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"Tre giorni" del Clero
Celebrazione Eucaristica del 12 settembre 2011


1. L’Apostolo nella prima lettura ci invita a porre il nostro sguardo contemplativo sulla testimonianza che Gesù ha dato "nei tempi stabiliti". È Gesù-Testimone che guiderà la nostra Tre giorni. È questo un tema caro all’autore della prima lettera a Timoteo. Egli, poco più avanti, lo esorta "al cospetto di Gesù Cristo, che davanti a Ponzio Pilato ha dato la sua bella testimonianza" [1Tim 6, 13]. Noi trascorreremo questi tre giorni "al cospetto di Gesù Cristo", lasciando risuonare in noi la "bella testimonianza" resa da Lui.

Che cosa ha testimoniato Gesù? La volontà del Padre "che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità". Gesù ha testimoniato che Dio non è indifferente alla sorte di nessun uomo, volendo che tutti "siano salvati ed arrivino alla conoscenza della verità".

In che modo Gesù ha testimoniato questa volontà del Padre? "ha dato se stesso in riscatto per tutti". La testimonianza di Gesù è stata resa senza dubbio mediante la sua parola. Ma essa raggiunge la sua perfezione nel dono che Egli ha fatto di se stesso, riscattando in questo modo "tutti". La Croce è la testimonianza resa da Gesù.

La testimonianza resa da Gesù è la sua presenza stessa; è la sua auto-donazione sulla Croce. E la verità di cui rende testimonianza davanti a Pilato, è "la manifestazione di se stesso agli uomini, e la salvezza che dona loro mediante la sua conoscenza" [Apollinare di Laodicea].

È quanto insegna il Concilio Vaticano II: "[Gesù], con la sua stessa presenza e con la manifestazione di Sé, con le parole e con le opere, con i segni e con i miracoli, e specialmente con la sua morte e risurrezione dai morti, e infine con l’invio dello Spirito di verità, porta a perfetto compimento la rivelazione e la conferma con la testimonianza divina: che Dio è con noi per liberarci dalle tenebre del peccato e della morte e per resuscitarci alla vita eterna" [Cost. Dogm. Dei Verbum 4, 1; Ev 1/875].

2. L’Apostolo definisce l’identità del suo ministero in relazione alla testimonianza di Gesù. Esso infatti lo costituisce "di essa banditore ed apostolo", colla conseguenza di essere "maestro dei pagani nella fede e nella verità".

L’apostolato dunque comporta un annuncio ed un magistero. Il loro contenuto è la testimonianza resa da Gesù: Dio "vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità". E lo dimostra in ciò che è accaduto sulla Croce.

Cari fratelli, qui noi tocchiamo il cuore del dramma del nostro ministero, la vera "posta in gioco" di questa Tre giorni. È l’assenza di Dio dalla vita delle persone che hanno la responsabilità della costruzione della civiltà umana, il vero dramma dell’adulto che vive nel nostro Occidente. È il fatto che la testimonianza resa da Gesù a riguardo della vicinanza e dell’amore di Dio per ogni singolo uomo e donna adulti, non risuona più nella sua coscienza con la stessa forza. Noi siamo qui in questa Tre giorni perché questo non accada. La testimonianza di Gesù ci fa sapere che Dio ci è vicino; che Dio si è mostrato come amore che si prende cura dell’uomo.

Il libro dell’Apocalisse indica i discepoli del Signore come coloro che "sono in possesso della testimonianza di Gesù". Ogni volta che celebriamo l’Eucaristia entriamo in possesso della testimonianza di Gesù all’amore del Padre per l’uomo. È questo possesso la ragione del nostro ritrovarci in questa Tre giorni, e la luce che ci guiderà nelle nostro riflessioni. È attraverso noi che Cristo continua la sua testimonianza.