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S. Messa solenne di ringraziamento per la Canonizzazione di Bernardo de’ Tolomei, Fondatore dei Benedettini Olivetani
Basilica di S. Stefano, 12 settembre 2009


1. "Il Signore disse ad Abram: vattene dal tuo paese…". Ciò che è avvenuto nella vita di Abramo, cari fratelli, accade all’inizio di ogni grande esperienza di fede nella Chiesa. È accaduto nella vita di S. Bernardo Tolomei.

All’inizio sta una chiamata di Dio che comporta un distacco dalla dimora della propria esistenza: in senso figurato o fisico. Così è accaduto a Bernardo. Egli inizia la sua "avventura" staccandosi da Siena, sua città natale nel 1313, con due amici per ritirarsi nella solitudine di Accona.

Che cosa muove Bernardo a questa scelta? La chiamata di Dio ad una pura vita evangelica, sul modello della prima comunità apostolica. Abramo lascia, per divina chiamata, la religione dell’idolatria per seguire il Signore. Bernardo ed i suoi due amici rompono colla forma di vita precedente per seguire il Signore in una forma di vita caratterizzata dalla preghiera, dalla lectio divina, dal lavoro manuale e dal silenzio. La radicalità della svolta è significata anche dal cambiamento del nome: fino ad allora era Giovanni, da ora in poi si chiamerà Bernardo.

"Farò di te un grande popolo, e ti benedirò", dice il Signore ad Abramo. La chiamata di Dio anche quando è alla solitudine, non è mai una chiamata esclusiva ed escludente, ma è sempre inclusiva ed includente. Colui che è chiamato, diventa capace di una paternità e di una fraternità che nasce dalla sua immersione nel mistero della Chiesa. Ed infatti, solo cinque anni dopo circa la sua chiamata alla solitudine, anche Bernardo, come Abramo, ebbe la visione premonitrice, profetica, della sua capacità generativa, ebbe la visione di una scala sulla quale vide salire numerosi monaci attesi in cima da Gesù e Maria. Era la divina profezia che lo illuminava sul suo futuro destino. Ed infatti nel 1319 egli otteneva dal suo Vescovo, il Vescovo di Arezzo, il decreto di erezione per il futuro monastero di S. Maria in Monte Oliveto, sotto la Regola di S. Benedetto. Dalla paternità di Bernardo era nata nella Chiesa una nuova famiglia monastica, che otterrà la sua definitiva approvazione il 2 gennaio 1344 dal papa Clemente VI.

2. "Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati". Cari fratelli e sorelle, queste parole del Signore ci rivelano di quale capacità ci fa dono la grazia di Cristo. Essa ci rende capaci di amare come Cristo ha amato: ci rende partecipi della stessa capacità di Cristo.

Ciò accadde in modo mirabile in Bernardo: amò come Cristo ha amato. Quando nel 1348 scoppiò a Siena, come in molte altre città italiane, una terribile peste, egli non esitò a lasciare la sua solitudine per portarsi ad aiutare ed assistere gli appestati. Ne fu anch’egli contagiato, e morì martire della carità.

Il santo abate nutriva il suo cuore di questa sublime capacità di amare in una vita intensa di preghiera, fortemente caratterizzata da una profonda devozione eucaristica e mariana. L’abito bianco di cui vestono i suoi monaci doveva essere il segno permanente della loro particolare venerazione verso la Madre di Dio.

Cari fratelli e sorelle, questa solenne celebrazione sia occasione ed invito anche per noi a una vita più profondamente nutrita di preghiera, più generosa nel servizio al prossimo, intimamente eucaristica e mariana.