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42° Giornata Mondiale per le Vocazioni
Veglia di Preghiera per l’ammissione di 6 seminaristi alla Candidatura presbiterale
Cattedrale di San Pietro
16 aprile 2005


Carissimi candidati,

carissimi fratelli e sorelle,

tutte e tre le letture ci introducono alla comprensione della verità più profonda circa la persona umana: la vocazione. È questo il termine più espressivo della grandezza dell’uomo, come ci insegnano le letture appena proclamate.

***

- La vocazione è l’irruzione del Signore nella vita della persona: "allora Egli comprese che il Signore chiamava il giovinetto". È un avvenimento imprevedibile e quindi molto spesso all’inizio non decifrabile: "in realtà Samuele fino allora non aveva ancora conosciuto il Signore, né gli era stata ancora rivelata la parola del Signore". Ma nello stesso tempo la chiamata del Signore è sentita come perfettamente corrispondente ai desideri più veri e più profondi della propria persona.

L’uomo si pone nell’unica posizione vera e giusta di fronte al Signore: la posizione dell’obbedienza: "Egli disse a Samuele: vattene a dormire e, se ti chiamerà ancora, dirai: parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta".

Chiamata del Signore ed obbedienza dell’uomo: i due fili che tessono la trama dell’esistenza. L’esistenza del chiamato si impregna sempre più della voce di Signore; cresce nella verità e nel bene; diviene sempre più libera perché sempre più obbediente: "mi portò al largo", dice il chiamato con le parole del salmo.

Noi preghiamo questa sera e domani "perché questa parola del Signore non sia rara ai nostri giorni" né ci manchino i profeti che l’accolgano nell’obbedienza.

***

- La Chiesa questa sera chiede in primo luogo a voi candidati di specchiarvi non solo in Samuele ma anche in Paolo. In una pagina autobiografica che si trova nella lettera ai Filippesi, l’Apostolo ci aiuta a meditare su un altro aspetto della vocazione.

La vocazione, la chiamata del Signore opera nella vita del chiamato una rigenerazione della sua umanità: "ma quello che poteva essere per me un guadagno, l’ho considerato una perdita a motivo di Cristo". La vocazione spinge verso una ristrutturazione della persona perché cambia l’orientamento fondamentale: "quello che poteva essere per me un guadagno l’ho considerato una perdita" .

Ma ciò che caratterizza la vocazione cristiana è che questa ristrutturazione non è principalmente un cambiamento del sistema dei valori cui ispirare la vita e le scelte. È l’ingresso di una persona che determina colla sua grandezza, col suo fascino tutto il pensiero, il volere e il sentire. Paolo ha la coscienza di essere stato "conquistato": "io sono stato conquistato da Gesù Cristo". E la risposta del chiamato assume il carattere di un "guadagno". La vita si ristruttura interamente non più sull’obbedienza a una parola, ma sulla compagnia con una Persona. Agostino parla di Cristo come di un incantatore [cfr. Disc 224,2; NBS XXXII/1, pag. 370]: il chiamato è rimasto incantato.

***

- Siamo arrivati alla pagina evangelica: il vertice della rivelazione. La vocazione è l’invito ad andare con Cristo, "dove abita Lui"; a rimanere con Lui; e a dire al fratello: "abbiamo trovato il Messia (che significa il Cristo)" per condurlo a Lui.

Carissimi candidati, è a voi che ora mi rivolgo solamente. Questa sera voi cominciare a vivere pubblicamente, davanti alla Chiesa, la storia di Samuele, di Paolo, di Andrea e Giovanni. Ciò che è accaduto a loro accadrà in ciascuno di voi, se da questa sera vi lascerete docilmente condurre dalla Chiesa. Accanto a voi c’è Eli che vi insegna a discernere la voce del Signore; c’è Giovanni Battista che tiene sempre fisso lo sguardo su Cristo ed ogni giorno vi dice: "eccolo: segui lui".

Ciascuno di voi viva e compia quanto la Liturgia bizantina dice di Andrea: "trovato il culmine di ogni desiderio, che nella sua amorosa compassione per noi si era rivestito della nostra natura, tu, o Andrea di mente divina, ti sei fuso con lui con amore infuocato, gridando al tuo fratello: Abbiamo trovato colui che i profeti nello Spirito hanno annunciato; vieni, lasciamo che la nostra anima e la nostra mente siano affascinate dalle sue bellezze: così illuminati dai suoi fulgori, fugheremo la notte dell’inganno e la tenebra dell’ignoranza, benedicendo Cristo, che elargisce al mondo la grande misericordia".

Trovate in Cristo il culmine di ogni vostro desiderio, lasciate che la vostra anima e la vostra mente sia affascinate dalla sua bellezza, fondendovi con Lui in un amore infuocato.