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Prima Domenica di Quaresima
Cattedrale di San Pietro, 13 marzo 2011


1. La Chiesa inizia il suo cammino quaresimale celebrando il mistero delle tentazioni di Gesù nel deserto.

Quando parliamo dei misteri di Cristo e li celebriamo nella Liturgia, noi facciamo memoria di fatti realmente accaduti perché essi sono sorgente permanente di salvezza, ed esempio offerto alla nostra imitazione.

Perché la tentazione di Gesù nel deserto è permanente sorgente di salvezza per noi che ne facciamo memoria nella Liturgia?

Avete notato che la Chiesa ci invita a comprendere la pagina evangelica alla luce della narrazione della tentazione del primo uomo, ascoltata nella prima lettura. Anche l’apostolo Paolo, come avete sentito nella seconda lettura, istituisce un confronto fra Adamo, il primo uomo in cui ciascuno di noi era misteriosamente ma realmente presente, e Cristo, il secondo Adamo, al quale è unita ogni persona umana in forza dell’Incarnazione.

Adamo, il primo uomo, colla sua disobbedienza ci aveva resi schiavi del peccato e della morte: aveva acconsentito alla tentazione del Satana. Il secondo Adamo, Gesù, oggi, rifiutandosi di acconsentire a Satana, "ha riversato su di noi la giustificazione che dà vita". Adamo, il primo uomo, colla sua obbedienza a Satana "ci ha costituiti tutti peccatori". Il secondo Adamo, Gesù, oggi, vincendo il Satana "ci ha costituiti giusti".

Ma in questa drammatica vicenda, che attraversa tutta la storia umana perché riguarda ciascuno di noi, c’è un particolare, sul quale i Padri della Chiesa amavano meditare e che ci riempie il cuore di stupore.

Dio poteva liberarci dal potere di Satana con un atto della sua divina onnipotenza, senza umiliarsi a scendere in lotta diretta col diavolo, come invece il Vangelo di oggi ci narra. C’è una grande tenerezza divina in tutto questo.

Tutto il genere umano sconfitto dal Satana era sceso nella morte a causa di un uomo, così noi saliamo alla vita a causa della vittoria di un uomo: Gesù, il Verbo fattosi carne. È per mezzo di un uomo che noi trionfiamo sul Satana, così come era stato per mezzo di un uomo che eravamo stati sconfitti. Infatti il nostro nemico non sarebbe stato vinto giustamente, se colui che lo vinse non fosse stato un uomo nato da una donna [cfr. S. Ireneo, Contro le eresie V, 21, 1]. Quale rispetto Dio ha avuto per la nostra persona!

2. Celebriamo dunque oggi la nostra vittoria in Cristo e per mezzo di Cristo sul Satana. La nostra, ho detto. In Cristo e per mezzo di Cristo obiettivamente io sono già vincitore del Satana.

Ma ora dobbiamo far diventare soggettivamente nostra quella vittoria. Se siamo ammalati, ed il medico ci prescrive le medicine, fino a quando noi non le assumiamo, non guariamo. Così il medico Gesù ci offre la medicina per vincere il Satana, ma dobbiamo assumerla. Quale è questa medicina? Le tentazioni di Gesù ora diventano esempio da imitare, poiché sono mistero di salvezza da celebrare.

È un esempio che ci deve accompagnare durante tutta la Quaresima. Per oggi mi accontento di richiamare solo un aspetto, ma che è fondamentale.

Avete sentito che il Satana ci tenta, nella prima lettura, mettendo in dubbio la verità di ciò che Dio ci dice, della Parola di Dio. Nel Vangelo avete sentito che Gesù respinge il Satana semplicemente opponendogli ciò che dice la parola di Dio.

Cari fratelli e sorelle, la prima arma da usare contro le tentazioni è la parola di Dio. È come se in ogni tentazione si svolgesse questo dialogo col Satana: "tu mi dici questo; ma la parola di Dio mi dice il contrario; ed io mi fido di Lui: fine del discorso!".

Ma per fare uso di questa arma dobbiamo conoscere la parola di Dio: ascoltarla, leggerla, meditarla, assimilarla. È questo il cammino della quaresima.

Alla sera della sua Pasqua Gesù dice ai suoi discepoli: "voi siete già mondi, per la parola che vi ho annunziato" [Gv 15, 2]. Iniziamo il nostro cammino per giungere alla Pasqua "mondi, per la parola che ci è stata annunciata".