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XIX Domenica per Annum (C)
Ripoli, 12 agosto 2007


1. "Non temete piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto di darvi il Regno". Molte sono le ragioni che portano oggi il nostro cuore ad avere paura, a temere. Gesù inizia oggi il suo dialogo con noi nel Santo Vangelo con un pressante invito: "Non temete, piccolo gregge". Chi è piccolo di numero e povero di potere non deve forse proprio per questo avere timore?

Ma continuiamo ad ascoltare il Signore: "….. perché al Padre vostro è piaciuto di darvi il Regno". La ragione per cui non dobbiamo temere è che abbiamo ricevuto il dono del Regno. Che cosa significa? Il Regno di Dio significa che in Gesù Dio è entrato nella storia dell’uomo, dentro la nostra vicenda umana, per instaurare finalmente quella condizione di salvezza dell’uomo che è oggetto della nostra speranza. A chi nella fede diventa discepolo di Gesù ed entra a far parte del suo gregge, viene donato il Regno, l’esperienza cioè di questa vicinanza di Dio che si prende cura dell’uomo. Per chi nella fede diventa discepolo di Gesù ed entra a far parte del suo gregge, Dio cessa di essere relegato in una lontananza mai raggiungibile; cessa la sua assenza dalla vita: si fa vicino.

Coloro a cui non è stato dato il Regno, cercano di vincere i loro timori attraverso il possesso di beni materiali. Ma chi sperimenta la vicinanza di Dio in Cristo non ha più bisogno assoluto di questi beni: "vendete ciò che avete" continua Gesù "fatevi borse che non invecchiano". La presenza di Gesù, l’esperienza della vicinanza di Dio, questi sono i veri tesori, questa è la vera perla preziosa: "tesoro inesauribile nei cieli".

Miei cari fratelli e sorelle, è questo un punto assai importante nell’insegnamento evangelico. Ascoltiamo: "dove è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore".

In sostanza Gesù ci pone le seguenti domande: su cosa fondi la tua esistenza? Come vinci la paura che tutti naturalmente proviamo quando pensiamo al nostro futuro? Che cosa ultimamente ti libera dalla preoccupazione per te stesso? Cioè [per dirla con le parole di Gesù]: "dove è il tuo tesoro?". Non è necessario abbandonare materialmente i propri beni. Ciò che Gesù ci chiede è di accettare e vivere la propria condizione nel mondo, esercitare la propria professione, adempiere ai propri doveri familiari protesi verso la profonda comunione con Lui, ritenendola l’unica vera permanente indistruttibile sicurezza: "avere come non si avesse" [Cf.: 1Cor 7,29-ss]. E Gesù ci dice: fai bene attenzione! il tuo cuore si trova là dove tu poni il tuo tesoro. Il "cuore" è attaccato a ciò che tu ritieni necessario per non avere più timore pensando al tuo futuro.

Vi ricordate? È esattamente il senso ultimo della prima beatitudine: il Regno di Dio appartiene, è dato ai "poveri in spirito". Il gregge che lo riceve è "piccolo".

La migliore sintesi di quanto Gesù oggi ci insegna è detto all’inizio della seconda lettura: "la fede è fondamento delle cose che si sperano e prova di quelle che non si vedono".

È la fede che ci libera da ogni timore poiché è la Parola di Dio che ci assicura i beni futuri e permanenti. Dio garantisce ogni sua Parola colla sua onnipotenza. Le parole dell’uomo non donano speranza perché l’uomo non è onnipotente.

È la fede che ci assicura che quanto abbiamo ascoltato nel santo Vangelo è vero, poiché essa si fonda sulla verità della Parola di Dio. Miei cari fedeli, come dice il profeta, "se non crederete non avrete stabilità".

2. Stiamo celebrando i divini Misteri in onore della Madre di Dio.

La vita di Maria è la perfetta interpretazione della pagina evangelica appena letta. Il Vangelo, miei cari, è come uno spartito musicale. Lo si può certo leggere, ma ciò che è scritto lo si comprende solo quando viene eseguito. Maria è la perfetta esecuzione di quello spartito musicale che è il Vangelo.

Il Concilio Vaticano II insegna che Maria ha preceduto la Chiesa nel cammino della fede. Ella ha posto interamente il suo cuore nel tesoro della comunione profonda col suo Figlio. Ad Ella è piaciuto al Padre di donare il Regno: di far "sentire" la vicinanza amante di Dio nel frutto del suo grembo. Fu beata perché ha creduto.

Chiediamo dunque alla Madre di Dio di ottenerci il dono di una fede vera, perché facendo parte del "piccolo gregge" del suo Figlio riceviamo dal Padre il dono del Regno.