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Dedicazione dell'altare di Molinella
Molinella
19 settembre 2004


1. "In quell’occasione Giosuè costruì un altare al Signore, Dio di Israele … un altare di pietre intatte". Carissimi fedeli, oggi la vostra comunità vive uno dei momenti più significativi del suo cammino di fede: la dedicazione dell’altare.

La verità di questa celebrazione era già stata prefigurata nella dedicazione che Giosuè fece di un altare al Signore sul monte Ebal, come è stato narrato nella prima lettura.

"In quel luogo scrisse sulle pietre una copia della legge di Mosè": l’altare è il luogo dove viene rinnovata l’alleanza fra Dio e il suo popolo. Su queste pietre viene siglato il patto fra voi ed il Signore Iddio.

Che cosa significa entrare nell’alleanza col Signore? Voi fra poco lascerete questa Chiesa; domani riprenderete il vostro quotidiano lavoro; portate dentro al vostro cuore preoccupazioni e speranze. Avendo siglato su questo altare la vostra alleanza col Signore, voi non siete più soli: appartenete al Signore. Egli si è impegnato con voi, a prendersi cura di voi perché la vostra vita quotidiana, il vostro lavoro, il vostro matrimonio e la vostra famiglia, siano sempre custoditi nella loro dignità e nella loro originaria bontà. Questo altare che oggi dedichiamo è il segno perenne di questo legame che si sancisce fra voi e il Signore. Da questo legame nessuno è escluso: "non ci fu parola … che Giosuè non leggesse davanti a tutta l’Assemblea d’Israele, comprese le donne, i fanciulli e i forestieri che soggiornano in mezzo a loro".

Ma come in ogni patto, anche nel patto fra Dio e l’uomo, se ne debbono rispettare le clausole, le condizioni. La legge dell’Alleanza è la legge che Dio ha dato a Mosè. Essa viene scritta sulle pietre perché se ne custodisca perpetua memoria.

2. "Il calice della benedizione che noi benediciamo, non è forse comunione con il sangue di Cristo?". Carissimi, quanto era stato prefigurato da Giosuè ora si realizza in mezzo a voi in tutta verità. Sull’altare della prima alleanza "vi si sacrificarono sopra olocausti e si offrirono sacrifici di comunione"; sull’altare della nuova alleanza, su questo altare, è il Corpo di Cristo che viene offerto, è il Sangue di Cristo che viene effuso per la remissione dei peccati. È in Cristo che su questo altare viene ogni giorno rinnovata l’alleanza fra voi e il Padre ricco di grazia e di misericordia. E voi entrare dentro a questa alleanza, comunicando al Corpo e al Sangue di Cristo: il vostro altare è anche la "mensa del Signore", dove voi nutrite la vostra persona di un cibo che non perisce, ma dura per la vita eterna.

Ma anche la nuova alleanza che voi siglate con Dio in Cristo sopra questo altare diventa poi una esigenza: ha la sua clausola. Quale? L’apostolo Paolo è assai chiaro al riguardo: "non potete partecipare alla mensa del Signore e alla mensa dei demoni". L’appartenenza al Signore significata e realizzata attorno a questa mensa esige una fedeltà assoluta a Lui; non possiamo spartire la nostra persona con altri alleati.

Il richiamo dell’apostolo è oggi particolarmente urgente, in una cultura dove l’esclusività dell’appartenenza a Cristo è giudicata intolleranza, la serietà nella sua sequela integralismo, l’ortodossia nella fede disprezzo delle altre religioni. Vogliono incamminarci ad onorare Dio dentro ad un generico quanto confuso pantheon di tutte le visioni religiose anche se in contrasto obiettivo fra loro. A chi si muove secondo queste direttive, l’apostolo dice: "vogliamo provocare la gelosia del Signore? siamo forse più forti di Lui".

3. "I veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: perché il Padre cerca tali adoratori". Come avete sentito, Giosuè scrisse la legge dell’alleanza sulle pietre. La legge dell’appartenenza esclusiva a Cristo è scritta invece dallo Spirito Santo nei nostri cuori. È un’appartenenza non costretta, non dovuta a consuetudine: è una scelta libera che lo Spirito Santo suscita nei nostri cuori dandoci l’esperienza che Cristo è la verità, è la vita: è tutto.

Ed allora accade un avvenimento stupendo, l’avvenimento che sta accadendo ora in mezzo a noi: noi siamo i veri adoratori del Padre perché lo adoriamo "in spirito e verità", cioè guidati dallo Spirito Santo che ci unisce a Cristo e ci inserisce in Lui.

Attorno a questo altare continui a risuonare la voce di lode che il Padre cerca: "per Cristo, con Cristo, in Cristo, a te Dio Padre onnipotente, nell’unità dello Spirito Santo, ogni onore e gloria per tutti i secoli del secoli".