. Amen.