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Domenica XXI per Annum (B)
Ronca, 26 agosto 2012


1. Cari fratelli e sorelle, la domanda fatta da Gesù ai suoi amici - "forse anche voi volete andarvene?" - risuona con particolare drammaticità ai nostri orecchi. Non è più possibile oggi essere cristiani senza avere mai deciso di diventarlo. Anche se siamo stati battezzati da bambini. Non è più possibile, perché ciò che ci aiutava ad essere discepoli del Signore, la grande tradizione cristiana intesa come modo di pensare, di valutare, e di vivere, è andata dissolvendosi.

La decisione libera e personale di diventare ed essere discepoli del Signore, è ciò che Gesù chiama la fede: "ma vi sono alcuni fra voi che non credono", dice il Signore quando vede che "molti dei suoi discepoli si tirarono indietro".

Che cosa è dunque la fede? Che cosa significa credere? Diciamo subito che essa è un "modo di considerare Gesù". Fate bene attenzione, cari amici. Quando parliamo di fede, siamo portati a pensare che si tratti di una dottrina religiosa, di un insieme di comandamenti da rispettare, di un insieme di riti da celebrare. No, cari fratelli e sorelle! La fede è riconoscere che Gesù è il Figlio di Dio, morto e risorto per noi. Avete sentito che Gesù ha proprio messo i suoi uditori di fronte al "centro" della fede: "se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dove era prima?". È questa la nostra fede: Gesù è Dio che fattosi uomo, attraverso la croce, ritorna nella gloria divina che gli apparteneva.

Questo modo di "vedere Gesù" non rientra nelle nostre capacità. Ascoltiamo ancora il Signore: "È lo Spirito che dà la vita; la carne non giova a nulla". Nel linguaggio biblico, spirito-carne non denotano due parti della nostra persona, ma due modi di vivere. La "carne" è l’uomo lasciato a se stesso e al limite delle sue capacità naturali; lo "Spirito" è la potenza, la grazia divina che illumina l’uomo, e gli consente di capire il senso profondo delle parole di Gesù, e di conoscere la sua passione. Mi spiego con un esempio.

Mediante strumenti tecnici – radiografia, TAC, ecografia – i medici oggi vedono nell’ammalato cose che prima non potevano vedere. La loro capacità visiva è stata elevata. In maniera analoga avviene così con la fede. Essa eleva la nostra capacità di comprendere, e ci dona una comprensione nuova e più profonda di tutta la realtà. È dunque una capacitazione delle nostre facoltà spirituali, donataci dal Padre: "nessuno può venire a me se non gli è concesso dal Padre mio".

In che modo Dio ci dona la fede? Quando Gesù dice ai suoi se volevano anch’essi abbandonarlo, Pietro rispose: "Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna".

Pietro era stato attratto da Gesù in un modo così profondo, così potente, che non riusciva più a staccarsi da Lui. Che cosa lo attraeva verso Gesù? Ciò che diceva, le sue parole. Egli diceva cose che corrispondevano così profondamente alle attese e ai desideri del suo cuore, che Pietro non voleva più andarsene. È questa intima attrazione che l’uomo sente nel suo cuore, il segno della grazia di Dio. La vera fede infatti è l’adesione senza riserve a Colui le cui parole promettono e comunicano la vita eterna, una vita cioè piena di significato, vera ed incorruttibile.

2. Cari fratelli e sorelle, avete desiderato ricordare con particolare solennità l’80° anniversario della Dedicazione di questa Chiesa.

Voi sapete bene che cosa significa "dedicazione". Significa che questo luogo è stato deputato ad avere in sé la presenza del Signore; alla celebrazione dei Santi Sacramenti; alla predicazione ed ascolto della Parola di Dio. È dunque il luogo che vi assicura la salvezza, dove sgorgano le sorgenti della salvezza.

È il luogo più degno fra le vostre case, poiché dove c’è il Signore, c’è il centro del mondo. E voi lo avete ben capito in questi anni. Lo avete conservato con grande cura; avete sentito che esso è il punto di riferimento essenziale della vostra comunità.

Continuate, cari fratelli e sorelle. La Chiesa-edificio è il simbolo della Chiesa-comunità di Cristo. Dite con Pietro: "Signore, da Te noi non ci allontaneremo mai, perché Tu solo hai parole di vita eterna". Amen.