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Dedicazione della chiesa parrocchiale
Bondanello, 25 maggio 2008


1. "Ma è proprio vero che Dio abita sulla terra? Ecco i cieli e i cieli dei cieli non possono contenerti, tanto meno questa casa che io ho costruita". Cari fratelli e sorelle, la domanda del re Salomone nasce dal bisogno che ogni uomo sente di avere vicino il Signore – che Dio abiti sulla terra -, e dalla consapevolezza dell’infinita trascendenza di Dio – i cieli e i cieli dei cieli non possono contenerlo.

L’uomo ha bisogno di conoscere il Signore "non per sentito dire", ma di sperimentarne la vicinanza. È a causa di questo che l’insidia della magia ha sempre accompagnato la storia umana; e la magia è il tentativo di disporre di Dio.

Ma Salomone può continuare la sua preghiera colla confidenza che essa non è un grido lanciato nel vuoto, poiché Dio ha parlato all’uomo. "Siano aperti i tuoi occhi notte e giorno verso questa casa, verso il luogo di cui hai detto: lì sarà il mio nome". È Dio che ha preso l’iniziativa di essere presente in un luogo preciso. L’abitazione di Dio sulla terra è assicurata perché Dio ha deciso di venirvi a dimorare. Non l’uomo è salito al cielo, ma Dio è disceso sulla terra: "lì sarà il mio nome".

In realtà le parole di Salomone sono una profezia: esse preannunciano un evento che si compirà "quando verrà la pienezza del tempo".

Gesù dirà ai giudei: "distruggete questo tempio e in tre giorni io lo farò risorgere" [Gv 2,19]. E l’evangelista ci avverte che parlava del suo corpo. Dio si rende presente là dove è il Corpo di Cristo. Nel prologo al suo Vangelo Giovanni infatti scrive: "e il Verbo si fece carne e ha posto la sua dimora fra noi" [Gv 1,14].

Di quale presenza si tratti è spiegato dalla pagina evangelica appena proclamata. "Lì sarà il mio nome", aveva detto il Signore ad Israele parlando del tempio di Gerusalemme. "Oggi la salvezza è entrata in questa casa", dice Gesù a Zaccheo e ai farisei. Là dove è Gesù, ivi è presente ed è in atto la cura che Dio si prende dell’uomo; ivi la benedizione fatta ad Abramo ed alla sua discendenza investe ogni uomo che incontra Cristo nella fede. Il desiderio dell’uomo di sentire la vicinanza ed il calore di un Amore incondizionato e non misurato dalla giustizia dell’uomo, si è imprevedibilmente compiuto. L’uomo può sedersi a tavola con Dio stesso.

2. Gesù ha detto dunque che il luogo della presenza di Dio è il suo corpo, il vero tempio. Cari fratelli e sorelle, ascoltiamo ora quanto ci dice l’apostolo Pietro: "stringendovi al Signore, pietra viva, rigettata dagli uomini, ma scelta e preziosa davanti a Dio, anche voi venite impiegati come pietre vive per la costruzione di un edificio santo". La vostra carità voglia prestare molta attenzione al mistero di cui vi sto per parlare.

Il Corpo di Cristo, presenza di Dio in mezzo a noi, è il Corpo fisico di Gesù, sacramentalmente ma realmente presente in questo luogo.

Il Corpo di Cristo è anche Gesù il capo e noi sue membra; il Corpo del Cristo totale: Lui e noi, che con Lui formiamo come una sola persona mistica. È questo Corpo mistico di Cristo la dimora di Dio su questa terra. L’apostolo Paolo lo insegna esplicitamente, scrivendo ai Corinzi: "non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? … santo è il tempio di Dio che siete voi" [1Cor 3,16-17]. Fondati su Cristo noi formiamo il vero tempio di Dio, il luogo della sua presenza.

"Pertanto, come questo edificio visibile è stato costruito per radunarci visibilmente, così quell’edificio, che siamo noi stessi, è costruito per Dio, che vi abiterà spiritualmente" [Agostino, Discorso 337,2; NBA XXXIII, 961].

Cari fratelli e sorelle, potete ora capire perché dedichiamo con tanta solennità questo edificio. Per due ragioni.

Esso è il luogo della presenza di Dio in mezzo alle vostre case, perché in esso è realmente presente il Corpo di Cristo nell’Eucarestia, e in questo luogo vi sarà dato di sedervi a tavola con Lui.

Esso è il segno visibile del Corpo mistico di Cristo, Cristo capo e voi sue membra, vero tempio in cui abita lo Spirito di Dio. "Voi siete la stirpe eletta, il sacerdozio regale, la nazione santa".

Voi potete vedere la bellezza e lo splendore di questo tempio materiale. Ma soprattutto non offuscate mai la bellezza e lo splendore del tempio di Dio che siete voi. Siano sempre offerti nel tempio che siete voi "sacrifici spirituali graditi a Dio per mezzo di Gesù Cristo". Il sacrificio spirituale di una fede integra, di una perseverante speranza, e di una operosa carità.

Risplenda sempre nel tempio che siete voi lo splendore delle vergini consacrate, la bellezza dell’unione fedele degli sposi, il fuoco dello zelo pastorale dei vostri sacerdoti, la generosa dedizione a Cristo dei vostri giovani, la serena pace dei vostri anziani, il gioioso grido dei vostri bambini. Amen.