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Terza Domenica di Quaresima [Anno A]
Cattedrale, 23 marzo 2014


La pagina evangelica e la prima lettura sono piene di profondi misteri. Il Signore aiuti la mia pochezza, perché possa aiutarvi a scoprirne alcuni.

1. La pagina evangelica, come avete sentito, riporta un lungo dialogo fra Gesù e una donna samaritana. Esso ha come due temi fondamentali: il primo riguarda il dono che Gesù promette alla donna di un’acqua, bevendo la quale non abbiamo più sete; il secondo riguarda il luogo dove possiamo e dobbiamo adorare Dio.

Il primo. E’ una giornata calda; è mezzogiorno; Gesù ha sete e chiede da bere ad una donna, venuta ad attingere acqua dal pozzo presso cui Gesù era seduto. Fermiamoci un momento. In questo inizio del dialogo, Dio in Gesù si fa mendicante di una donna per avere la possibilità di incontrarla e di darle l’acqua che disseta per sempre. Questo è il mistero dell’incarnazione di Dio. Dio, facendosi uno di noi sperimenta tutti i nostri bisogni, per donarci quella pienezza che li soddisfa interamente.

E’ la pienezza simboleggiata dall’acqua donata da Gesù. Di che cosa si parla in realtà? L’acqua di cui parla Gesù è la progressiva rivelazione che Gesù fa della persona, e che lo Spirito Santo imprime nella nostra mente e nel mostro cuore. "Signore" pregava S. Agostino "ci hai fatti per te, ed il nostro cuore è inquieto finché non riposi in Te" [Conf. I, 1]. Immedesimiamoci con quella donna: assetata di amore, come ciascuno di noi, di verità, di bene. Gesù le dice: "ciò che tu cerchi, sono io".

Pensate alla prima lettura. Israele è nel deserto e non trova acqua. E Dio gliela dona. Quante persone vivono oggi nel deserto, e quante forme di deserto vi sono oggi! Vi è il deserto delle solitudini, dell’amore tradito o fallito, il deserto del silenzio di Dio, delle anime che hanno perso il senso della dignità della persona. "Tu batterai sulla roccia: ne uscirà acqua e il popolo berrà". E la roccia era Cristo, dice S. Paolo. Dunque, fratelli e sorelle, non siamo abbandonati nei deserti che ci siamo fatti. Dio ci dona l’acqua della vita, e – come ci insegna l’Apostolo nella seconda lettura– possiamo accostarci a Lui.

Il secondo tema affrontato da Gesù colla Samaritana è proprio questo: dove incontrare Dio? Dove poter avvicinarsi a Lui e parlargli, adorarlo?

Non c’è bisogno, dice Gesù, che tu vada in un luogo particolare piuttosto che in un altro: "i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità". Lo Spirito è la divina persona che ci eleva oltre le nostre umane possibilità; e la Verità è la rivelazione che Dio fa di Se stesso in Gesù. Adorare dunque il Padre in Spirito e Verità significa che lo Spirito Santo ci rende capaci di questa adorazione perché ci unisce a Gesù, ci inserisce in Lui.

2. Cari catecumeni, oggi e nelle due domeniche successive a questa celebreremo con voi il Rito degli Scrutini, cui seguirà l’Esorcismo. Sono riti di grande importanza.

Essi purificheranno il vostro cuore; rettificheranno la vostra volontà così che possiate veramente, come la Samaritana, incontrare Gesù e ricevere da Lui il dono dell’acqua viva. E’ dall’acqua del battesimo vivificata dallo Spirito Santo, che voi sarete rigenerati per una nuova esistenza.