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DEDICAZIONE CHIESA PARROCHIALE
Pegola, 24 ottobre 2010


1. "Fratelli, … voi vi siete accostati al monte Sion e alla città di Dio". Cari amici, queste semplici parole narrano il finale di una vicenda, di una ricerca che accompagna tutta la storia dell’umanità.

Da quando esiste, l’uomo porta dentro al suo cuore il desiderio naturale di "vedere il volto di Dio", di potersi accostare al Signore. Il segno e l’espressione di questa ricerca è la religione: un insieme di riti, di sacrifici, di pratiche per entrare in un rapporto amichevole col Mistero. Ma questo tentativo è descritto da S. Paolo come una ricerca "fatta a tentoni"; in fondo una ricerca vana, poiché Dio "abita una luce inaccessibile, che nessuno ha mai visto né può vedere" [1Tim 6,16].

È Dio stesso allora che ha preso l’iniziativa di uscire dalla sua "luce inaccessibile"; di rivolgere la sua Parola all’uomo; di condividere anzi con l’uomo la sua stessa vita. Questa iniziativa è Gesù, il Figlio unigenito che si è fatto uomo: "Dio nessuno l’ha mai visto: proprio il Figlio unigenito che è nel seno del Padre, lui lo ha rivelato" [Gv 1,8]. "Fratelli … voi vi siete accostati al monte Sion, alla città del Dio vivente", perché uniti a Gesù mediante il santo Battesimo, entrate con Lui nella "casa di Dio", nella sua stessa famiglia. In che modo?

È stato mediante la sua morte sulla croce, col sacrificio della Croce e la sua Risurrezione che Gesù è entrato colla sua umanità nel santuario di Dio: ha introdotto la sua umanità nella luce inaccessibile in cui abita Dio stesso. Nella sua umanità Gesù era la nostra primizia: in Lui, e per mezzo di Lui entriamo anche noi nella Luce inaccessibile. Ogni volta che celebriamo l’Eucarestia, ci è data la possibilità di unirci con Cristo che morendo e risorgendo, entra nel Santuario celeste.

L’apostolo Pietro perciò ci esorta: "stringendovi a Lui pietra viva, rigettata dagli uomini ma scelta e preziosa davanti a Dio, anche voi venite impiegati come pietre vive … per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio per mezzo di Gesù Cristo" [1Pt 2,4-5].

Cari fratelli e sorelle, vedete quale grande amore Dio ci ha donato! Mediante la celebrazione eucaristica "voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio" [Ef 2,19]. La casa di Dio è la nostra casa.

La profezia che Gesù fa alla donna samaritana, come abbiamo sentito nel Vangelo, si è compiuta e si compie ogni domenica in questo luogo: voi adorate Dio "in spirito e verità". Cioè: illuminati dalla parola di Gesù, in Lui che è la Verità, voi rendete il culto gradito al Padre mossi dallo Spirito Santo.

2. Fra poco, cari fratelli e sorelle, inizieremo il solenne rito della Dedicazione della vostra Chiesa. Dedicazione significa che da oggi in poi questo luogo non potrà più essere adibito che alla celebrazione dei santi sacramenti, in primo luogo dell’Eucaristia.

Tutto ciò che ho detto prima si compie in questo luogo. È in questo luogo che voi "adorerete il Padre in spirito e verità". È in questo luogo che vi sarà dato di entrare nella "luce inaccessibile in cui abita Dio". È in questo luogo che voi "come pietre vive vi stringerete a Cristo per offrire" "i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio" in unione col Corpo di Cristo offerto su questo altare.

Questo dunque è un luogo santo e le sue mura saranno unte col sacro Crisma: abbiatene cura e rispetto. È la dimora di Dio fra di voi, e dei suoi santi angeli.

"Il Signore ha scelto e santificato questo tempio, perché la sua presenza vi resti sempre" [cfr. 2 Cor 7,16]. Amen.