home
biogr.
english
español
français
Deutsch
한 국 어
1976/95
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
2003
2004
2005
2006
2007
2008
2009
2010
2011
2012
2013
2014
2015
2016
2017


Solenne Dedicazione della Chiesa Parrocchiale
Casalecchio, 15 aprile 2007


1. "Vidi … la città santa, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo". Tutti i gesti rituali che stiamo compiendo, la solenne azione liturgica che stiamo celebrando, cari fedeli, significano un Mistero grande ed invisibile.

È il Mistero di Dio che prende dimora fra gli uomini: "Egli dimorerà tra di loro ed essi saranno suo popolo ed egli sarà "Dio-con loro"": stiamo celebrando questa Presenza.

È questo un avvenimento che conclude una lunga storia: è il capolinea terrestre di un faticoso itinerario dell’uomo.

Scacciato dalla compagnia col suo Signore e dalla sua divina presenza, l’uomo custodisce nel suo cuore la nostalgia di quel momento originario; l’uomo è scosso dal desiderio di rincontrare il Signore: fragile filo d’erba ma assetato della Presenza del Signore.

Il segno di questa nostalgia e l’espressione di questo desiderio sono i templi costruiti dall’uomo, di cui non può fare senza. "Ho visto città senza mura, senza fori" scrive un autore pagano "ma non ho mai visto città senza templi". Tuttavia l’apostolo Paolo parlando agli ateniesi diceva: "Il Dio che ha fatto il mondo e tutto ciò che contiene, che è Signore del cielo e della terra, non dimora in templi costruiti dalle mani dell’uomo" [At 17,24]. Ed allora il desiderio dell’uomo non può trovare soddisfazione? La sua nostalgia di poter ritrovare la compagnia col Mistero inappagata?

"Vidi … la città santa, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo", abbiamo ora ascoltato. Non l’uomo può salire al cielo, ma Dio decide di scendere sulla terra. Non è dato all’uomo di catturare il fuoco della presenza di Dio e farlo dimorare sulla terra: può solo attendere che sia il Mistero a prendere l’iniziativa di accenderlo dentro ai roveti delle nostre tribolate esistenze.

"Grandi cose ha fatto il Signore per noi", abbiamo appena cantato. Quali sono le grandi cose che il Signore ha fatto per noi?

Egli ha preparato l’uomo al grandioso evento della sua dimora fra noi. La preparazione è iniziata subito; ogni uomo è stato fatto oggetto di questa divina preparazione. Il Conc. Vaticano II insegna: "La coscienza è il nucleo più segreto e il sacrario dell’uomo, dove egli si trova solo con Dio, la cui voce risuona nell’intimità propria" [Cost. past. Gaudium et spes 16; EV 1/1369]. Esiste un luogo originario, un tempio santo in cui si svolge un mirabile misterioso dialogo di Dio con l’uomo: la coscienza morale. Nella forza obbligante del bene è presente la gloria stessa della santità divina.

Ma questo tempio e questa rivelazione originaria è esposto ad ogni sacrilega deturpazione: in nome della coscienza quante ingiustizie si sono commesse! Ed allora, miei cari, il Signore Iddio ha scelto un popolo, Israele, come interlocutore eletto del suo dialogo con l’uomo; come dimora della sua Presenza nell’umanità: "[Dio] Egli ha scrutato tutta la via della sapienza, e ne ha fatto dono a Giacobbe suo servo, a Israele suo diletto. Per questo è apparsa sulla terra e ha vissuto fra gli uomini. Essa è il libro dei decreti di Dio, è la legge che sussiste nei secoli" [Bar 3,37-4,1a].

Abbiamo ascoltato nella prima lettura la narrazione gioiosa dell’incontro di Israele con la parola di Dio che rompe il suo silenzi,o e porta in mezzo agli uomini la sapienza divina. È una parola rivelata che erompe dall’alto: "Il Signore vi parlò dal fuoco: voce di parola voi ascoltavate, nessuna figura vedevate, solo una voce" [Deut 4,12]. Per questo abbiamo cantato: "La legge del Signore è perfetta…".

2. Ma "… la legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità per mezzo di Gesù Cristo" [Gv 1,17]. La misteriosa decisione di Dio di essere il "Dio-con-noi" non è pienamente compiuta quando realizza la sua presenza mediante la Parola. "E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi vedemmo la sua gloria" [Gv 1,14ab]. L’uomo ha bisogno di vedere, di toccare, di sentire la Presenza del Mistero presso di Sé; di sentire il calore della sua vicinanza. Cristo, Verbo fattosi uomo, è la risposta insuperabile al desiderio dell’uomo di avere Dio come compagno del suo viaggio; di avere fra le proprie dimore anche la dimora di Dio. Miei cari fedeli, noi oggi celebriamo il Mistero del corpo glorificato di Gesù, tempio in cui la Presenza si fa visibile e tangibile.

Come abbiamo appena sentito nel santo Vangelo, il corpo di Cristo è oggi la sua Chiesa edificata sul fondamento del suo apostolo. Essa è il tempio santo, raffigurato visibilmente ora in questa costruzione di pietra, che fra poco solennemente dedicheremo.

Vedete, carissimi, a quale dignità assurge questa costruzione: da umile edificio costruito come ogni altro edificio umano diventa ora dimora di Dio fra gli uomini. Veramente "grandi cose ha fatto il Signore per noi".