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Solenne celebrazione dei Vespri in occasione dell’ingresso ufficiale in Basilica della nuova comunità di monaci benedettini di Pouso Alegre
Basilica di Santo Stefano, 23 giugno 2013


Cari fratelli e sorelle, non è retorico dire che siamo compiendo un’azione grandiosa. Stiamo infatti lodando il Signore, pregustando in questi primi vespri la solennità della nascita del Precursore di Gesù. E dentro all’atto liturgico poniamo l’inizio solenne e pubblico della comunità benedettina brasiliana nella nostra città ed in questo luogo, splendido per arte, storia, e devozione.

1. La persona e la missione di Giovanni sono veramente singolari. Ogni volta che parla di se stesso, nega di avere un’identità propria: "io non sono", ci ha appena detto.

Giovanni ha la coscienza di essere se stesso solo in relazione, in ordine ad un altro: Gesù. Il senso della sua vita, la ragione del suo esserci è semplicemente di preparare la strada fra gli uomini ad un altro. Questa consapevolezza lo porta a vivere in una profondissima umiltà: "ecco, viene dopo di me uno, al quale io non sono degno di sciogliere i sandali". La consistenza della sua persona Giovanni la pone nella sua relazione a Cristo.

Quale lezione ci viene data! A noi che pensiamo che la consistenza della nostra persona coincida colla sua autonomia; a noi che abbiamo perduto la consapevolezza di essere legati per nascita da una congenita amicizia; a noi che abbiamo costruito le nostre società come regolamentazione di opposti egoismi; a noi che pensiamo che la città non possa avere altra regola che l’utilità e l’opportunità.

2. Proprio nella luce della solennità del "più grande tra i figli di donna", oggi viene ufficialmente eretta la comunità monastica benedettina, i cui membri sono giunti dalla Chiesa brasiliana.

Mi si presenta subito una considerazione. Quando nel 1492 venne scoperto il Nuovo Mondo, ne cominciò subito l’evangelizzazione. L’apparizione della Madre di Dio a Guadalupe a S. Diego, un indios, genera l’America Latina come soggetto con una sua identità religiosa, culturale, civile. La Chiesa europea, attraverso i grandi ordini religiosi, aveva generato una Chiesa. Ora essa, provata da una tempesta spirituale senza precedenti, viene aiutata dalla sua figlia. Cari amici, stiamo vivendo questo scambio.

Ma vorrei richiamare, brevemente, la vostra attenzione su un altro fatto.

Nel centro della nostra città ogni giorno ci sarà una comunità di uomini che dichiarerà pubblicamente il primato di Dio, attraverso la lode liturgica. Essi, nella fedeltà alla quotidiana celebrazione dell’Eucaristia e della Liturgia delle Ore, continueranno a dirci: Dio prima di tutto; niente sia preferito a Cristo.

Colla preghiera liturgica delle ore, nella nostra città "lo spuntare del giorno fa risuonare il canto del salmo, col canto del salmo risponde il tramonto" [S. Ambrogio, Epl. Ps. I, 9; SAEMO 7, pag. 47].

Cari fratelli, figli di S. Benedetto: da questa sera la coscienza di questa città potrà uscire dalla sua infelicità, se vorrà ascoltare la voce che si udirà in questo luogo. Siete i custodi del Mistero.

Dio prima di tutto e la sua lode; non anteponiamo nulla a Cristo. Amen