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Giornata Mondiale della Gioventù
Madrid, 17 agosto 2011


1. La narrazione evangelica, cari giovani, ci istruisce circa il modo con cui Gesù è presente, è realmente vicino a noi, anche se non lo vediamo visibilmente.

Dopo la prima moltiplicazione dei pani, il Signore "ordinò ai discepoli di salire sulla barca e di precederlo sull’altra sponda". Egli frattanto, "congedata la folla, salì sul monte, solo a pregare". Dunque, i discepoli sulla barca sono soli; e vengono anche sorpresi da una bufera tale che rischiavano di affondare.

Gli apostoli forse avranno pensato: "ma perché non è venuto con noi? perché ci ha lasciati soli?". In realtà Gesù pregando, era in colloquio col Padre: era presso, era con il Padre. E quindi li vede, e pertanto "verso la fine della notte, egli venne verso di loro, camminando sulle acque".

Cari giovani, Gesù salendo al Padre non ci ha abbandonati. Essendo col Padre, Egli ci vede; in qualunque momento può essere chiamato, perché salga sulla nostra barca, durante la traversata che è la nostra vita, soprattutto quando essa è "agitata dalle onde a causa del vento contrario".

Questa intima certezza, Gesù è con noi, finisce nel nostro cuore se abbiamo fede, se siamo "saldi nella fede". L’episodio di Pietro ci insegna che cosa significa credere, più precisamente essere "saldi nella fede".

Egli "si mise a camminare sulle acque", fidandosi della parola di Gesù: "vieni". Anche noi, sulle acque torbide ed instabili di una cultura che ci insegna ogni giorno che non c’è nulla di stabile e di permanente perché non esiste verità, abbiamo deciso di seguire Gesù.

Ma che cosa succede a Pietro, dopo i primi passi? "per la violenza del vento, si impaurì" e cominciò ad affondare. Che cosa può succedere a noi? Per la forza con cui la cultura del relativismo in cui siamo immersi cerca di dominarci, cominciamo a dubitare della bontà della scelta di seguire Gesù, cominciamo ad affondare: ma è proprio vero che la castità è meglio che l’uso sregolato della propria sessualità? Ma è proprio vero che l’omosessualità ha la stessa preziosità etica che l’esercizio coniugale della sessualità? Ma è proprio vero che una vita donata è più bella che una vita vissuta per sé? E cominci ad affondare.

Che cosa fa Pietro? "gridò: Signore salvami". È la fede che si riprende. "E subito Gesù stese la mano, lo afferrò e gli disse: uomo di poca fede, perché hai dubitato?".

Anche tu, nei momenti in cui cominci ad affondare, devi gridare: "Signore affondo! Stendi la mano, afferrami e riportami sulla barca della Chiesa".

2. Quanto il Signore ci ha insegnato colla narrazione evangelica, la Lettera agli Ebrei lo insegna con una definizione: "la fede è fondamento delle cose sperate, e prova di quelle che non si vedono". Che cosa significa?

La fede è una costante disposizione dell’animo in forza della quale ciò che noi speriamo – l’essere con Gesù per sempre – è già presente in noi in germe, e di ciò quindi che speriamo siamo certi. Il nostro presente è così già abitato da Gesù e dal suo amore per noi.