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Festa di Santo Stefano protomartire
Cripta della Cattedrale di San Pietro, 26 dicembre 2007


1. Cari fratelli diaconi permanenti, siete fortunati ad avere come vostro patrono e modello S. Stefano. Egli è un santo a misura dei nostri tempi. Che cosa infatti chiedono alla Chiesa i nostri tempi? Lo ha detto varie volte il nostro S. Padre Benedetto XVI: che si ricostruisca una vera amicizia fra la fede e la ragione, e che questa amicizia generi una grande testimonianza di carità. Cioè: chiedono una grande testimonianza di fede, una grande testimonianza di carità. Le pagine che parlano di Stefano lo presentano modello di questa duplice testimonianza.

Quando gli Apostoli cercarono collaboratori e trovarono anche Stefano, egli trasse da loro proprio ciò che era la sostanza del servizio apostolico: dare testimonianza a Cristo. Che cosa significa? Che Stefano parlava di Gesù con intima convinzione, pubblicamente davanti al popolo ed alle autorità parlava della vita di Gesù, ma soprattutto del suo mistero pasquale e della sua glorificazione.

La parola di Dio ci rivela quale era in Stefano la sorgente da cui sgorgava la sua testimonianza: "pieno di Spirito Santo". Nel Vangelo di Giovanni Gesù lega strettamente la missione dello Spirito Santo colla testimonianza dei discepoli: "quando verrà il Consolatore che io vi manderò dal Padre, lo Spirito di verità che procede dal Padre, egli mi renderà testimonianza; ed anche voi mi renderete testimonianza, perché siete stati con me fin dal principio" [Gv 15,26-27]. La testimonianza del discepolo è la manifestazione esterna della parola interiore che lo Spirito dice al discepolo: "ille cordibus vestris inspirando, vos vocibus vestris sonando" scrive stupendamente S. Agostino [In Ioann. Tract. 92].

La parola di Dio non ci rivela solo la sorgente intima della testimonianza di Stefano; ne richiama anche la caratteristica principale: "pieno di … potenza". Usa un termine assai significativo: "dunamis". La stessa forza che si manifesta in tutta l’opera di Gesù ora è presente nel suo discepolo.

La potenza presente in Stefano e nella sua testimonianza raggiunge il vertice proprio nel momento in cui muore. Egli muore perdonando e chiedendo perdono per chi lo uccideva. L’amore si rivelò essere l’impasto della sua vita. Risultò essere più potente dell’odio; più potente perfino della morte: moriva rendendo amore a chi lo uccideva. E questa potenza è davvero invincibile. Il martirio di Stefano genera il più grande testimone di Cristo di tutti i tempi: l’apostolo Paolo.

Miei cari fratelli, vedete che in Stefano testimonianza di fede che rende ragione delle sue convinzioni ed opera della carità sono due dimensioni della stessa esperienza.

2. Vi dicevo che Stefano è un santo a misura del nostro tempo. Miei cari fratelli, è questo un punto di fondamentale importanza.

Voi sapete il posto privilegiato che i martiri hanno sempre avuto nel culto cristiano, nella coscienza dei cristiani. È guardando soprattutto ai martiri che i discepoli del Signore hanno preso coscienza della loro identità. La tradizione dei martiri è fondamentale per la Chiesa, ed anche noi siamo appena usciti dal "secolo dei martiri". Essere cristiano significa credere; credere significa ritenere vero; ritenere vero significa essere dei confessori. E questa serie di equivalenze struttura un rapporto interpersonale nella Chiesa: è la mia persona che crede alla persona di Gesù, nella comunione che è la Chiesa.

Ma questa definizione di cristiano si radica nella stessa definizione di uomo. L’uomo è se stesso nel rapporto colla verità, cioè nell’aspirazione alla verità e nella ricerca della verità. E quando la raggiunge, la dignità e la libertà dell’uomo consiste nel sottomettersi alla verità conosciuta, nel dirla e nel testimoniarla anche pubblicamente. Il tentativo di rinchiudere la fede nel recinto del privato a cui ogni giorno assistiamo, non è solo contro la fede ma anche e prima è contro la dignità della persona. Chiedere ad un uomo questo equivale a chiedergli di rinunciare ad essere se stesso.

Problemi gravi che ci affaticano quotidianamente e dietro ai quali sta anche la figura, la vita ed il martirio di Stefano.

Siate fieri di avere fra le vostre file un così grande fratello. Pregatelo perché vi ottenga dallo Spirito di essere pieni di potenza: la potenza dell’amore.