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CELEBRAZIONI IN ONORE DELLA BEATA VERGINE DI S. LUCA
Domenica 16 maggio
Omelia nell'incontro di ammalati, disabili, anziani con la Madonna di S. Luca


1. "Ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre vi manderà nel mio nome, egli vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che ho detto". Carissimi fratelli e sorelle infermi ed anziani, questa promessa è fatta in modo speciale a ciascuno di voi, poiché ciascuno di voi ha bisogno di consolazione. Non solo di quella umana, ma di una consolazione che vi doni nel cuore la pace: Cristo ha promesso che questo consolatore è lo Spirito Santo, e che ci è donato.

In che modo Egli vi consolerà? "vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che vi ho detto". Lo Spirito Santo diventa il vostro consolatore perché vi fa comprendere, assimilare e gustare la buona novella del Vangelo predicata dagli Apostoli, le parole dette da Gesù.

Carissimi fratelli e sorelle, la buona novella del Vangelo riguarda in primo luogo l’uomo sofferente. Essa infatti nel suo contenuto fondamentale notifica all’uomo che Dio in Cristo si è avvicinato alla sofferenza umana, anzi l’ha presa su di Sé perché l’uomo la potesse vivere degnamente. In che modo?

Ciò che fa soffrire ogni uomo e ogni donna ogni volta che il dolore si abbatte sulla sua vita, non è precisamente la dimensione fisica della sofferenza. È il dubbio che ci prende a riguardo del senso del nostro soffrire. Siamo cioè continuamente insidiati dal dubbio che la nostra sofferenza non abbia un senso: "perché mi è accaduto questo? Che male ho fatto?". Di fronte all’enigma del dolore la nostra povera ragione non vede altre spiegazioni che quella della giustizia: "hai ciò che ti meriti". Ma Gesù ha scardinato questa visione della sofferenza: egli ha sofferto innocentemente e volontariamente.

La sofferenza di Cristo ci ha redenti e chi soffre con Lui partecipa alla sua opera redentrice: compie nella sua carne – direbbe l’Apostolo – ciò che manca alla sofferenza di Cristo per il suo corpo che è la Chiesa [cfr. Col 1,24].

Oggi Cristo vi promette il consolatore, perché vi promette lo Spirito Santo. Egli vi introduce dentro al mistero redentivo di Cristo, facendovi sentire che la vostra sofferenza non è vana.

2. Ma voi siete venuti oggi nella nostra Cattedrale per vivere un momento di preghiera con Maria madre di Gesù. Esattamente come gli apostoli che dopo l’Ascensione al cielo di Gesù si uniscono a Maria per invocare con Lei il dono dello Spirito Santo, il Consolatore.

Ella è stata una donna che ha intimamente partecipato alla sofferenza di Cristo. Testimone della passione e morte del suo Figlio sul Calvario, ne fu partecipe colla sua materna compassione. In Lei il Consolatore ha potuto compiere la sua opera di consolazione, rendendola consapevole che ad un titolo del tutto speciale completava nella sua carne e nel suo cuore quello che mancava ai patimenti di Cristo.

È per questo che Maria può comprendere la condizione di chi soffre per malattia o altre ragioni, e quindi la Chiesa la invoca col titolo "consolatrice degli afflitti". Poniamoci tutti ai suoi piedi per invocare con Lei il dono dello Spirito, la divina consolazione.