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Ordinazione di tre nuovi presbiteri
Cattedrale di S. Pietro
17 settembre 2005


1. "I miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie". Carissimi fratelli e sorelle, ciò che sta accadendo sotto i vostri occhi mostra quanto siano vere le parole del profeta. Che cosa sta accadendo? Dio sta depositando un tesoro incomparabile dentro vasi di creta. Il tesoro incomparabile del ministero apostolico attraverso il quale transita la salvezza eterna dell’uomo, viene affidato ad uomini fragili: un tesoro dentro vasi di creta. L’atto con cui il Signore Iddio ha creato l’intero universo è meno grande dell’atto con cui il peccatore è perdonato, l’empio è giustificato. Eppure il Signore Iddio vuole compiere questo atto mediante gli uomini nei quali mediante l’imposizione delle mani lo Spirito dimora.

"Cercate il Signore, mentre si fa trovare, invocatelo, mentre è vicino". Ma come, non è una contraddizione? se ci è stato detto che le vie del Signore sovrastano le nostre vie quanto il cielo sovrasta la terra, come ora si afferma la sua vicinanza? Carissimi fedeli, noi stiamo celebrando precisamente il mistero della vicinanza di Dio all’uomo. Coll’imposizione delle mani Alessandro, Federico e Giovanni da questa sera saranno il sacramento della vicinanza di Dio a ciascun uomo. Mediante il ministero apostolico infatti viene detta all’uomo la parola di Dio; viene reso presente Cristo nell’Eucarestia; vengono mostrare le vie del Signore. Dio si fa vicino all’uomo, e pertanto l’uomo può avere accesso al Mistero, accostarsi al trono della grazia.

2. La collocazione di queste tre persone fra Dio e l’uomo è dovuta al fatto che essi, in forza del sacramento che tra poco riceveranno, da questa sera fungeranno da ambasciatori per Cristo [cfr. 2Cor 5,20]. Dio infatti si è fatto vicino all’uomo in Cristo ed è in Lui che ha riconciliato a sé il mondo, non imputando agli uomini le loro colpe [cfr. ivi, v.19]. È in Cristo che il Mistero si è fatto visibile, udibile, tangibile [cfr. 1Gv 1,1ss]. Questa sera Alessandro, Federico e Giovanni saranno inseriti e come radicati dentro alla mediazione di Cristo, così che essa possa raggiungere anche gli uomini di oggi.

La loro intima condizione spirituale è da questa sera mutata. Essi da questa sera dicono in tutta verità con l’Apostolo: "per me … il vivere è Cristo". Il senso intero della loro vita coincide colla loro missione; essi esistono esclusivamente in ragione della loro missione: "essere di aiuto a voi tutti, per il progresso e la gioia della vostra fede".

Lo Spirito Santo scenderà su di loro perché per loro il vivere sia Cristo; perché siano il segno vivente di Cristo in mezzo a noi. Vicini all’uomo come lo fu Cristo; capaci di appassionarsi al destino dell’uomo come si è appassionato Cristo; consapevoli dell’incomparabile dignità di ogni persona umana, come lo fu Cristo, che non esitò a donare la sua vita sulla Croce per ciascuno di noi.

Vasi di creta, da questa sera siete depositari e custodi del più grande tesoro che l’universo possegga: la persona umana.

3. "Il Regno dei cieli è simile ad un padrone di casa …". La pagina evangelica esprime in maniera sconcertante la ragione ultima del sacerdozio di Alessandro, Federico e Giovanni; il contenuto fondamentale della loro predicazione; il Mistero cui da questa sera è definitivamente affidata la loro persona. Quale Mistero?

Dio è nei nostri confronti pura grazia, smisurata misericordia, gratuito amore. Nei nostri confronti non agisce rispettando il principio – umano! – della rigorosa corrispondenza fra paga e lavoro, ma secondo il principio del puro amore che dona senza badare se lo meriti.

Chi non capisce questo ha una sorte terribile: "prendi il tuo e vattene". È allontanato da Dio; non può entrare nella sua Alleanza perché non può entrare nel modo divino di pensare.

Carissimi Alessandro, Federico e Giovanni, ciò di cui l’uomo ha un urgente, supremo bisogno è di sapere e sentire che questo è il Mistero che si è fatto vicino, che è entrato dentro la nostra storia: un Mistero di amore e di misericordia. Il fondo della realtà non è indecifrabile oscurità; non è una grande domanda senza risposta: è un Amore infinito che accoglie chiunque a Lui si rivolge. È il dono che il Padre ha fatto di Cristo. È attraverso di voi che questo dono viene offerto ad ogni uomo che al vostro sacerdozio chiederà pace, perdono e salvezza.