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S. Messa in preparazione alla Pasqua
per gli studenti, i docenti ed il personale amministrativo dell’Università di Bologna
16 marzo 2005
Cattedrale di S. Pietro


1. "Gesù disse a quei Giudei che avevano creduto in Lui: se rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi". Carissimi fratelli e sorelle, queste parole di Gesù penetrano nel nucleo centrale della nostra vita, perché riguardano il costituirsi del nostro io mediante la libertà. Il rapporto fra verità e libertà è il rapporto decisivo nella vita umana.

Anche a voi, a ciascuno di voi che a titoli diversi fate parte della comunità dell’Università dell’Alma Mater, Cristo questa sera viene vicino e vi dice: "conoscerete la verità e la verità vi farà liberi".

Con queste parole Cristo vi rivela un’esigenza fondamentale del vostro cuore, ed insieme vi dà un grave ammonimento. L’esigenza è quella di un rapporto necessario colla verità come fondamento di un’autentica libertà; l’ammonimento è che non confondiate libertà vera e libertà solo apparente, che non vi accontentiate di essere liberi solo superficialmente. Il punto centrale è il seguente: la verità rende liberi; fuori della verità l’uomo è schiavo. Ma di quale verità Cristo parla? di quale libertà?

La conoscenza della verità caratterizza in un certo senso tutta la vostra presenza nella comunità universitaria: che cosa è infatti l’università se non schola veritatis, dove maestri e discepoli si pongono al suo servizio? Ma Cristo dà questa sera alla parola verità un significato che non esclude certo, ma integra in profondità quello di una conoscenza scientificamente raggiunta.

Verità sulla bocca di Gesù significa rivelazione del Mistero, del progetto divino circa l’uomo. Questa Rivelazione accade nella sua persona, nella sua parola, nella sua intera storia. Rivelando all’uomo il Mistero di Dio, Gesù svela anche all’uomo l’uomo stesso. Pertanto "nel mistero del Verbo incarnato trova vera luce il mistero dell’uomo .. Cristo, proprio rivelando il mistero del Padre e del suo amore svela anche pienamente l’uomo all’uomo" [Cost. past. Gaudium et spes 22,1; EV1/1385]. È di questa verità che Cristo questa sera vi parla, e dice: "solo se tu conoscerai questa verità, tu diventerai libero". Solo se la verità su Dio e su te stesso – quale si manifesta in Cristo – prenderà possesso della tua persona tu sarai libero: "se rimanete fedeli alla mia parola sarete davvero miei discepoli; conoscerete la verità, e la verità vi farà liberi".

Ma di quale libertà Cristo parla? la libertà è un potere incomparabile di costruzione e di distruzione della persona che l’esercita. È capacità di aderire al bene, a tutto il bene, ma nello stesso tempo è misteriosamente inclinata a tradire quest’apertura. È da questa inclinazione della libertà a rinchiudere la persona dentro al proprio egoismo, che Cristo libera la nostra libertà. Questa liberazione accade in noi nella misura in cui la Verità che ci dona Cristo, pervade tutte le dimensione della nostra persona. La conoscenza e l’assimilazione della Verità che è Cristo trasforma l’intima struttura della persona umana perché la colloca nella sua dimora propria: la comunione con il Padre e con ogni uomo. Questa è la "casa dell’uomo" in cui lo schiavo non rimane. "Non cercare una liberazione che ti porti lontano dalla casa del tuo liberatore" ci ammonisce S. Agostino [En. In Ps XCIX,7; CCL 39.1397]. Chi esce dalla verità che è Cristo diventa schiavo.

2. Carissimi studenti, desidero dire una parola speciale a voi nella luce della parola di Cristo.

È in modo speciale a ciascuno di voi che questa sera Cristo si fa vicino. Come Colui che vuole donarvi la libertà autentica perché basata sulla verità; come Colui che vi libera da ciò che vi impedisce di amare e di godere della bontà e della bellezza; come Colui che vuole purificare il vostro cuore da tutto ciò che distrugge in esso e nella vostra coscienza l’autentica libertà. Fate spazio a Lui e alla sua parola; che la sua diventi una Presenza sempre più "invadente": quanto più apparterrete a Lui, tanto più sarete liberi. I martiri lo confermano.

I giorni della Pasqua vi sono dati perché possiate, appropriando e assimilando tutta la realtà dell’atto redentivo, ritrovare pienamente voi stessi: "Cristo ci ha liberati perché restassimo liberi" [Gal 5,1].