home
biogr.
english
español
français
Deutsch
한 국 어
1976/95
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
2003
2004
2005
2006
2007
2008
2009
2010
2011
2012
2013
2014
2015
2016
2017


Solennità della Assunzione della Beata Vergine Maria
Parco di Villa Revedin, 15 agosto 2008


1. Cari fratelli e sorelle, la preghiera con cui abbiamo iniziato questa celebrazione, è la chiave interpretativa della Parola che oggi il Signore ci dice. Abbiamo chiesto di vivere "in questo mondo costantemente rivolti ai beni eterni, per condividere la stessa gloria" della B.V. Maria assunta in cielo in corpo ed anima.

L’assunzione al cielo, l’ingresso cioè di Maria nella vita eterna coll’intera sua persona, corpo e anima, conferma quanto la Parola di Dio ci rivela circa il nostro destino.

Abbiamo sentito dall’apostolo Paolo nella seconda lettura che "Cristo è resuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti". La risurrezione di Gesù non è un fatto che riguarda Lui solo: Egli risorge come "primizia". E’ il "primo" cui seguiranno coloro che hanno creduto in Lui. "Poiché se a causa di un uomo venne la morte, a causa di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti". La risurrezione di Gesù è l’inizio e la causa della risurrezione di tutti i credenti.

La conferma della verità di questa parola apostolica è ciò che noi oggi celebriamo. La Vergine Maria, terminato il corso della sua vita mortale, non ha conosciuto la corruzione del sepolcro, ma, a causa della risurrezione di Gesù, è stata introdotta immediatamente nella beatitudine eterna anche col suo corpo.

Un padre della Chiesa, S. Pietro Crisologo, scrive: "O uomo, perché hai di te un concetto così basso, quando sei tanto prezioso per Dio? Perché mai, tu che sei così onorato da Dio, ti spogli irragionevolmente del tuo onore? Perché indaghi da che cosa sei stato tratto e non ricerchi per quale fine sei stato creato?" [Disc. 148].

Cari fratelli e sorelle, oggi noi sappiamo "per quale fine siamo stati creati": per condividere la stessa gloria di cui gode la B.V. Maria assunta in cielo. Il nostro destino, ciò a cui ultimamente siamo destinati non è il nulla eterno, ma la Vita eterna di cui gode Cristo risorto. La forza della morte che indubbiamente agisce in noi, e che manifesta la sua potenza quanto più avanziamo in età, è stata vinta dalla forza della risurrezione di Gesù, di cui siamo divenuti partecipi nel santo battesimo. È questa divina energia che ha trasfigurato il corpo di Maria, e trasfigurerà il nostro corpo mortale configurandolo al corpo glorioso di Gesù. Questa è la strada sulla quale siamo incamminati.

2. Se questa è la nostra condizione, ne deriva che dobbiamo vivere "in questo mondo costantemente rivolti ai beni eterni". Ed è questo che abbiamo chiesto nella preghiera iniziale.

Non abbiamo chiesto di "vivere fuori di questo mondo", ma "in questo mondo". E vivere in questo mondo significa sposarsi, generare ed educare figli; significa lavorare anche con fatica; significa partecipare attivamente alla vita della nostra città perché sia una buona vita.

Ma la celebrazione odierna ci insegna il modo con cui "vivere in questo mondo": "costantemente rivolti ai beni eterni". Si può infatti vivere in questo mondo come se esso fosse l’orizzonte totale e insuperabile della nostra vita, come vi dicevo: come se la morte dicesse la parola fine su tutto. In una parola: si può vivere in questo mondo senza speranza di una vita eterna.

Questa speranza costituisce un criterio di valutazione dei vari beni di cui abbiamo bisogno, istituendo fra essi una distinzione fondamentale: beni perituri e beni eterni. La vera sapienza di chi ha una speranza piena di immortalità, consiste nel saper usare dei beni perituri e godere dei beni eterni. La stoltezza di chi ha una speranza insidiata dalla morte, consiste nel godere di quei beni di cui si deve solo far uso, e nel porre in essi lo scopo ultimo della vita.

Cari fratelli e sorelle, fra poco nel prefazio diremo: "in Lei [cioè in Maria assunta in cielo] …… hai fatto risplendere per il tuo popolo, pellegrino sulla terra, un segno di consolazione e di sicura speranza.

Il nostro pellegrinaggio sulla terra non raramente deve attraversare valli oscure; non raramente è tribolato e rattristato. Il sapere che la Madre di Dio ha vissuto questa stessa esperienza, ed è stata pellegrina sulla terra come noi; ed il vederla oggi nella gloria che anche a noi è destinata, è sorgente di consolazione e di sicura speranza.

La vittoria di Cristo sulla morte e sulla nostra corruzione non è ancora in nostro possesso pieno, ma il corpo glorioso ed incorrotto della B.V. Maria, che oggi celebriamo, è argomento sicuro che quanto attendiamo nella speranza, un giorno si compirà.