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Dedicazione della Cattedrale
Cattedrale, 23 ottobre 2014


Carissimi fratelli sacerdoti, l’annuale celebrazione della Dedicazione della nostra Cattedrale è evento di grazia per il nostro presbiterio. Essa è grazia di luce, per vivere più profondamente il mistero della Chiesa. Vorrei offrirvi alcune brevi riflessioni al riguardo.

 

1. Le tre letture hanno un tema comune: la presenza di Dio in mezzo agli uomini. E’ una presenza che riempie di stupore e di confidenza il cuore di Salomone, come di ogni uomo. E’ una presenza che nella Nuova Alleanza ha acquistato il carattere di una vicinanza, che si riveste di umiltà e "svuota se stessa della sua gloria divina". E’ una presenza che esige una grande santità.

Tutto questo poiché la presenza di Dio fra gli uomini è il corpo risuscitato del Signore, eucaristicamente sempre presente nella Chiesa. E’ attraverso di esso che noi possiamo accostarci "alla città del Dio vivente, alla Gerusalemme celeste e a miriadi di angeli, all’adunanza festosa e all’assemblea dei primogeniti inscritti nei cieli, al Dio di tutti".

La Chiesa è il sacramento della presenza di Dio in Cristo fra gli uomini. E’ questa verità di fede che oggi la Dedicazione della nostra Cattedrale ci ridona nello splendore e nell’efficacia dell’azione liturgica.

Quando noi parliamo di "sacramento" – voi lo sapete bene – parliamo di un "vincolo sensibile di due mondi", il quale ha due proprietà. Essendo segno di un’altra realtà, va trasceso. La seconda è che non potremo mai trascenderlo definitivamente, poiché è sempre per suo tramite che noi possiamo giungere alla realtà. E’ questa la Chiesa!

Essa è la Chiesa particolare; è questa nostra Chiesa che è il sacramento della presenza di Dio in mezzo al nostro popolo. E’ in essa che vive ed opera la potenza vivificatrice del corpo risorto del Signore.

In questa prospettiva comprendiamo il significato teologico ed il valore spirituale dell’incardinazione. L’essenziale dimensione ecclesiale del nostro mistero, intrinseca alla nostra relazione fondante con Cristo, si concretizza sempre dentro la Chiesa particolare. In questa appartenenza ciascuno di noi attinge la comprensione più vera del suo ministero sacerdotale, ed i criteri di discernimento del suo servizio pastorale.

La celebrazione della Dedicazione della Cattedrale è l’espressione di questo mistero della Chiesa particolare, della Chiesa di Dio in Bologna; è presa di coscienza dell’inserimento in essa del nostro ministero; è correzione, qualora fosse necessario, di altre referenze, se ritenute più fondamentali ed esistenzialmente più importanti di questa.

 

2. Quanto ho detto sopra, genera nel presbiterio, ed ancora di più nel Vescovo, uno stile di vita, un ethos sacerdotale. Mi accontento di ricordarvene brevemente alcuni "fondamentali".

La dedicazione amorosa a questa Chiesa; la consapevolezza che il ministero presbiterale è un ministero collegiale "cum Episcopo et sub Episcopo": ogni fuga od improvvisazione individualistica può piacere a se stessi, ma non edifica; il discernimento pastorale, poiché la nostra missione si svolge nelle concrete situazioni storiche di questa Chiesa.

Haec est arca continens manna delicatum

Haec sancti sacrarium spiritus sacratum!

 

Così canta un antico inno liturgico: "Ma è proprio vero che così Dio abita sulla terra?" si chiese Salomone. Il Verbo di Dio è disceso nel grembo di una Vergine, ed oggi una Vergine sposa ne custodisce ancora la presenza: è questa santa Chiesa di Dio in Bologna.